Collana Rodeo n.42 “Un ragazzo nel Far West”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Quando ho parlato di Judok, ho spiegato che era stata una delle mie rarissime incursioni nella benemerita Collana Rodeo (che conteneva al suo interno la Storia del West), insieme a pochi albi del Ragazzo del Far West. Uno dei miei compagni di classe, infatti, aveva cercato di convincermi della bontà di questo “western con eroe ragazzino” come tanto andava di moda a quei tempi, passandomi l’albo in cui esordiva… ma non riscontrò il mio entusiasmo (eufemismo).

Ero infatti letteralmente refrattario a questa formula, pur se molto diffusa negli anni ’50: basterà ricordare il bonelliano Piccolo Ranger di Andrea Lavezzolo, Capitan Miki della EsseGesse per l’editrice Dardo e soprattutto il “capostipite” del genere in Italia, Il piccolo sceriffo dell’editore Torello risalente addirittura al 1948 (l’unico che non avessi mai sfogliato, nelle mie letture giovanili). Ero refrattario perché trovavo ben poco realistico che questi eroi ragazzini riuscissero a sconfiggere qualsiasi avversario fronteggiassero…

Le avventure di Tim Carter, il ragazzo nel Far West che dava il titolo al fumetto, non erano granché diverse da quelle di Miki o di Kit Teller: prematuramente orfano, perdeva tragicamente dopo poche pagine anche lo zio ranger che l’aveva cresciuto, finendo per arruolarsi nell’esercito – come guida e interprete – nonostante la giovanissima età.

Da lì iniziava una serie rutilante di avventure, dal ritmo sostenuto (come in qualsiasi fumetto stampato originariamente nel formato a striscia) ma quanto mai stereotipato: l’amicizia con il soldato Dusty Ryan, la classica spalla comica; il gesto eroico dell’altro soldato Gordon, inizialmente nemico di Tim; e soprattutto la straordinaria abilità di quest’ultimo con le armi, con i pugni, con i dialetti indiani… insomma, niente da fare: nemmeno questo ennesimo eroe ragazzino riuscì a far breccia nel mio gradimento e continuai a preferire ben altre letture bonelliane più “adulte”, a partire da Tex.
Eppure… eppure qualcosa avrebbe dovuto attirare la mia attenzione…

Come spiegato da Gianmaria Contro nell’editoriale de Le Storie Cult n.113, Tim era il primo personaggio interamente ideato da Sergio Bonelli / Guido Nolitta, per i disegni di Franco Bignotti (affiancato da un giovanissimo Giovanni Ticci). E leggendolo a posteriori e meno superficialmente, alcune caratteristiche tipiche di Nolitta affioravano… almeno nei primi albi, visto che ben presto i testi passarono – come successo in altre occasioni – a Gianluigi Bonelli.

La serie ebbe comunque grande successo, visto che questa apparsa nella Collana Rodeo era già la seconda ristampa nel formato bonelliano, dopo la prima pubblicata nei numeri da 23 a 51 della collana Zenith… sì, avete letto bene: dopo la fine della ristampa di Tim, nel “famigerato” numero 52 iniziò un’altra ristampa di un personaggio nolittiano, come ampiamente pubblicizzato 🙂

PS: prima della sua apparizione in due albi de Le Storie Cult, il successo nostalgico del Ragazzo nel Far West in questo terzo millennio era stato attestato dalla ristampa della serie da parte delle Edizioni IF.

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