La proprietà di Rutu Modan è un’opera toccante e intelligente che intreccia abilmente il passato e il presente, la memoria e l’identità. La storia segue Regina Segal, un’anziana israeliana che si reca a Varsavia con la nipote Mica per reclamare una proprietà di famiglia perduta durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò che inizia come una semplice questione legale si trasforma rapidamente in un viaggio emotivo e pieno di rivelazioni.
La narrazione si sviluppa su due binari temporali: il presente, con le dinamiche a volte tese tra Regina e Mica e le loro interazioni con gli abitanti di Varsavia, e il passato, attraverso i ricordi frammentati di Regina e le sue ricerche sulla storia della famiglia. Modan esplora temi universali come l’eredità, il trauma intergenerazionale e la difficoltà di conciliare il passato con il presente. Il tutto suddiviso in sette giorni, plasmati come se il lettore fosse (in un certo senso) parte di questa avventura sul quotidiano che segue le due donne.
Il viaggio, sostanzialmente, non è altro che un pretesto. L’intento velato della fumettista è quello di presentarci un dialogo anacronistico tra due generazioni distanti tra loro, ovvero quello della nonna e della nipote. Diventa, così, un turbinio di strane e disconnesse sensazioni.
Il fumetto non offre risposte facili e i personaggi si confrontano con ambiguità morali e verità nascoste. La Polonia, con la sua complessa storia, diventa essa stessa un personaggio, un palcoscenico in cui si scontrano memorie dolorose e la volontà di andare avanti.
La parte grafica di Modan – con il suo stile di disegno distintivo e delicato – cattura con maestria le espressioni e le emozioni dei personaggi, rendendoli profondamente umani e complessi. Il suo uso del colore è sottile ma efficace, sottolineando i momenti chiave e creando atmosfere evocative, come del resto tutto il layout delle tavole che – seppur prettamente ingabbiato – risulta dinamico e avvincente, restituendoci una freschezza visiva.
La proprietà è un’opera che rimane impressa nel lettore per la sua profondità emotiva, la sua intelligenza narrativa e la bellezza del suo tratto grafico. È un fumetto che invita alla riflessione sulla storia, sulla famiglia e su come il passato continui a plasmare il nostro presente. Un’esperienza di lettura intensa e gratificante.
Nel 2023 quest’opera ha portato a casa due premi importanti: il Gran Guinigi a Lucca Comics & Games e il Premio Speciale della Giuria al Festival di Angoulême.
