Tex n.200
“L’idolo di cristallo”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Se dovessi indicare il momento in cui mio fratello, da voracissimo lettore onnivoro di fumetti (Bonelli, pornosoft targati Edifumetto e/o Ediperiodici, settimanali della Universo e/o dell’Eura ecc. ecc.) è diventato “solo” lettore di Tex, sarebbe sicuramente la fine del millennio scorso, quando io e lui smettemmo di acquistare Lanciostory e Skorpio – come spiegavo in questo articolo.

L’albo di cui parlerò oggi, però (pubblicato a giugno 1977), costituì il primo “mattoncino” della sua passione esclusiva per il Ranger: stava infatti svolgendo il servizio militare e, attratto dalla ricorrenza centenaria colorata, acquistò l’albo in edicola, dove invece – generalmente – acquistava lo Zagor inedito che poi scambiava con il fratello del mio amico Butch Walts che, a sua volta, acquistava ogni mese la ristampa Tex Tre Stelle.
Beh: questo nuovo, movimentatissimo “sparatutto” celebrativo gli piacque così tanto che da lì in poi iniziò la sua collezione, recuperando nel tempo gli albi delle due prime centurie.

Se la trama è sbrigativamente riassumibile in “massacriamo centinaia di Hualpai cattivoni per recuperare un idolo sacro” (e anche letale: l’incauto che lo maneggia senza precauzioni fa immediatamente una brutta fine…), è vero che le scene d’azione sono gestite con grande maestria e i dialoghi tra i quattro pards sono brillantissimi: infatti, secondo la scheda del nostro database storico, “questa è certamente una delle migliori azioni corali dei quattro pards (in quella che è la miglior storia a colori della serie regolare)”.

La scena madre è costituita dal sacrificio ipotizzato da Tex per salvare gli altri, anche se il “vecchio cammello” Carson se ne accorgerà in tempo per restare al suo fianco. Entrambi saranno naturalmente salvati, nel gran finale alla “arrivano i nostri”, dai Navajos giunti a dar man forte e sbaragliare gli ultimi Hualpai.
Un albo da leggere tutto d’un fiato, con l’iconico Tex raffigurato in copertina che diventerà poi – ribaltato verticalmente – il logo della Sergio Bonelli Editore.

PS: mio fratello, dopo aver venduto a suo tempo la collezione di Tex, non ha resistito al richiamo del ranger ed ha acquistato tutta la CSAC.

La scheda nel nostro database storico

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