“Appunti per una storia di guerra” di Gipi

Tempi di guerra e di inquietudine adolescenziale

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Valutazione 10 su 10

Questo libro di Gipi esce nel 2004 per Coconino Press. È una di quelle storie che non passano mai di “moda”, permangono in mente per tanto tempo, e non ti lasciano finché non sei tu a volerlo.
Appunti per una storia di guerra valse a Gianni Pacinotti ben due premi al Festival di Angoulême, due anni dopo la pubblicazione, consacrando la sua professione di fumettista nel giro di poco tempo. 

San Donato è un paesino arroccato sulle montagne. Uno di quei tipici paesi che definiscono il nostro territorio di provincia. La storia prende in esame tre ragazzi adolescenti: Giuliano (detto “il killerino”), Christian e Stefano. Tutti e tre ragazzi comuni, senza nessuna esperienza di vita né di conoscenza della società che li circonda. Decidono di lasciare il paese appena bombardato per avventurarsi nella grande città, dove la guerra non li toccherà. 
La guerra di cui Gipi ci parla – ma che non vediamo minimamente, in nessun dettaglio visivo – è un pretesto narratologico per far immergere i protagonisti in una condizione umana ed esperienziale. Parla ad una generazione intera, a quei figli dei paesi di provincia che rimangono sempre incastrati nei meandri dei loro stessi territori. 

Così, la guerra, con le sue bombe, è il modo giusto per farli staccare da queste radici un po’ vecchie.  Si ritrovano catapultati in un mondo nuovo, dove la società è più spietata, più crudele e veloce. 
Qui incontrano una “gang”. Una di quelle che, se hai le capacità giuste, ti prendono con sé per farti fare esperienze e lavori sporchi, di quelli che il capo non farebbe mai.
I tre ragazzi cominciano a vivere di piccoli crimini quotidiani, sentono l’odore dei primi soldi e della bella vita che si prospetta davanti.
Ecco: nel mezzo del racconto, dove spesso ritroviamo il dramma che incute timore e ci scuote, Gipi ci inserisce l’inquietudine della vita. Lo fa in modo velato, senza pretese, tale da insinuarsi nei ragazzi in modo beffardo. Diventa così, d’un tratto, una storia dura e cruda – alla Gipi per intenderci – che non lascia spazio alle emozioni, non dà il tempo di riflettere. Ci pone davanti alla vita vera, ce la fa vivere insieme a loro e solo dopo, forse, una volta finita la lettura, c’è tempo e modo per approfondire, ripensare a ciò che si è vissuto.
Perché possiamo anche affermare con una certa sicurezza che Appunti per una storia di guerra è un’esperienza che viene vissuta totalmente, in viaggio con questi tre ragazzi. 

Fino alla fine, fino alla loro separazione perché, ad un certo punto, la vita pone davanti degli ostacoli e loro devono essere pronti ad affrontarli. Così Giuliano, Christian e Stefano diventano adulti, inconsapevoli del loro futuro che non è più certo.

Appunti per una storia di guerra è un fumetto sulla crescita, sulla formazione “da strada”, senza consolazioni familiari né direttive scolastiche. 
E poi c’è lo stile grafico, inconfondibile, che rende il tutto un affresco contemporaneo della nostra società. Uno spaccato d’Italia fresco e reale, dove la tecnica del suo acquerello si mescola meticolosamente alle rarefatte atmosfere che riesce a creare. I cieli, le montagne, i volti delle persone e gli spazi urbani sono tutti caratterizzati alla perfezione. Ed è proprio quella qualità che il pennello di Gipi riesce a donarci, a un tale livello di maestria. 
La guerra non si vede mai direttamente, eppure si percepisce costantemente e il modo in cui l’autore dosa il dramma è unico.

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