Capitan America, gli anni 2010.
Parte VI

2016 - 2017: Secret Empire

////
5 mins read

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, l’evento Standoff aveva riportato in scena uno Steve Rogers giovane e aitante grazie a Kobik che, usando i suoi enormi poteri, aveva ripristinato il siero del super-soldato nel suo corpo (nel numero 8 della serie Captain America: Sam Wilson). Pertanto la Marvel pensò bene di duplicare le collane dedicate alla Sentinella della Libertà.

E così, a far tempo dal luglio 2016, la serie dedicata a Sam proseguì la sua corsa con il successivo numero 9, mentre sugli scaffali delle fumetterie americane apparve il fiammante numero 1 di una nuova serie, sempre scritta da Nick Spencer e disegnata da Jesús Saíz, intitolata Captain America: Steve Rogers!

Le loro avventure si svolgevano in contemporanea e, mentre su Captain America: Sam Wilson venivano narrate le gesta dell’eroe di colore che abbiamo appunto anticipato nell’articolo precedente (sino al numero 21, nel quale egli decise di abbandonare il ruolo di Capitan America), sulla serie Captain America: Steve Rogers accadeva qualcosa di assolutamente imprevedibile. 

Steve tornava nuovamente a vestire i panni di Capitan America e, lasciando lo scudo originale a Sam Wilson (che continuava anch’egli a chiamarsi Capitan America), si dotava di un nuovo scudo triangolare che ricordava quello degli anni ’40. Tuttavia, nessun lettore poteva aspettarsi il colpo di scena che Spencer e Saíz riservarono alle ultime pagine del primo numero della serie.

Steve e il giovane eroe Jack Flag (già apparso in precedenza a metà degli anni ’90) si trovano a bordo di un elicottero dell’Hydra per soccorrere uno scienziato rapito. Prima sconfiggono il Barone Zemo, che era deciso a riprendere il controllo dell’organizzazione, poi… Steve getta di sotto Jack Flag, che mentre precipita tra i palazzi non riesce a credere ai suoi occhi! Rimasto da solo con lo scienziato, Cap si rivolge a lui e pronuncia due parole che fanno tremare i lettori di tutto il mondo: “Hail Hydra!” Cosa diavolo era successo?

Nel corso della serie, Spencer svelò che tutta la faccenda di Pleasant Hill era, in realtà, un tortuoso piano scaturito dalla mente del Teschio Rosso, potenziata con innesti cerebrali dal cervello appartenuto al defunto Professor X, il telepate più potente del mondo. Lo S.H.I.E.L.D. aveva “pasticciato” con un potere di dimensioni divine allo scopo – invero abbastanza meschino – di costruire un carcere di dubbia legalità. Il Teschio Rosso, allora, aveva approfittato della situazione per coronare il suo sogno più antico: creare il “suo” Steve Rogers, un superuomo libero dai lacci della sua morale “eroica”. Per decenni il Teschio aveva coltivato un malsano miscuglio di ammirazione e disprezzo nei confronti di Cap, un’attrazione che lo aveva portato più volte a tentare persino di usurparne il corpo. Ora il suo obiettivo era cambiato e la sua preda non era più il corpo di Steve Rogers, bensì la sua anima. Quindi aveva stretto un’insidiosa amicizia con Kobik, manipolandola e facendole usare il suo immenso potere per alterare la realtà delle persone. Il Teschio Rosso l’aveva indotta a riportare Steve Roger alla sua giovinezza, restituendogli – sì – i poteri del super-soldato, ma riscrivendo anche il suo passato

Kobik era così potente da poter alterare l’intera linea temporale: e così, da quel momento, un nuovo mondo era sorto senza che né gli eroi, né i lettori se ne accorgessero, un mondo nel quale Steve Rogers era stato plagiato dall’Hydra sin da bambino.

Una donna di nome Elisa lo aveva reclutato da giovanissimo e aveva indirizzato ogni sua scelta. Tutta la sua vita, inclusa la trasformazione in super-soldato e le numerose avventure vissute, erano in realtà parte di un complesso piano per infiltrarsi tra gli eroi e ai vertici della difesa U.S.A.

