Capitan America, gli anni 2000. Parte I 2000/2001

Il Cap di Dan Jurgens

///
9 mins read

Per molti appassionati di fumetti di supereroi, il nome di Dan Jurgens è legato alle gesta e ai destini di Superman, il personaggio a cui questo autore ha legato i momenti più significativi della sua carriera (è lui il deus ex machina dietro il ciclo de La morte di Superman del 1992/93). Eppure, fu anche lo sceneggiatore che alla fine degli anni ’90 iniziò ad emergere, per qualità di lavoro e quantità di proposte, in ambito Marvel. Dopo un breve exploit sulla collana Sensational Spider-Man e dopo avere proposto un bellissimo ciclo di Thor, Jurgens andò a ricoprire la carica di autore di Capitan America a far tempo da Captain America Vol. 3 n. 25 del gennaio 2000.

Egli proseguì il solco tracciato dal predecessore Mark Waid con delle avventure dal tono classico. Leggiamo cosa scrisse in occasione dell’uscita del primo albo da lui sceneggiato: “Il mio Cap è un po’ meno intenso, un po’ più ottimista nei confronti del mondo e capace di trovare il lato umoristico delle cose. Le avventure saranno più incentrate sull’azione. Continuo a pensare a lui come a un uomo che combatte contro forze preponderanti: nazisti, agenti dell’Hydra o dell’A.I.M. che siano, riuscendo a risolvere le situazioni più complesse.

Ecco l’immagine che voglio tenere in vita per gli appassionati. Questa prima avventura mi è servita a unire Cap e Nick Fury, a riunire anche Cap e Falcon, a introdurre un cattivo classico e a imporre immediatamente la mia versione dell’eroe”.

Il primo supercriminale messo in scena da Jurgens (coadiuvato dalle spettacolari tavole di Andy Kubert, che rimase sulla testata ancora per qualche mese) è una delle creazioni più interessanti della Casa delle Idee: il Seminatore d’Odio. Clone creato dal biologo nazista Arnim Zola con lo stesso codice cerebrale di Adolf Hitler, la sua missione è distruggere l’umanità attraverso il genocidio e diffondere gli istinti più bassi della nostra specie.

Grazie a una pistola che induce le vittime a provare rabbia e rancore, il Seminatore intraprese una lunga carriera come criminale, scontrandosi più volte con i supereroi durante i suoi tentativi di ricostruire il Terzo Reich. Ma venne sempre sconfitto, malgrado avesse stretto spesso alleanza con altri “colleghi“ come il Teschio Rosso o Psycho-Man. Considerato il suo potere di trasferire i propri tracciati cerebrali in un numero pressoché infinito di corpi ospiti clonati, sembrerebbe impossibile eliminare la sua minaccia dal mondo una volta per tutte. 

In Captain America Vol. 3 nn. 25/27 (gennaio-marzo 2000), il colonnello dello S.H.I.E.L.D. Nick Fury, creduto morto per molti mesi, ricompare improvvisamente nel bel mezzo di una pericolosa missione: nel cuore dell’America è iniziata una violenta campagna razzista a opera di un gruppo di terroristi che vogliono “ripulire” la società. Le azioni del gruppo sono anche collegate al recente furto di un grosso quantitativo di antrace (un’arma batteriologica) da una base dell’ex Unione Sovietica. Lo S.H.I.E.L.D. invia Capitan America e Falcon a investigare sia sul gruppo sovversivo, sia sulla nuova scomparsa del colonnello, e i due eroi si ritrovano di fronte il Seminatore d’Odio e il suo esercito di razzisti che si apprestano a lanciare testate missilistiche cariche di antrace, portando caos sul suolo americano.

Sconfitto il Seminatore d’Odio e liberato Nick Fury, a Capitan America non è concesso un attimo di tregua per potersi dedicare alla sua vita privata e alla possibile relazione sentimentale con l’avvocatessa Connie Ferrari, conosciuta tempo prima.

