“Esenin. Lettera alla madre”
di Kondratyev & Akishine

Il racconto della vita inquieta del poeta Sergej Esenin

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Valutazione 8 su 10

Nel mio peregrinare per la Russia, oltre a esplorare i luoghi del cinema a me molto cari, mi sono soffermato anche sul fumetto: dapprima con la versione tradotta della prima opera di Manuele Fior e, da oggi, con prodotti tipicamente russi. 
Esenin. Lettera alla madre è un fumetto facente parte di una collana dedicata a letterati come Nikolaj Gumilev, Alexander Blok, Marina Cvetaeva e Vladimir Mayakovsky, giusto per citarne alcuni, anche se sicuramente altri e altre si aggiungeranno alla lista.
Quest’opera, scritta da Alexander Kondratyev con i disegni di Askold Akishine per Alpaca edizioni, ci trasporta in toto nella biografia del poeta simbolo della Russia dei primi del ‘900. Gli autori ci narrano non solo l’aspetto biografico ma, cosa davvero interessante, il punto di vista critico che esso dimostrava nei confronti di una società affamata di soldi, non risparmiando letteralmente nessuno. Dal suo villaggio natale di Konstantinovo, nella regione di Ryazan, Esenin comincia la sua “migrazione” letteraria per arrivare a diventare il portavoce di una generazione incontrollabile per lo stesso governo russo. Prima della rivoluzione d’ottobre del 1917 – e poi anche dopo – la sua figura e le sue poesie spesso furono boicottate perché non in linea con le idee del partito.

La sua grande passione per la scrittura lo portò alla ricerca di una perfezione mai trovata e al pedissequo confronto con il mondo. Tra le sue amicizie, quella con Maksim Gor’kij fu complessa, anche se da entrambi le parti si nutriva un rispetto reciproco.
Il fumetto in questione mette in risalto anche l’aspetto sentimentale e passionale del poeta, con le tante donne con cui ha condiviso parte della sua vita fino al costante viaggiare, non tralasciando l’alcol.

Davvero incisivi i testi di Kondratyev, che porta in auge la fatica con cui Esenin dovette lottare per affermarsi in una Russia pre-rivoluzionaria senza tralasciare – appunto – una visione critica. Il titolo, invece, rimanda a un’attenzione più sentimentale, alla madre.
Molto interessante è anche l
’apparato grafico di Akishine. La linea dei disegni è molto marcata e il primo rimando culturale che viene in mente è l’epoca in cui lo stesso poeta visse, tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, con uno sguardo particolare alla sperimentazione che stava avvenendo in Russia. 

I layout sono molto equilibrati e la scelta di non dividere visivamente il racconto del presente con le visioni e allucinazioni del poeta – mantenendo lo stesso rigore visivo – lo rende affascinante perché, in un certo qual modo, destruttura una concezione (forse) più occidentale, abituata a “spiegare” tutto, anche solo con un cambio di registro visuale. Mi piace definirlo come un tratto d’altri tempi.

Esenin. Lettera alla madre è un buon fumetto: non un semplice biopic edulcorato per accontentare tutti e tutte, ma per raccontare e dimostrare come le biografie a fumetti sanno sporcarsi le mani. Raccontare la vita inquieta litigiosa ed egocentrica di Esenin non era cosa semplice.

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