Arriva un nuovo anno… e quale modo migliore di iniziarlo, se non con una Short che parla di Capodanno? Buon 2026!
Come già spiegato in questo articolo, i miei primissimi approcci ad Alan Ford sono stati praticamente fallimentari: ero troppo piccolo per capire la satira graffiante di Max Bunker o per apprezzare appieno il tratto grottesco di Magnus – e nemmeno capivo perché il titolo della serie fosse il nome di un personaggio che, spesso, non appariva neanche in copertina…
Non andò meglio con questo albo “capodannesco”, di cui un cugino più grande mi propose la lettura al grido di “Questi sono geni! A dicembre hanno pubblicato una storia natalizia e subito dopo, a gennaio, hanno pubblicato questa storia sulla festa di Capodanno!”
Aprii l’albo, blandamente incuriosito, ma mi scontrai subito con tipi che parlavano un italiano per me quasi incomprensibile – avevo 7 anni, all’epoca – con parole quali “eftvofa” (senza l’aiuto di mio cugino, non avrei mai capito che era la storpiatura snob di “estrosa”…).
Le cose non andarono meglio proseguendo nella lettura. Sì, d’accordo, c’erano alcune gag fisiche molto divertenti, come ad esempio quelle in cui Bob Rock veniva bullizzato dai teppistelli del quartiere (ai tempi avremmo detto “preso per il c*lo”, naturalmente), ma la trama procedeva facendo riferimento a personaggi apparsi nei numeri precedenti – e quindi per me sconosciuti – e, soprattutto, continuavo a chiedermi quando ci sarebbe stata la festa (come d’altronde, nell’albo che avevo letto qualche mese prima, mi chiedevo quando sarebbero apparsi i boy-scout…), per poi scoprire che iniziava solo a pagina 81.
Sarebbero trascorsi ancora molti anni prima che riuscissi a capire che la bellezza di queste storie non era tanto nelle trame bensì negli spaccati di vita quotidiana, con gli infiniti rimandi all’attualità e a certe tipologie sociali che Bunker parodiava in tutte le salse, con l’aggiunta degli stratagemmi stravaganti attuati dai membri del Gruppo TNT per sbarcare il lunario.
Alan Ford nella rubrica Collaterali in edicola
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