“Susanna – L’integrale vol. 1”
di D’Antonio, Polese & Tacconi

Le avventure pubblicate sul Giornalino tra il 1975 e il 1983

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Valutazione 7 su 10

Tra le tante opere create dalla penna di Gino D’Antonio, Susanna è forse una delle meno note ai lettori. Bene ha fatto Allagalla Editore a raccogliere in un volume cartonato le sue avventure apparse in precedenza sulle pagine del Giornalino.
In questa uscita vengono proposte le prime dieci storie, pubblicate a puntate tra il luglio 1975 e il giugno 1983 sulla rivista paolina.

Ma chi è Susanna?
Come ci ricorda Claudio Nizzi nella bella e sentita prefazione, D’Antonio modellò sui tratti della figlia Cristina questa figura di giovane ragazza particolarmente esuberante e amante dell’avventura. Irrequieta, curiosa e insofferente come ogni adolescente, Susanna è al centro di storie che ne connotano il carattere dinamico e un’intelligenza decisamente sopra la media.

Orfana dei genitori, è affidata alle cure dello zio Reginaldo con il quale viaggia il mondo a bordo del battello Eunice. In realtà sarebbe più corretto affermare che è lo zio ad essere accudito dalla giovane: pasticcione e goloso, spesso non si accorge tempestivamente dei pericoli che li minacciano, finendo vittima delle situazioni più disparate.
D’Antonio connota il simpatico zio con lo spirito ecologista e pacifista dell’epoca, ben riconoscibile dalle sue invettive contro l’uso di armi e di chi inquina inopinatamente i mari del pianeta.

Non è solo la figura dello zio Reginaldo a dare corpo ai temi “caldi” dell’epoca, sicuramente molto sentiti dall’autore e perfettamente in linea con i princìpi della rivista.
A fronte di alcune storie scanzonate e più leggere, vengono affrontati argomenti delicati e dolorosi. Se in La modella il tema della militanza politica giovanile e della contestazione studentesca è sfumato da un clima generale ironico e divertente, ne L’ospite il dito puntato contro la violenza e la brutalità degli omicidi degli anni di piombo è diretto e senza mezze misure.
D’Antonio trasporta Susanna anche nella Haiti flagellata dalla sanguinosa tirannia di Jean-Claude “Baby Doc” Duvalier, con la giovane che si deve difendere dalla brutalità dei suoi miliziani, i famigerati Tonton Macoutes.
L’episodio più intenso è senza dubbio La giungla della città, nella quale assistiamo al dramma di Millie, una ragazza finita nel vorticoso incubo della tossicodipendenza. Erano gli anni in cui – troppo spesso – “giovane” ed “eroina” erano un triste connubio che popolava la cronaca quotidiana. L’autore, sempre con toni allineati allo stile della rivista, non ci risparmia nulla del percorso autodistruttivo che vive la ragazza, alla quale Susanna tenta invano di prestare aiuto. Una tragedia che, purtroppo, raramente poteva avere un lieto fine.

A coadiuvare D’Antonio (autore di tutti i testi) ai disegni sono due suoi “fedelissimi”, già visti in diverse altre prestigiose collaborazioni: Ferdinando Tacconi e Renato Polese. Il loro tratto classico ed espressivo, unito a quello inconfondibile dello stesso D’Antonio, fornisce il necessario tocco d’autore alle storie con protagonista l’inconfondibile chioma rossa della giovane Susanna.

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Stefano Paparella

"Quando il gringo incontra il messicano col coltello, il gringo è un uomo morto"

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