Dopo il finale dell’indimenticabile Diablero, la storia successiva – a opera della coppia di creatori di Tex, GL Bonelli & Galep – iniziava in medias res, con l’apparizione dell’irlandese Pat che scatenava subito una gigantesca rissa. Io, però, ero ancora lì a chiedermi: “ma chi è ‘sto Montales?!?” salvo leggere, poche pagine dopo, che si trattava di “un vecchio compagno di avventure messicane” del ranger…
All’epoca, dei primi numeri di Tex ne avevo letti ben pochi e in maniera completamente sporadica (di uno di quelli, sfogliato da bambino grazie a mio nonno, ho parlato qui). Meno che mai avevo letto i primissimi, quelli appunto in cui un giovane desperado aveva effettivamente vissuto svariate avventure insieme a un giovane fuorilegge norteamericano, finito in Messico a causa del complotto ordito da una spia che celava il suo operato sotto il mantello diabolico di un illusionista da quattro soldi – perché tale era Mefisto, ai suoi esordi… – affiancato da un’affascinante sorella. Dubito, comunque, che anche gli appassionati della primissima ora avrebbero riconosciuto (senza il titolo dell’albo) l’ex desperado, nel frattempo invecchiato come successo a Kit Carson ma non a Tex 🙂
Per quanto riguarda la storia, si trattava essenzialmente di un rutilante sparatutto che ruotava attorno alla strenua difesa della hacienda di Montales, trasformata in una “seconda Alamo” contro forze nemiche esorbitanti, con ritmi forsennati che ricordavano lo spirito di quei primi albi di cui parlavo in precedenza (ricordate titoli quali Uno contro venti o Due contro cento?). Il salvataggio finale era poi dovuto al provvidenziale – e scontato – arrivano i nostri all’ultimo istante utile.
Ho ripensato a questa storia quando ho “scoperto” il sondaggio dimenticato di Tex, di cui ho parlato in questo articolo: Montales era stato votato tra i comprimari preferiti, quindi un suo ritorno era – per così dire – nell’aria… ma perché attendere sette anni (!) dal sondaggio, prima di riproporlo? E soprattutto, perché non averlo impiegato prima (e nel suo Paese!) in un altro sparatutto, cioè il coloratissimo numero 100, magari al posto della giubba rossa canadese Jim Brandon? Mistero…