In Captain America Vol. 3 nn. 28/31 (aprile-luglio 2000) l’eroe a stelle e strisce viene spedito a rintracciare la sua ex Sharon Carter impegnata in una missione segreta nella Terra Selvaggia, il mondo nascosto situato in una zona dell’Antartide, dove gli uomini vivono ancora con i dinosauri nel più incredibile miscuglio di ere terrestri. Lì scopre che il malvagio Conte Luchino Nefaria (uno dei più vecchi avversari mai incontrati dai Vendicatori) ha intrapreso una serie di esperimenti genetici, creando nuove razze di esseri mostruosi destinati a diventare il suo esercito personale ed è anche riuscito a imprigionare Ka-Zar, il tarzanide Signore della Terra Selvaggia e la sua famiglia. Dopo aver ritrovato Sharon, durante una terribile battaglia i due mettono fuori combattimento Nefaria e liberano i suoi prigionieri. Ma la storia sentimentale fra i due ex amanti sembra impossibile da ricostruire, ed essi si separano nuovamente con qualche rancore.

Dopo un fill-in disegnato da Jerry Ordway, in cui Steve Rogers rievoca un episodio della Seconda Guerra Mondiale, Kubert passò a gestire la collana di Thor e Jurgens divenne autore completo della collana: era, infatti, un veterano anche del tavolo da disegno (anzi, la sua carriera nel mondo dei comics era iniziata proprio come disegnatore) ed era stato lui a firmare intere annate di avventure di Superman. Il suo stile classico, inoltre, era molto adatto alle storie del Capitano.

Su Captain America Vol. 3 nn. 33/38, albi pubblicati dal settembre 2000 al febbraio 2001 (ad eccezione del n. 36 che faceva parte del mega crossover Maximum Security che vedeva impegnati tutti i supereroi della Marvel a contrastare il Consiglio delle Razze Aliene che aveva deciso di trasformare la Terra in un pianeta-prigione per tutti i criminali della galassia), il Vendicatore a stelle e strisce deve affrontare una terribile minaccia proveniente dal passato: Protocidio.

Per anni si era pensato che l’esperimento che aveva trasformato il debole Steve Rogers nel perfetto soldato americano fosse originale e irripetibile. In realtà, non era così. Rogers non era stato il primo essere umano ad assumere il siero del super-soldato, e tanti altri volontari avevano sacrificato la vita sperimentando composti imperfetti e velenosi. Dopo essere riusciti a infiltrare una spia all’interno dello S.H.I.E.L.D., gli agenti dell’A.I.M. (Avanzate Idee Meccaniche, la malvagia loggia di scienziati tesa a conquistare il mondo in maniera occulta) scoprono in un deposito abbandonato un corpo umano in animazione sospesa nascosto lì dentro da decenni. Gli scienziati dell’organizzazione riportano in vita Carl McIntyre – questo il nome dell’uomo – che era uno dei volontari che nel corso della Seconda Guerra Mondiale avevano deciso di sottoporsi al trattamento di una versione sperimentale del siero del super-soldato. McIntyre era rimasto però vittima dell’esperimento stesso, e da quel fallimento era nato Protocidio, una variante deforme di Capitan America (Jurgens approfondì tutti questi retroscena sullo speciale Captain America Annual del novembre 2000).

A seguito di un vero e proprio lavaggio del cervello da parte dell’A.I.M., l’uomo si convince che Capitan America sia l’unico responsabile delle sue sciagure, compreso il fatto di essere stato tenuto in stasi per decenni. Dopo un’iniziale sconfitta, Capitan America combatte una furibonda battaglia finale con Protocidio che si conclude con la morte apparente di questi, incenerito in una fornace.

In questa avventura, inoltre, Jurgens decide di porre Sharon Carter a capo dello S.H.I.E.L.D. e di inviare Nick Fury nella nazione ex sovietica del Khamiskan per risolvere un mistero legato alla scomparsa del fratello di Connie Ferrari, anch’egli agente S.H.I.E.L.D. in incognito.

