La fine del mondo e prima dell’alba raccoglie alcuni racconti di Inio Asano che, pur nella loro eterogeneità, restituiscono una poetica già sorprendentemente definita dell’autore. Personaggi sospesi tra adolescenza e maturità, incapaci di trovare una direzione, alle prese con sogni destinati a incrinarsi e con una quotidianità che finisce per trasformarsi in rifugio esistenziale. L’inadeguatezza e la fragilità, l’amore e la famiglia, così come gli incontri casuali diventano gli unici appigli in un’esistenza dominata dall’incertezza, mentre il futuro rimane un orizzonte difficile da scrutare.
Prima dell’alba apre la raccolta con una contaminazione caleidoscopica di personaggi, fili e solitudini che si sfiorano in una Tokyo enorme e immensa, eppure così piccola e familiare da farsi palcoscenico e personaggio insieme.
Più sfuggente Alafa, spaccato adolescenziale attraversato dal sentimento della provincia, fatta di piccoli quartieri e piccole realtà, con il ponte della statale come confine oltre il quale esiste qualcosa di più grande. La purezza e la leggerezza della provincia si contrappongono così al fascino dell’evasione verso la città.
In Domenica ore 18:30 la scomparsa del padre costringe due fratelli a confrontarsi con il vuoto lasciato da una figura incapace di mantenere la promessa sociale della propria generazione. Attraverso una narrazione costruita su tre punti di vista, Asano mostra come solitudine, impotenza e assenza di senso coinvolgano tanto i figli quanto gli adulti. È anche il racconto più vicino alla grammatica di Murakami, nelle figure femminili, negli hotel abbandonati, nel ritmo. Ed è il racconto in cui emerge con maggiore forza il valore della famiglia quale possibile rifugio dopo il fallimento delle aspettative collettive.
Più ermetici e intimisti Un giorno nella malinconica vita di A-ko la sognatrice e 17, racconti dominati dal monologo interiore e da uno spaesamento che sacrifica in parte la chiarezza narrativa e che produce una poetica quasi sospesa, attraversata da un’inadeguatezza in cui la rinuncia ai sogni si fa meccanismo di difesa e la routine rifugio esistenziale. In Come passare una giornata libera tornano invece sogni, ambizioni e aspirazioni, ma soprattutto la rinuncia ai propri desideri come meccanismo di difesa dalla paura di vederli infranti. La routine diventa così un rifugio, mentre quella tensione vitale che caratterizza la giovinezza sembra dissolversi con l’età adulta.
Che mondo meraviglioso ripropone ancora una protagonista sospesa tra tarda adolescenza e maturità, tra dubbi e orizzonti difficili da mettere a fuoco, confermando il sorriso e il soliloquio come topoi ricorrenti per l’autore.
Con Tokyo lo sguardo si sposta invece verso il passato. È forse il racconto più nostalgico della raccolta con il protagonista che torna nei luoghi dell’infanzia, ai sogni e alle promesse infrante, perché la ricerca di sé passa inevitabilmente anche attraverso il ricordo di ciò che si voleva diventare. Chiude il volume La fine del mondo, breve e intenso racconto in cui, tra dolcezza adolescenziale e fragilità, Asano torna a cercare nell’amore un sostegno capace di dare senso all’incertezza.
Sul piano grafico ritroviamo il tratto realistico e fortemente espressivo che ha reso celebre l’autore. I suoi personaggi parlano grazie agli sguardi, al dettaglio delle mani, al sudore e alle pose. Un tratto ricercato, curato ed efficace che si staglia su sfondi iperrealistici, frutto del consueto ricalco fotografico. La dicotomia tra personaggi e ambienti non è mai dirimente, ma contribuisce a creare quella lieve sfasatura visiva che accompagna perfettamente il senso di estraneità e di inadeguatezza che attraversa l’intera raccolta.
