Jonathan Hickman gli esordi

Jonathan Hickman: gli esordi

The Nightly News, Pax Romana, A Red Mass for Mars

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Quando Jonathan Hickman approdò alla Image Comics nel 2006, la casa editrice stava rilanciando con forza il modello creator-owned — basti pensare a Robert Kirkman con Invincible (2003) oppure a Rick Remender con Fear Agent. Hickman si affacciò così al fumetto senza una lunga gavetta tra Marvel e DC né un percorso nell’underground, ma portando con sé un bagaglio diverso: studi di architettura, esperienze nella pubblicità, nello sviluppo digitale e nella grafica editoriale. Hickman, prima ancora che narratore, è un progettista, e il suo esordio riflette questa impostazione: la pagina non è una semplice sequenza di vignette, ma una tela da organizzare, un sistema visivo da decifrare.

Questa origine “tangente” al medium fumetto segna da subito la sua traiettoria come autore: The Nightly News si presenta al pubblico come un fumetto che assomiglia a un’inchiesta giornalistica, un pamphlet politico travestito da storia a fumetti. Un atto d’accusa impaginato con la freddezza geometrica di chi ha imparato a comunicare con loghi, manifesti e infografiche più che con i balloons. A tutto ciò si intreccia il tema forte della vendetta, motore della narrazione e specchio di un disagio sociale che trova sbocco nell’azione radicale (eco del Progetto Mayhem).

È difficile non pensare che questa sagace ferocia verso il mondo dell’informazione nasca anche da un’esperienza diretta: Hickman aveva lavorato nella comunicazione, aveva respirato le logiche dei media e delle campagne pubblicitarie. Il suo esordio non si limita a denunciare i meccanismi della manipolazione: li espone, li seziona e li ricompone nella pagina facendo del fumetto un’arma critica, distopica, efficace. Non semplicemente una freddezza progettuale quindi, ma anche un tono esplicitamente predicatorio1, quasi didattico.

L’esordio come autore unico gli permette di controllare alla perfezione l’opera. Il tratto di Hickman non punta al virtuosismo grafico: non cerca la fluidità dei maestri del fumetto americano, non vuole stupire con l’anatomia o con il dinamismo. La sua linea è scarna, quasi schematica, spesso sacrificata in favore della costruzione visiva complessiva.

È il layout a dominare: i cerchi concentrici e le infografiche che scandiscono The Nightly News, le figure a contrasto vuoto / pieno che sono sfondo della narrazione di Pax Romana, le tavole che diventano diagrammi. Sono fumetti che si leggono come un report, che si consultano come un’inchiesta2. Non a caso, la forza delle sue opere non si misura tanto nei personaggi3 (più o meno affascinanti che siano), quanto nella cornice e nello spazio narrativo e visivo in cui vengono immersi, nelle logiche filosofiche che sorreggono la costruzione stessa della tavola. 

Se da un lato questa costruzione narrativa, con il suo fondere graficamente linguaggi differenti, affascina per freschezza e per l’efficacia con cui conferisce forza e immediatezza a un registro saggistico e politico, dall’altro può risultare fredda, distaccata, più simbolica che immersiva, proprio per la sua natura analitica più che prosaica.

Resta però un risultato di grande interesse, tanto che non è un caso se, di lì a poco, la Marvel abbia deciso di affidargli Secret Warriors

Questa scelta lo avvicina ad altri autori che hanno usato il fumetto come campo di battaglia concettuale. Warren Ellis, con Transmetropolitan, aveva trasformato la satira politica in un urlo cyberpunk; Alan Moore aveva piegato V for Vendetta verso la forma del pamphlet distopico; Grant Morrison aveva spezzato la linearità con diagrammi e inserti metatestuali4. Si può aggiungere un filo ideale che lo avvicina, seppur indirettamente, a Chris Ware – per la pagina intesa come griglia concettuale – e a Dave Sim (in Cerebus) per la dimensione più filosofica e saggistica del racconto. Hickman prende questa tradizione e la rende più radicale, più glaciale: le sue pagine non solo raccontano, ma dimostrano, come se fossero slides di una conferenza.

La critica si divise da subito. Da un lato chi vide in lui una ventata d’aria fresca5, la prova che il fumetto indipendente poteva ancora reinventarsi, contaminando il linguaggio della narrazione con quello del saggio visivo; dall’altro, chi accusò quell’impostazione di sacrificare l’emozione in favore dell’idea6, lasciando i lettori a una distanza di sicurezza, spettatori di un concetto più che di una storia.

The Nightly News, Pax Romana, A Red Mass for Mars

Come anticipato, con The Nightly News (2006–2007) Hickman accende la miccia del suo percorso creativo: la storia di un culto che dichiara guerra ai media tradizionali diventa il veicolo per una riflessione che guarda tanto a Quarto Potere quanto a Fight Club, mescolando satira estrema e pamphlet politico. Le tavole, invase da fotografie e grafici, trasformano il linguaggio giornalistico in materia narrativa: non più elementi decorativi, ma parte stessa del racconto.

