Continuando il recupero dei fumetti extra-bonelliani segnalati a suo tempo nella sezione uBC Monitor dai naviganti-aspiranti-recensori, stavolta esuliamo dai manga e approdiamo ai comics “non-USA” con questo articolo sull’ultimo (all’epoca) Hellblazer del duo Ennis/Dillon che iniziava con una citazione da Simpathy for the devil dei Rolling Stones.
Il sentiero ai cancelli dell’inferno
by Alberto Lingua
“Pleased to meet you / Hope you guess my name / But what’s puzzling you is the / Nature of my game“.
Queste parole che Mick Jagger dedicava al diavolo calzano perfettamente addosso al vecchio John Constantine, quasi come il suo stropicciato impermeabile.
Constantine è uno che scherza con i santi e non lascia stare i demoni; proprio con un gigantesco bluff ai danni delle forze infernali si era aperta la gestione di Hellblazer da parte di Garth Ennis (all’epoca appena ventenne). Ora, in procinto di chiudere definitivamente la sua run, lo scatenato autore di Belfast ritorna sui suoi passi, confezionando una storia che ripercorre tematiche e personaggi del suo intero corso e costituisce il finale del memorabile ciclo “Cattive abitudini”. Giustamente Ennis fa “piazza pulita” delle sue tracce disseminate nel corso dei mesi (qualche personaggio ne farà le spese…), in modo da consegnare al suo successore una situazione “vergine” e ristabilizzata.
Certo, il suo stile è quello che Tex definirebbe “smargiasso”, e alcune situazioni appaiono un po’ confuse; ma il coup de théâtre finale lascia il segno. Assolutamente necessario, è superfluo ricordarlo, conoscere le precedenti storie ennisiane di Hellblazer (quasi tutte disponibili in arretrato).
Per quanto riguarda i disegni di Steve Dillon, non sono eclatanti ma svolgono egregiamente la loro funzione (sul successivo Preacher il disegnatore adotterà uno stile più pulito, ottenendone un certo miglioramento).
Notevoli invece le copertine di Glenn Fabry, che non si limita ad un semplice esercizio di virtuosismo fotorealistico, ma impone alle sue illustrazioni un tocco grottesco alla Simon Bisley che trovo particolarmente azzeccato.
Ultima raccomandazione: Ennis non si fa problemi di calcare la mano in fatto di violenza e satira alla religione (per fortuna mitigandosi con l’ironia). Le anime sensibili si astengano…
