Era da luglio che Tex non entrava nella consueta rotazione delle mie Short Anni ’70… e c’era un motivo. Volevo infatti parlare di una storia del nostro ranger che mi è sempre piaciuta tantissimo e ho deciso di farlo in concomitanza con la CENTESIMA PUNTATA di questa rubrica, sfruttando inoltre l’occasione per fare un riepilogo delle storie “che hanno creato il mio immaginario fumettistico” di cui ho parlato finora. Buona lettura.
Come già spiegato in molte occasioni, ogni volta che trovavo i disegni di Guglielmo Letteri sulle pagine di Tex andavo letteralmente in brodo di giuggiole, ancora di più se – come in questa occasione – tornava all’opera El Morisco, il personaggio da lui creato graficamente: la sua presenza apriva sicuramente la strada a una nuova irruzione del “fantastico” in una collana decisamente più realistica di Zagor, l’altra mia lettura bonelliana prediletta.
E in questa storia dal titolo e dalla copertina evocativi (titolo che, nelle ristampe successive, sarebbe stato arricchito da un enfatico punto esclamativo), la coppia di autori era davvero al top: G. L. Bonelli creava sapientemente un’atmosfera di vero e proprio terrore per un albo e mezzo – la prima apparizione “frontale” del Diablero, a figura intera, è a pagina 63 del n.136 – ottimamente spalleggiato dal Maestro che, da parte sua, caratterizzava alla perfezione tutti i protagonisti, a partire dalla bellissima “regina della notte” Mitla che campeggiava nella splendida copertina del n.136.
“Farete bene a non lasciarvi influenzare dal fatto che è una donna!” ammonisce El Morisco, per poi continuare “Sono certo che è ancora più pericolosa del suo diabolico compagno.” E il curandero di Pilares ha assolutamente ragione: Mitla può creare la pozione che rende suo fratello Guaimas uno spaventoso Diablero, domina mentalmente i lupi che scaglia contro i suoi avversari, è una potente illusionista…
Come può essere sconfitto un personaggio così, visto che Tex per primo ammette “in quanto a sparare su una donna, credo che nessuno di noi avrà mai il coraggio di farlo”? Beh, con l’intervento del destino – come talvolta capitava a certi villains di GLB: Mitla cade nel pantano e viene morsa da un serpente, in una sequenza davvero drammatica che mette fine a un’avventura da cui partirà un ciclo di storie straordinarie di cui parlerò nelle prossime uscite di questa rubrica, arrivata come dicevo a 100 puntate suddivise tra 8 sezioni distinte (si veda il riepilogo qui sotto).
PS: mi auguro davvero che nessun retcon porti alla ribalta una discendente o una discepola di Mitla, banalizzando quest’unica apparizione che è resa indimenticabile anche dalla sua perfetta conclusione.
LE SEZIONI DELLA RUBRICA ANNI ’70:
19 puntate
Gli albi della Golden Age zagoriana, ma anche alcuni del periodo precedente, recuperati durante quegli anni
13 puntate
Gli albi a partire dal numero 100, con qualche ricordo anche del periodo eroico della pubblicazione a striscia
12 puntate
Alcune chicche apparse in questa collana: albi di Asterix e di eroi Disney, ma anche le strisce di Johnny Hart, il Pinocchio di Jacovitti, Mort Cinder, le raccolte di “Zio Tibia”…
12 puntate
Le serie e i “liberi” che più mi piacevano, apparsi sui settimanali Lanciostory e Skorpio dell’Eura Editoriale a partire dal 1975
11 puntate
Mister No e Comandante Mark, soprattutto, ma anche qualche lettura occasionale: Akim, Judok…
11 puntate
Diabolik, naturalmente, ma anche Alan Ford, Zakimort e i personaggi dei settimanali Monello e Intrepido della casa editrice Universo (Billy Bis, Ghibli, Cristall…)
11 puntate
Le mie storie preferite apparse nella collana Classici di Walt Disney e in qualche Oscar, ma anche sulle pagine di Topolino
11 puntate
Gli indimenticabili Peanuts ma anche alcuni volumi dedicati alle strisce di altri fumetti (Ferdinando, Crock, i Dropouts…)
