Nel 2023 If edizioni ha iniziato a pubblicare una nuova ristampa dedicata al BVZM – I grandi enigmi di Martin Mystère – che, dopo varie riproposizioni, si distingue per una cura editoriale particolarmente riuscita. In questo albo d’esordio (presente anche con una variant cover) viene introdotto il concetto cardine della serie: l’esistenza di una setta millenaria, chiamata Gli uomini in nero, che ha l’obiettivo di distruggere ogni prova o reperto che possa contraddire la storia ufficiale dell’umanità (come, ad esempio, le prove dell’esistenza di Atlantide o tecnologie anacronistiche). Nella trama Martin Mystère, del quale viene presentato ai lettori anche lo storico assistente Java, indaga su misteriosi ritrovamenti che mettono in discussione le origini della civiltà, portandolo a scontrarsi per la prima volta con questa organizzazione.
La seconda storia, La vendetta di Râ, si sposta su territori più legati all’archeologia classica e al mito egizio. Martin si trova coinvolto in un mistero che ruota attorno alla figura del Dio Sole e a scoperte inaspettate nascoste nelle piramidi o legate ad antichi manufatti egizi. La vicenda mescola elementi di spionaggio, avventura archeologica e il tema del “potere perduto” delle antiche civiltà, consolidando il ruolo di Martin come unico studioso capace di decifrare enigmi che la scienza ufficiale ignora.
In sintesi, entrambe le storie – illustrate dai disegni magistrali di Giancarlo Alessandrini – gettano le basi del “mondo del possibile” del creatore del personaggio, Alfredo Castelli, in cui la realtà storica si fonde con il mito e il complotto.
È innegabile che le prime avventure di Martin Mystère abbiano rappresentato una rivoluzione nel panorama del fumetto popolare italiano (lo stesso Alessandrini ne parlava in questa intervista uscita su uBC qualche anno fa). La forza di queste storie risiede nella straordinaria capacità di Castelli di mescolare la narrativa d’avventura con una mole impressionante di dati reali, leggende urbane e teorie storiche alternative, rendendo il fumetto quasi un oggetto didattico oltre che di intrattenimento. Tuttavia, osservandoli con gli occhi di oggi, si nota come il ritmo narrativo risenta talvolta della verbosità tipica dello stile dell’autore: in alcuni casi, i lunghi “spiegoni” – seppur necessari a contestualizzare i misteri – finiscono per rallentare l’azione.
Si tratta di una critica figlia della sensibilità moderna: quella di un lettore che approccia per la prima volta le storie del Detective dell’Impossibile e propone una disamina legata più ai tempi attuali che al contesto artistico originale.
Nonostante ciò, il tratto di Alessandrini rimane un pilastro fondamentale: la sua linea chiara e pulita riesce a dare dignità visiva anche alle teorie più inverosimili, mantenendo quell’equilibrio perfetto tra realismo e fantasia che ha reso il personaggio un’icona intramontabile della cultura pop.
Nei primi numeri di questa ristampa i redazionali che introducono le storie sono scritti dallo stesso Alfredo Castelli, che cura anche parte degli approfondimenti a fine albo.
NB: una volta terminato il recupero dei primi 6 albi (a suo tempo avevo iniziato a recensire questa ristampa partendo dal numero 7), probabilmente continuerò con gli albi successivi all’ultimo che avevo recensito, il numero 25.
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