“Scusa, Sadik, hai visto Diabolik?”

Il Best of di uBC Monitor (1999-2001)

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Alla sezione uBC Monitor, come spiegato in precedenti articoli di questa sottorubrica, contribuivano sia potenziali nuovi collaboratori, sia redattori “di lungo corso” che ora continuano a seguirci pur non scrivendo più per uBC. Uno di questi è Giuseppe Pelosi, di cui avevo già segnalato un suo articolo sul “western made in Marvel“: qui parla dei fumetti noir italiani “con la K”, commentando un volume pubblicato giusto 25 anni fa.

Scusa, Sadik, hai visto Diabolik?
by Giuseppe Pelosi

Non molto tempo fa, la cosa più trasgressiva che potesse fare uno che entrava in un’edicola era comprare Diabolik. Diabolik era il fumetto cattivo per eccellenza, e un po’ cattivo doveva esserlo anche chi lo comprava; Diabolik si acquistava di nascosto, infilandolo subito nelle pagine del quotidiano. Si comperavano di più, una volta, i quotidiani, ma perché servivano a nascondere il Diabolik… Eppure, secondo la morale che correva, chi lo comprava doveva essere gente non molto a posto, immorali, violenti, o soltanto sporcaccioni. Sì, sporcaccioni; ora, è ovvio che in questa epoca di sdoganamento del porno, che vede più di una pornostar assurgere al ruolo di maîtresse a penser e il sexyshop meta di acquisti familiari da sabato pomeriggio, tutto ciò possa sembrare molto strano; ma davvero c’era un tempo in cui Diabolik era proibito. Ah. O tempora, o mores…

Primo merito di questo Scusa, Sadik, hai visto Diabolik? è proprio quello di riportarci ad un epoca d’oro del fumetto, ad un come eravamo che non riesce ad eludere la nostalgia, ma almeno evita il rimpianto.

Franco Busatta, ottimo curatore del bonelliano Napoleone, realizza – insieme a Paolo Bacilieri, ottimo disegnatore dello stesso personaggio – un’operazione finanche intellettuale: un blob fumettistico, un puzzle di storie e di personaggi, da Diabolik ai suoi mille emulik, dato che un tempo bastava aggiungere una “k” per diventare un personaggio a fumetti… e con ciò, ovviamente, rende un omaggio, affettuoso ma non privo di ironia, come testimonia il titolo, ad un personaggio che si avvia ai suoi quarant’anni (Diabolik è nato nel 1962), ma può guardare con assoluta serenità tanto al suo passato quanto al suo futuro.

La riscrittura di Busatta è intelligente e colta in quanto recupera in maniera non banale, bensì logica e filologica, pescando alcune delle più memorabili avventure del cattivo in calzamaglia, e la ricostruzione a montaggio alternato mostra non solo, impietosamente, quanto inferiori fossero le imitazioni all’originale, ma anche, celebrativamente, il fervore creativo di quell’aureo periodo trash.

A scandire il tutto, divertito e disincantato sguardo cronachistico su quegli anni, il disegno di Bacilieri, vera e propria marca dell’enunciatore, firma degli autori del pastiche, ricordo del gioco. E vedere il disegno del Bacillo su questi soggetti dà veramente l’impressione di risfogliare un vecchio AlterLinus, con la Paulette di Pichard replicata e riprodotta, contestualizzata in quegli sporchi, sporchissimi, neri anni Sessanta.

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