Quindi in Captain America Vol. 3 nn. 39/44 (marzo/agosto 2001), il Capitano si ritrova coinvolto in un susseguirsi di avvenimenti di grande importanza. Lo S.H.I.E.L.D. sferra la sua battaglia definitiva contro l’A.I.M. e, dopo aver finalmente sgominato le loro forze, Cap scopre che il capo dell’organizzazione altri non è che un assistito della sua fidanzata, l’avvocatessa Connie Ferrari.

In tal modo, Jurgens pone l’eroe a stelle e strisce alle prese con nuovi e laceranti dubbi: favorire la vita privata di Steve Rogers comprendendo il punto di vista legale di Connie, oppure fare di tutto per assicurare alla giustizia un leader terrorista? Cap, ovviamente, sceglie la seconda opzione, e le ripercussioni del suo gesto non tardano a manifestarsi. Tanto più che, poco dopo, Capitan America parte per il Khamiskan per prestare soccorso a Nick Fury, giunto in quel luogo alla ricerca dello scomparso David Ferrari (fratello come dicevamo di Connie, da lei creduto morto). Lì, Cap e Fury devono affrontare proprio questo ex agente che, passato dall’altro lato della barricata, ha creato una banda di super esseri con l’obiettivo di dominare il mondo. Fermato questo folle progetto e assicurato Ferrari alla giustizia americana, Cap ha un’accesa discussione con Connie che scopre la sua identità segreta… e decide di interrompere ogni relazione con lui!

Nel corso di pochi mesi, insomma, sulla collana era successo di tutto. I lettori ebbero l’impressione che Jurgens stesse cercando di tirare in fretta e furia le fila di tutte le sottotrame aperte e portate avanti per mesi… ed era proprio così!

I dirigenti Marvel erano poco soddisfatti dei dati di vendita della serie. In effetti, Dan Jurgens – pur sfornando buone storie – non era riuscito a mantenere la collana sugli standard qualitativi precedenti e, pertanto, fu presa la drastica decisione di chiudere la terza serie di Captain America con il n. 48, non rinnovando il contratto a Jurgens e chiedendogli di terminare la sua gestione con quel numero. Lo sceneggiatore, dichiarandosi amareggiato per la chiusura della serie ma felice di aver potuto lavorare al personaggio, scrisse quindi la saga in quattro parti America perduta (Captain America Vol. 3 nn. 45/48, settembre/dicembre 2001) che, per ironia della sorte, venne molto apprezzata dai lettori e che vide Steve Rogers scontrarsi ancora una volta con il Teschio Rosso e il Seminatore d’Odio. In questo periodo, inoltre, Jurgens scrisse anche lo speciale Captain America Annual 2001, ambientato però nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Ma nel frattempo, nel mondo reale accadde l’impensabile.

La mattina dell’11 settembre 2001 quattro aerei di linea furono dirottati da diciannove terroristi appartenenti all’organizzazione Al-Qaida. Due aerei furono fatti schiantare contro le torri nord e sud del World Trade Center di New York. Nel giro di 1 ora e 42 minuti entrambe le torri crollarono. I detriti e gli incendi causarono poi il crollo parziale o totale di tutti gli altri edifici del complesso. Un terzo aereo fu fatto schiantare contro il Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa, in Virginia. Un quarto aereo venne fatto inizialmente dirigere verso Washington per colpire il Campidoglio o la Casa Bianca, ma precipitò successivamente in Pennsylvania a seguito di un’eroica rivolta dei passeggeri. 

Ciò ebbe ripercussioni anche nel mondo dei fumetti. L’attacco terroristico entrò addirittura nell’Universo Marvel come parte della continuity, grazie a una storia dell’Uomo Ragno nella quale apparve anche Capitan America. Proprio la situazione che si era creata nel mondo reale portò delle importanti modifiche alla figura di questo eroe e del suo destino editoriale. 

