Zagor 720 bis “La cacciatrice”

Zagor n.720 Bis
“La cacciatrice”

Recensione dell'albo di Moreno Burattini e Mauro Laurenti

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Estate, tempo di numeri bis alla Bonelli. Per la quinta volta consecutiva la casa editrice milanese propone ai lettori un’avventura supplementare del loro eroe preferito, a integrare gli ordinari dodici numeri mensili presenti in edicola nel corso dell’annata.

Moreno Burattini, autore della storia contenuta nell’albo, sottolinea – nell’introduzione – come sia stato possibile, grazie a questa iniziativa, presentare al pubblico delle storie un po’ fuori dai canoni, elevando i bis quasi al rango di piccoli Speciali. In realtà, invece, le caratteristiche di questi one shot autoconclusivi sono quelle di un racconto breve: semplice, agile e totalmente privo di eventi che  possano avere conseguenze future sulla collana Zenith. Inoltre, il progetto non prevede l’ingaggio di nuovi autori: il lavoro aggiuntivo imposto dal numero extra è a carico dei componenti abituali del team. Spazio, quindi, a Burattini e al disegnatore Mauro Laurenti, veterano dello staff grafico (qui, purtroppo, non all’altezza dei suoi anni d’oro). Allo stesso modo, tematiche ed ambientazioni non si discostano da quelle ordinarie della serie.

Anzi, c’è addirittura un ritorno, una di quelle riproposizioni di personaggi su cui, una volta, c’era una sorta di veto dello stesso Sergio Bonelli. Stavolta tocca a Linneha, alias “la cacciatrice”, già apparsa sul bis di tre estati fa. Il suo scopo? Uccidere dei militari spietati, colpevoli di un massacro ai danni della sua gente. Il modo in cui intendere adempiere alla missione? Il più cruento possibile. La posizione di Zagor nei suoi confronti? Comprende le sue motivazioni ma non può consentirle di scatenare una futura rappresaglia dell’esercito contro gli indiani di Darkwood.

Nessuna sorpresa, nessun imprevisto. Tutto va come deve andare e, alla fine, Zagor riesce a salvare capra e cavoli: i malvagi vengono puniti e la responsabilità dell’accaduto ricade tutta su Linneha. L’esercito non ha motivi di rivalsa contro i nativi del posto dato che l’autrice degli omicidi è una persona venuta da fuori, con un movente che esula dalla competenza delle autorità locali.
E l’intrepida giustiziera?
Ovviamente in fuga, con la complicità dello Spirito con la Scure, in debito di riconoscenza con lei e pronta anche a farsi rivedere, prima o poi.

VOTO
1

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