Il momento era ormai propizio, perché molti elementi stavano convergendo: Steve aveva infatti accettato il controllo dello S.H.I.E.L.D.; il Governo aveva approvato lo “S.H.I.E.L.D. Act” dando maggiori poteri all’organizzazione; Nick Fury era lontano, trasformatosi in una sorta di entità cosmica (dopo i fatti della saga Original Sin, della quale non abbiamo parlato perché non coinvolgeva Cap); l’altra personalità più importante dello S.H.I.E.L.D., Maria Hill, era ormai fuori dai giochi per aver causato il disastro di Pleasant Hill; nel frattempo, come già accennato, Sam Wilson aveva rinunciato spontaneamente al ruolo di Capitan America e allo scudo…

La situazione precipita presto, come narrato – oltre che sulle due serie Captain America – nella maxiserie Secret Empire uscita tra giugno e novembre 2017, un titolo familiare ai lettori di lunga data (vedi la saga Il Segreto Impero, di cui abbiamo parlato qui).

Sfruttando il suo ruolo nello S.H.I.E.L.D., manipolando eroi, politici e criminali, Steve Rogers mette fuori gioco il Teschio Rosso e alla fine rivela a tutti di essere l’Hydra Supremo, impone il proprio controllo sugli Stati Uniti d’America e annuncia che userà il Cubo Cosmico per restaurare il mondo!

Gli eroi della terra si uniscono per fermarlo, ovviamente, ed è qui che la storia esplode davvero. Sam Wilson li raduna per combattere l’Hydra, consapevole che potrebbero morire tutti. Con Steve Rogers corrotto, spetta a lui portare avanti il nome di Capitan America a qualsiasi costo e così torna ad indossare nuovamente il costume!

Tutto però sembra perduto quando il potere del Cubo Cosmico, ormai in possesso di Steve, inizia a plasmare la realtà. Le modifiche sono tali che il Cap malvagio può persino sollevare Mjolnir (il martello di Thor) nonostante non ne sia degno e, poco dopo, comincia a plasmare il mondo secondo la visione dell’Hydra.

Come la prima storia del Segreto Impero e come anche Civil War, questa saga di Nick Spencer cattura lo spirito del tempo ponendo una domanda: è forse l’America stessa – o Cap stesso – ad aver sbagliato strada? La risposta della storia, alla fine, è: no! Il vero Steve Rogers è ancora vivo, intrappolato all’interno del Cubo con Kobik, che si è ritirata in un suo santuario privato. I supereroi Marvel si sono uniti per fermare l’Hydra Supremo, ma alla fine solo Steve Rogers può sconfiggere il suo alter ego distorto.

Fortunatamente, all’ultimo momento, interviene Kobik che toglie il potere all’Hydra Supremo e riporta il vero Steve Rogers nella realtà. Questi combatte contro la sua controparte malvagia con tutto il suo coraggio e la sua forza di volontà. E quando l’Hydra Supremo cerca inutilmente di sollevare Mjolnir, Steve se ne dimostra invece degno e, impugnando il mitico martello, sconfigge il nemico. La realtà viene riportata alla normalità, l’Hydra Supremo imprigionato, e quando Sam rinuncia ufficialmente al ruolo, il “vero” Steve Rogers è finalmente tornato al suo posto nel mondo!

Dal punto di vista editoriale, nel corso di questa lunga saga, la serie Captain America: Steve Rogers terminò la sua corsa con il numero 19 del settembre 2017, così come – nello stesso mese – terminò anche Captain America: Sam Wilson con il numero 24.

Ad ottobre uscì il 25, numero unico della serie Captain America Vol. 8.

Dopo l’ultimo numero della miniserie Secret Empire, pubblicato nel novembre 2017, uscì un one-shot dal titolo Generations: Sam Wilson Captain America & Steve Rogers Captain America, nel quale Sam Wilson restituì lo scudo a Steve Rogers dicendogli che sarebbe riuscito a riguadagnare la fiducia della gente.

Questo albo fu anche l’ultima fatica di Nick Spencer sulle collane del discobolo: dopo due anni in cui aveva gestito ben due diversi Capitan America e organizzato un evento epocale come Secret Empire, nel 2018 si trasferì sulla serie The Amazing Spider-Man che aveva bisogno di essere rilanciata da un autore del suo calibro.

(continua)

CAPITAN AMERICA ANNI ’40
CAPITAN AMERICA ANNI ’50
CAPITAN AMERICA ANNI ’60
CAPITAN AMERICA ANNI ’70
CAPITAN AMERICA ANNI ’80
CAPITAN AMERICA ANNI ’90
CAPITAN AMERICA ANNI 2000
CAPITAN AMERICA ANNI 2010
CAPITAN AMERICA ANNI 2020

Ultimi Articoli Blog

0 0,00