L’allora editor-in chief Joe Quesada decise un cambiamento di rotta: Capitan America sarebbe passato alla linea editoriale denominata Marvel Knights, ove venivano presentate storie molto più mature e realizzate da autori di grido, con temi anche controversi. La terza serie del personaggio, quindi, proseguì sino al numero 50, dando modo a Jurgens di chiudere definitivamente la sua gestione.

In Captain America Vol. 3 n. 49 lo sceneggiatore risolse lo stallo sentimentale fra Steve Rogers, Connie Ferrari e Sharon Carter e lo fece con decisione. Interessante notare che il disegnatore di questa storia, Juan Bobillo, non era certo un novellino, ma un cartoonist argentino che aveva firmato con il grande Carlos Trillo vari albi pubblicati anche in Italia.

Captain America Vol. 3 n. 50 (datato febbraio 2002 ma pubblicato il 19 dicembre 2001), invece, fu un albo di lunghezza superiore al normale che presentò storie di vari autori, alcuni già affermati ed altri provenienti da esperienze fumettistiche non “commerciali”, che fornirono una loro visione dell’eroe adatta ai tempi e alla situazione storica dell’epoca. Si trattò di avventure abbastanza particolari che proposero diversi punti di vista su Steve Rogers, osservandolo come eroe, avventuriero, amante, veterano, uomo sradicato dal suo tempo, potenziale vittima.

Vale la pena di approfondirle.

Notte di Natale (di Dan Jurgens) appartiene al progetto ‘Nuff Said, un evento che quel mese coinvolse moltissime collane. In sostanza, il presidente della Marvel Bill Jemas e l’editor-in-chief Joe Quesada sfidarono gli autori a realizzare storie completamente mute, per mettere alla prova la capacità di raccontare un episodio avvalendosi principalmente delle doti dei rispettivi disegnatori.

Ricordi (di Kathrin Kuder e Stuart Immonen, che utilizzò una tecnica che prevedeva la colorazione diretta delle matite, senza intervento dell’inchiostratore) si concentra sul significato del termine eroismo, soprattutto in riferimento alla guerra e ai sopravvissuti.

Fino all’osso condensa in 14 pagine tutta la storia di Capitan America, ed è l’addio definitivo al personaggio da parte di Dan Jurgens, una sorta di “Bignami” illustrato, oltre che da Jurgens stesso, anche da famosissimi disegnatori come John Romita Sr., Bruce Timm, Ron Frenz, Tom Palmer, Sal Buscema e Mike Zeck.

Reliquie (sceneggiato da Brian David-Marshall ed illustrato da Igor Kordey, autore slavo all’epoca impegnatissimo in tanti progetti Marvel) riporta Capitan America nella continuity e termina con l’eroe apparentemente morto in un’esplosione.

Un minuto di silenzio (di Jen Van Meter e Brian Hurtt) mostra come la morte di Cap venne percepita dai bambini di una classe scolastica.

Stelle e strisce (di Evan Dorkin e del grandissimo Kevin Maguire), infine, si concentra sulle reazioni di vari personaggi alla notizia della morte del Capitano e si chiude con un’immagine del suo funerale.

In realtà, le cose non stavano proprio così… ma i lettori dovettero attendere il mese di giugno 2002 per poter leggere le nuove avventure di Capitan America.

continua…

CAPITAN AMERICA ANNI ’40
CAPITAN AMERICA ANNI ’50
CAPITAN AMERICA ANNI ’60
CAPITAN AMERICA ANNI ’70
CAPITAN AMERICA ANNI ’80
CAPITAN AMERICA ANNI ’90
CAPITAN AMERICA ANNI 2000
CAPITAN AMERICA ANNI 2010
CAPITAN AMERICA ANNI 2020

Ultimi Articoli Blog

0 0,00