Dampyr n.250
“Paradiso perduto”

Terzo Reich, Santo Graal, eresia Catara, le grotte di Lombrives e i Naphidim

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Valutazione 7.5 su 10

Altra buona prova per Nicola Venanzetti che questa volta unisce Terzo Reich, Santo Graal, eresia Catara e le grotte di Lombrives in un’avventura che vede centrali i Naphidim e in particolare Raziel. Il tutto si collega anche, seppur blandamente, alla continuity dampyriana nel suo sottolineare l’inutilità di Abigor, anticipandone una resa dei conti (vedi Dampyr n.252).

Venanzetti riesce, grazie all’eccellente lavoro di Vanessa Belardo, a raccontare una vicenda complessa in maniera semplice e appassionante. Non mancano le digressioni storiche, i numerosi personaggi, le turbe umane e le scene più dinamiche, insomma tutto quello che Mauro Boselli ha da sempre instillato nella serie. Ed ecco quindi che, pur senza scombinare nulla, pur avendo Harlan e Kurjiak quasi superflui, ci viene raccontata un’avventura interessante, scorrevole e piacevole da leggere.

Un storia carica di personaggi efficaci, di storie affascinanti da narrare, di luoghi ameni. Un albo, questo, disegnato in maniera eccelsa e impreziosito da inquadrature che valorizzano, di volta in volta, il mood della vicenda.
Non sarà dirimente per la continuity ma è un albo piacevolissimo da leggere che mostra, ancora una volta, sfumature interessanti dei Naphidim e, soprattutto, di quanto siano teoricamente infinite le potenzialità di questa serie.

VOTO
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