Puntualissima come ogni anno, si è svolta a Bologna la rassegna autunnale della “Mostra mercato del Fumetto ANAFI”. Un appuntamento divenuto un vero e proprio must per gli appassionati del settore che, in particolare nella giornata di sabato, hanno affollato gli ampi locali del quartiere fieristico del capoluogo emiliano. Un’occasione per rivedere quei “vecchi amici di fiera” con cui si condivide il piacere di curiosare tra i tanti albi degli espositori presenti, scambiare opinioni su quell‘autore o quella particolare storia e consigliarsi a vicenda qualche volume da acquistare. Perché per il sottoscritto – ma credo che sia un sentimento comune – il vero piacere di questi eventi è quello di condividere una passione che, nonostante il trascorrere degli anni, è più viva che mai. La mostra ANAFI, al pari di “Lucca Collezionando”, è il contesto ideale per chi cerca happening di grandi dimensioni dedicati specificatamente al fumetto, evitando quelle contaminazioni crossmediali che manifestazioni di altro genere hanno invece scelto come focus principale.
Ovviamente la parte del leone è affidata a chi dà forma e sostanza alla nostra passione per la nona arte: i tanti autori e disegnatori annunciati nelle scorse settimane si sono prestati per sketch, firma copie e presentazione di tavole originali. Il clima rilassato e il pubblico numeroso – ma mai pressante – hanno senz’altro favorito la comunicazione con artisti che, con grande disponibilità, hanno scambiato quattro chiacchiere con noi lettori sui loro lavori passati, presenti e futuri. Diverse anche le case editrici che non hanno voluto mancare questo appuntamento bolognese, presentando i loro ultimi lavori freschi di stampa e le migliori opere del proprio catalogo.
Antonio Lapone era stato annunciato come grande protagonista per questa due giorni e grande protagonista si è rivelato.
Il gustoso antipasto di giornata è stato l’incontro coi lettori nell’apposita saletta, in cui, da perfetta padrona di casa, la moderatrice Paola Biribanti (definita da Lapone “la mia biografa”) ha stimolato il disegnatore torinese a raccontare la sua parabola artistica, le ispirazioni che hanno dato forma ai suoi lavori e le pubblicazioni che – finalmente – hanno visto la luce anche in Italia dopo il successo nel mercato franco-belga.
Un autore che non ha paura di raccontarsi e che è sembrato sinceramente emozionato e divertito nel confrontarsi con la platea della manifestazione. Insieme a lui, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni come Roberto Baldazzini che, insieme a Lapone, ha realizzato il volume Space Girls per l’editore Otto Jan Willem. La stessa Saletta Incontri, a sua volta, ha ospitato una mostra-itinerario documentaria dell’intera carriera di Lapone, oltre a un assaggio delle tavole del già citato volume Space Girls.
Personalmente ho approfittato della giornata di domenica – fisiologicamente meno affollata del sabato – per fare due chiacchiere con l’autore che si è dimostrato cortese e affabile, nonché persona dalla simpatia contagiosa. Un’occasione per parlare della sua arte a 360°, compreso tutto quel particolare immaginario che contamina i suoi lavori e li rende così riconoscibili, finendo – chissà come – per divagare anche sul suo bellissimo levriero persiano Nando, di cui mi ha mostrato (divertito e orgoglioso) alcuni scatti.
La chiusura di sabato ha visto protagonisti due grandi character bonelliani, Martin Mystère e Zagor.
Il primo è stato al centro della presentazione – da parte di AMys, l’Associazione Culturale Nipoti di Martin Mystère – di due volumi firmati da disegnatori fedelissimi del Detective dell’Impossibile: Giancarlo Alessandrini e Lucio Filippucci. Quest’ultimo è autore di Ragazzi c’è Voyager, l’albo con le storie a fumetti realizzate da Alfredo Castelli e Filippucci per la trasmissione TV condotta da Roberto Giacobbo. Nell’occasione sono stati raccontati diversi retroscena della lavorazione e del fondamentale aiuto prestato da Gianluca Mattossovich nel dare nuova vita a nove storie a fumetti dimenticate. Giancarlo Alessandrini ha presentato uno sketchbook che raccoglie quasi 100 disegni fatti per AMys negli ultimi anni, intitolato GREETINGS FROM iPad – Da virtuale a reale. Inevitabile, durante l’evento, ricordare commossi il mai troppo compianto Alfredo Castelli, personaggio unico e presenza fissa alle mostre ANAFI.
Come nell’edizione novembrina dello scorso anno, la chiusura della giornata di sabato è stata affidata alla truppa zagoriana, guidata dall’inossidabile Moreno Burattini, affiancato dallo sceneggiatore Stefano Fantelli e dai disegnatori Giuliano Piccininno, Gianni Sedioli e Marco Verni. Si è parlato a ruota libera delle storie in edicola, di quelle in lavorazione e di quelle in previsione, con il solito animo allegro e gioviale che contraddistingue lo staff dello Spirito con la Scure. Come sua abitudine, Burattini ha intrattenuto il pubblico presente con aneddoti e battute che permettono, anche a chi non segue le avventure di Zagor come il sottoscritto, di passare un’ora di puro divertimento. Il passaggio di curatela non ha di certo scalfito la passione e la verve di Burattini che, a chi gli chiedeva come si sentisse in pensione, ha risposto serafico: “Consiglio a tutti di andarci!”
