Cosa potrebbe succedere se un piccolo polpo alieno venisse spedito sulla Terra per risolvere i problemi dell’umanità?
Sicuramente un disastro, giusto?
Questo è più o meno l’incipit di Takopi’s original sin di Taizan5, manga raccolto in due tankōbon, serializzato su Shonen Jump+ da dicembre 2021 a marzo 2022 e pubblicato in Italia ad aprile 2023 da StarComics.
Takopi (dal giapponese tako (タコ) polpo) è un adorabile alieno proveniente dal pianeta “Happy”. Gli abitanti di questo pianeta non conoscono altro che serenità e spensieratezza, e il loro scopo è quello di portare felicità in ogni angolo dell’universo.
Il protagonista atterra quindi sul nostro pianeta, in Giappone, e fa la conoscenza di Shizuka, una bambina delle elementari dalla voce fievole e dallo sguardo cupo. Takopi si accorge subito che qualcosa non quadra e si impone un obiettivo ben preciso: far sorridere la piccola Shizuka ad ogni costo.
Tuttavia si renderà conto che anche un gesto così semplice può nascondere delle insidie insormontabili.
Sin dalle prime interazioni si denota un’assoluta incapacità di Takopi nel comprendere ciò che prova Shizuka.
Il piccolo polpo, nella sua ingenuità, crede che qualsiasi problema sia risolvibile in maniera quasi meccanica attraverso l’utilizzo di strumenti vari e strampalati (vedasi Doraemon). Proprio questa incapacità di comprendere il dolore altrui rende le sue azioni potenzialmente dannose, innescando una spirale di conseguenze che rende il dolore sempre più ingestibile.
La storia risucchia completamente il lettore all’interno di un limbo senza fine. Non si riesce ad identificare con precisione una morale o un modello da seguire, vittime e carnefici si scambiano in continuazione in un valzer infinito e lugubre. L’opera non propone una bussola morale né un modello interpretativo stabile, lasciando il lettore immerso in una realtà priva di appigli consolatori, dove ogni tentativo di semplificazione risulta inadeguato.
L’opera segue una struttura circolare e ripetitiva, tipica del romanzo dell’assurdo – muovendosi tra l’assurdo beckettiano e la reiterazione narrativa di Erased. Questa ripetizione non ha una funzione catartica, bensì accumulativa, contribuendo a un senso crescente di oppressione e alla progressiva perdita di fiducia nella possibilità di cambiare davvero le cose.
Takopi cerca in ogni modo di sistemare la situazione, ma si ritrova sempre al punto di partenza o, addirittura, peggiora ulteriormente tale situazione, caricando l’opera di una poetica fortemente deterministica in cui ogni tentativo di intervento non fa che ribadire l’inevitabilità degli eventi.
Lo stile del disegno ricorda per certi versi Buonanotte Punpun – in entrambe le opere, i protagonisti vengono rappresentati come animaletti stilizzati a contrasto con paesaggi e sfondi molto realistici – ma, nonostante l’apparente semplicità, le espressioni facciali dei personaggi riescono a trasmettere in maniera chiarissima le emozioni che provano, grazie all’uso di una tecnica di tratteggio molto decisa.
La narrazione mischia continuamente momenti dolci e di serenità a scene macabre da pelle d’oca che lasciano il lettore spiazzato, in un mondo che – per quanto possa sembrare inverosimile – risulta essere terribilmente vicino. Questo contrasto produce uno straniamento costante, in cui l’estetica rassicurante amplifica l’impatto della violenza, rendendola ancora più disturbante e difficile da elaborare.
La vicenda tratta temi molto attuali e familiari, soprattutto ai giovani: bullismo, depressione, violenza domestica, solitudine, inadeguatezza, rabbia, paura e suicidio.
Non come episodi eccezionali, bensì come una presenza costante e normalizzata che permea la quotidianità dei protagonisti ribaltando ogni possibile luogo sicuro: la scuola non offre rifugio, i compagni sono artefici delle sofferenze e la famiglia non solo fallisce nel proteggere, ma si configura come uno degli ingranaggi principali della violenza raccontata.
Spesso ci dimentichiamo di quanto possa essere importante sensibilizzare le nuove generazioni su temi come questi e Takopi’s original sin ci riesce con forza attraendo il lettore come una falena verso la fiamma, con uno stile grazioso e piacevole che poi stravolge la percezione con una cattiveria disumana.
Pur essendo una lettura che richiede al lettore una notevole tenuta emotiva, offre numerosi spunti di riflessione sulla società moderna, fornendo un quadro completo dei problemi che la infestano.
Nel giugno 2025 l’opera è stata adattata dallo studio d’animazione giapponese “Enishiya” in una miniserie ONA di 6 episodi disponibile su Netflix, Amazon Prime Video e Crunchyroll.
