Abbiamo iniziato questa serie di recuperi dei “fumetti meritevoli” apparsi nella sezione uBC Monitor con un pezzo scritto dal nostro indimenticabile Fabrizio che si occupava di Vittorio Giardino, ripubblicando poi altre sue chicche riguardanti Little Nemo e Blake & Mortimer. Chiudiamo il ciclo “Fabrizio su Monitor” con questa sua nuova – e ultima – segnalazione… ma abbiamo in serbo un’altra iniziativa per ricordarlo. Restate sintonizzati.
Eva Kant, la “regina” del terrore
by Fabrizio Gallerani
Complice, compagna, moglie e amante: un’intera esistenza votata alla fedele devozione della figura più carismatica del crimine a fumetti. Eva Kant è tutto questo ma anche molto di più: certamente la prima (e finora unica) “spalla” di sesso femminile del fumetto italiano che si sia conquistata sul campo la dignità di rivaleggiare con il “protagonista” a pieno titolo.
Paladina di un protofemminismo realmente anticipatore della realtà a venire, la compagna di Diabolik ha avuto negli anni almeno un’occasione per uscire per un attimo dalla rigida gabbia del fumetto seriale: nei tardi anni ’70, nel cuore della rivendicazione femminile, il mensile Cosmopolitan gli dedica infatti una breve serie di episodi che, rispetto quanto i lettori erano abituati sulla serie regolare, le vedono, per una volta, protagonista assoluta.
Gli otto episodi di questo inusuale divertissement, che costituiscono la prima esperienza di collaborazione della futura coppia del mystero Castelli & Alessandrini (con la collaborazione di Mario Gomboli), puntano tutto sull’ironia delle situazioni, tanto da poter essere considerati una sorta di parodia non dichiarata. I racconti, di otto tavole ciascuno, sono stati pubblicati originariamente a cavallo degli anni ’76/’77 e sono stati ristampati, ma soltanto parzialmente, sul Il Mago, mensile a fumetti della Mondadori, appena pochi mesi dopo la prima pubblicazione.
Questa pregevolissima edizione dello Scarabeo ne costituisce quindi la prima ristampa completa a distanza di ben venticinque anni ed è un’ottima occasione per verificare come l’elegante ironia del giovane Castelli regga benissimo il passare del tempo. Il volume, oltre ad una bella copertina disegnata appositamente da Alessandrini, vanta una divertente postfazione / confessione di un non più giovanissimo – ma sempre più frizzante – Alfredo Castelli.
