: 03 / short review
Short Review

Tex. Le origini del mito - volume II

Arriva il secondo volume del saggio di Massimo Capalbo

Dopo il volume pubblicato nell’agosto scorso e da noi segnalato, esce il secondo capitolo di Tex. Le origini del mito, in cui Massimo Capalbo ci riporta nel mondo del più famoso Ranger dei fumetti, proponendo gli episodi che partono dal maggio 1953 e arrivano fino al luglio 1957.
Si tratta in totale di 20 storie, tutte nate dalla penna di Gianluigi Bonelli, pubblicate nel popolare formato a striscia dell’epoca. Come nella precedente uscita, per ogni avventura vengono sviscerate le tematiche ideate dallo sceneggiatore, il ruolo di ogni personaggio coinvolto, i riferimenti all’immaginario cinematografico western e tante curiosità. Sono proprio queste ultime uno degli elementi di maggior interesse dell’opera, in quanto forniscono dettagli poco conosciuti se non ai texiani più esperti. Per ogni storia vengono citati i dialoghi più significativi, in cui è riconoscibilissimo lo stile creativo e pittoresco di Bonelli, vero e proprio marchio di fabbrica del creatore di Tex.

Va sottolineata anche la citazione dell’apporto di altri disegnatori al lavoro di Aurelio Galleppini. Quasi sempre non accreditati, per anni sono rimasti oscuro ma fondamentale aiuto per il grande Galep che, com'è noto, era costretto a lavorare con tempi redazionali strettissimi. Nonostante in saggi di altri autori fossero già stati rivelati i loro nomi, fa sempre piacere dare il giusto riconoscimento al lavoro compiuto dai vari Pietro e Francesco Gamba, Lino Jeva, Mario Uggeri e Virgilio Muzzi.

Capalbo assegna anche una valutazione di gradimento ad ogni episodio, con una scala che va da una stelletta - il voto minimo - fino a sei. Tra le venti storie presenti solo una guadagna il punteggio massimo, L’enigma dell’ippocampo, storia proposta poi nel Tex del formato attuale nei numeri 16 e 17. Un episodio che i lettori più esperti ricorderanno bene, in cui il revanscismo messicano viene incarnato dall’incantevole quanto pericolosa Manuela Guzman, definita da Carson come “un viso d’angelo e due occhi che sembrano diamanti”, in una delle avventure che hanno consolidato il mito di Tex Willer.

dossier uBCTexesplora il dossier sulla Console di uBC Fumettiesplora Stefano Paparella · 16.01.2026 · 2 min di lettura
Stefano Paparella

"Quando il gringo incontra il messicano col coltello, il gringo è un uomo morto"

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