Poco dopo, con Pax Romana (2007–2008), Hickman spostò lo sguardo dal potere mediatico a quello religioso: un Vaticano che scopre il viaggio nel tempo e invia truppe moderne nella Roma del IV secolo diventa pretesto per una riflessione sul rapporto tra fede, politica e manipolazione del passato (e del futuro).
In Pax Romana le pagine, ancora più sperimentali, alternano sfondi, testi estesi e inserti che richiamano documenti strategici, generando l’impressione di una speculazione quasi accademica: fredda, ma affascinante. I personaggi finiscono per arretrare sullo sfondo, mentre la narrazione assume un’impronta più concettuale che emotiva. Un progetto che, pur colpendo per la forza delle premesse, a tratti appare troppo ambizioso rispetto alle possibilità della sua stessa realizzazione.

Infine, con A Red Mass for Mars (2008–2010), realizzato insieme a Ryan Bodenheim, il registro si fa ancora più elegiaco e meditativo: in un futuro apocalittico, un supereroe riluttante incarna al tempo stesso la speranza e la condanna dell’umanità, e le tavole sospese, simboliche, dominate da paesaggi di desolazione, trasformano il mito del salvatore in un racconto sul destino inevitabile delle civiltà. Echi di The Boys, padri e figli, responsabilità e potere, mito supereroistico. È forse questo il capitolo più profondo e filosofico della trilogia hickmaniana, ma è al contempo anche l’esercizio più simbolico. I personaggi, ancor più che in Pax Romana, sono archetipi. A conti fatti, il tutto è più un esperimento atmosferico che narrativo, un’opera di suggestioni visive e riflessioni simboliche che si affida più all’evocazione che allo sviluppo della trama7. Sono traiettorie che Hickman riprenderà e amplierà negli anni successivi: basti pensare a The Red Wing (2011), dove la riflessione sul tempo si intreccia con i paradossi del viaggio temporale. Ma già qui si intravede la sua ossessione per l’intreccio tra destino, memoria e identità

Visti assieme, questi tre lavori formano un trittico coerente: diverso nei toni, ma unito dall’ossessione di smontare i sistemi di potere — i media, la Chiesa, il mito supereroistico — e, al tempo stesso, dal tentativo di indagare le fragilità umane e la natura influenzabile dell’individuo, costantemente modellato dalle esperienze e dalle pressioni esterne che quei sistemi esercitano: alienazione, bisogno di fede, desiderio di salvezza.

Il tutto sempre centrato sull’idea della pagina come sistema. Ne emergono i tratti distintivi di Hickman: originalità visiva, capacità di contaminare il fumetto con linguaggi esterni, coerenza tematica, ma anche limiti evidenti — personaggi freddi, conclusioni talvolta frettolose, rischio di eccessiva astrazione – che comportano, talvolta, una reale difficoltà nella lettura dell’opera che può apparire quindi ostica nella sua fruizione. È ugualmente in questo equilibrio instabile che si definisce la sua identità: un autore che non vuole rassicurare, ma destabilizzare. Ed ecco che, in controluce, emergono i temi che non lo abbandoneranno più.

Il potere come struttura da decostruire, la fede, in tutte le sue forme — religiosa, politica, tecnologica — come forza ambigua, l’utopia come promessa sempre destinata a degenerare in distopia, il futuro come spazio già compromesso. E, soprattutto, l’ossessione per i sistemi: diagrammi, architetture concettuali, meccanismi sociali che non smettono mai di implodere. E non sorprende che molte delle intuizioni di questi esordi ritornino poi nelle sue saghe Marvel, dalle infografiche dei mutanti Krakoan alle strutture diagrammatiche degli Avengers: quelle prime opere targate Image restano un seme potente, capace di germogliare in una grammatica che avrebbe influenzato non solo lui, ma anche altri autori pronti a piegare la pagina verso linguaggi nuovi.

Sono i segni di un autore che, già agli esordi, non cercava di piacere, ma di imporre uno sguardo. Con The Nightly News, Pax Romana e A Red Mass for Mars, Hickman non si limita a debuttare: propone, a modo suo, l’idea stessa di cosa il fumetto indipendente possa essere.
Negli anni successivi Hickman riprenderà questi
topoi per declinarli nelle grandi saghe Marvel, dove quell’ossessione per i sistemi troverà un pubblico molto più ampio.

THE NIGHTLY NEWS – la Short Review
PAX ROMANA – la Short Review
A RED MASS FOR MARS – la Short Review

1 The Slings & Arrows, Pax Romana, G. Forrest: https://theslingsandarrows.com/pax-romana/
2 ComicsAlliance, Jonathan Hickman: The Renaissance Man of Marvel [Interview]: https://comicsalliance.com/jonathan-hickman-interview/
3 Atomic Junk Shop, Comics You Should Own – ‘The Nightly News’, Greg Burgas: https://atomicjunkshop.com/comics-you-should-own-the-nightly-news
4 Inside Pulse, TPB Review: The Nightly News by Jonathan Hickman, RJ Schwabe:  https://insidepulse.com/2011/12/11/tpb-review-the-nightly-news-by-jonathan-hickman
5 The Slings & Arrows, The Nightly News, Ian Keogh: https://theslingsandarrows.com/the-nightly-news
6 Inside Pulse, TPB Review: The Nightly News by Jonathan Hickman, RJ Schwabe: https://insidepulse.com/2011/12/11/tpb-review-the-nightly-news-by-jonathan-hickman/
7 Comic Book Herald, Hickmania 4.1: A Red Mass For Mars Review!, Sean Dillon: https://www.comicbookherald.com/hickmania-4-1-a-red-mass-for-mars-review/

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