Witch n.1 “Halloween”

Il Best of di uBC Monitor (1999-2001)

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Nuova puntata dedicata alla sezione uBC Monitor e al contributo di un redattore “di lungo corso” che continua a seguirci pur non scrivendo più per uBC. Stavolta si tratta di Roberto Giammatteo, di cui avevamo già segnalato un suo articolo sul “Cut” di Giuseppe Palumbo: in questa segnalazione parlava invece dell’albo d’esordio delle disneyane Witch, datato 2001.

Witch n. 1 “Halloween”
by Roberto Giammatteo

Per la prima volta, la Walt Disney Italia pubblica nel nostro paese un albo a fumetti contenente una storia originale che non ha per protagonista un personaggio disneyano.

Protagoniste della storia, e della serie, sono 5 ragazzine (di età tra 13 e 14 anni) dotate di poteri magici, residenti nella cittadina di Heatherfield, che dovranno difendere la Terra dagli attacchi di esseri malvagi provenienti da altre dimensioni. Le ragazze in questione vengono ben identificate e caratterizzate fin da questo primo numero. E così matura e compassionevole sembra Cornelia, sardonica Taranee, timida Will… Evidente il target del prodotto, che punta all’immedesimazione delle lettrici, affiancando i problemi adolescenziali ai destini magici.

La serie cavalca sicuramente la moda televisiva di questi ultimi tempi (come il telefilm Streghe in onda sulla RAI) e non è certo una novità del panorama fumettistico italiano: si veda Gea della beneamata SBE.

La storia è molto ben curata e forte sembra essere l’influenza manga sia per i testi, scorrevoli e piacevoli, che per i disegni: supportati da una superba colorazione, si impongono quindi come il pezzo forte di Witch, grazie soprattutto all’impostazione grafica delle matite di Alessandro Barbucci, coadiuvato dalle chine di Donald Soffritti e dai colori del duo Canepa/Damiani.

Lo stile di Barbucci, già ammirato in Sky Doll (volume cartonato di qualche mese fa per i tipi della Vittorio Pavesio Productions), punta qui in misura ancora maggiore a stilemi derivati da manga e soprattutto anime.
Naturalmente si tratta di un mensile con una storia a fumetti di 60 pagine: impensabile che Barbucci ne realizzi tutti i numeri. Molto dipenderà quindi dai successori: sapranno raccogliere degnamente il testimone lasciato in eredità? Lo stesso Barbucci sembra preoccupato di quest’aspetto, nella bella intervista presente sul recente annuario di Fumo di China.

Purtroppo per la qualità complessiva del fumetto, alcuni redazionali e un gadget in regalo (i body-tattoos) possono indirizzare la lettura dell’albo esclusivamente verso un pubblico di adolescenti, venendo così trascurato da lettori più “attempati” che perderebbero l’occasione di leggere un piccolo capolavoro.

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La redazione può esistere o non esistere, ma non potrete mai verificarlo! Il gatto di Schrödinger ci spiccia casa!

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