“Batman Dracula”
di Andy Warhol

Il primo adattamento cinematografico del personaggio targato DC Comics

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Fin dalla sua nascita, questa rubrica di Cinema & Fumetti ha avuto chiare le sue idee: non relegarsi esclusivamente alla mera trasposizione cinematografica di un’opera a fumetti bensì aprire la strada a visioni e, soprattutto, contaminazioni che delle arti fanno parte, incluse le loro svariate declinazioni. 
Così, con questo nuovo appuntamento, parliamo di un’opera che non è un film “classico” e non è tratta da uno specifico fumetto ma, perlomeno, abbiamo un pretesto di base molto solido: Batman.

Locandina del film

Tra i personaggi del mondo del fumetto, Batman è probabilmente quello che ha attraversato con più disinvoltura tutti i linguaggi pop contemporanei, trovandosi a suo agio nei media più disparati prima ancora di diventare un titano al cinema.
Anni prima di Tim Burton, decenni prima di Christopher Nolan e perfino prima che l’estetica camp di Adam West invadesse la TV, il primo a portare il Pipistrello sullo schermo fu Andy Warhol con il suo Batman Dracula, quanto meno nell’àmbito del live-action.

Nico e Andy Warhol - Shooting con i costumi a tema Batman

Il periodo degli anni ‘60 è stato fortemente carico di sperimentazione concettuale, dove il “gesto” dell’artista prevalse sull’opera d’arte compiuta e non fine a sé stessa. A parere del sottoscritto, l’ultimo periodo d’oro dell’arte: dopo di esso, il disfacimento totale di generazioni di artisti, compresa quella attuale. 
Gli anni della factory warholiana, della follia psichedelica e della forte tendenza a mettersi nei guai,  portarono il poliedrico artista a fare esperimenti sul personaggio di Batman, creato circa trent’anni prima da Bob Kane e da Bill Finger.
Il film di cui parliamo oggi, però, non è una trasposizione dello stesso, ma una semplice – quanto folle – interpretazione di Andy Warhol. Nondimeno è un film dichiarato perduto e l’unica versione che si trova online è parecchio rovinata, della durata di circa 40 minuti.

Il titolo originale del film è Batman Dracula del 1964 ed è interpretato da Jack Smith nei panni del duplice personaggio. 
Un film underground che detiene un primato singolare, ovvero quello di primo adattamento cinematografico (e non serial) in live-action del personaggio di Batman; progetto fan movie e non autorizzato. Warhol, grande appassionato dei fumetti del Cavaliere Oscuro, girò la pellicola senza alcuna autorizzazione o licenza da parte della DC Comics. Per questo motivo non fu mai distribuito nei cinema tradizionali, bensì mostrato esclusivamente durante le sue mostre ed esibizioni d’arte alla factory o in spazi simili. 

Batman Dracula - Frame dal film
Batman Dracula - Frame dal film

Ambientato sui tetti di New York, mostra un Batman caricaturale che si pavoneggia e fa volteggiare il mantello, ingaggiando una singolare sfida di posa con Baby Jane Holzer.
A fare da controcanto visivo c’è un’audace colonna sonora, soprattutto nei titoli di testa e di coda, accompagnata da un’ironica canzone sul Cavaliere Oscuro. L’intera pellicola è scandita dai primi brani dei Velvet Underground (che in quel preciso contesto erano sotto lo “sguardo” warholiano), sovrapposti a letture di poesie beat e suggestioni erotiche, oltre alle sperimentazioni musicali di Sun Ra, The Farmingdale Sound Machine e Thousands of Lives.
Ci sono parecchie solarizzazioni e sovrapposizioni, con gli artisti della factory che ballano sul posto o fissano il pubblico – persino un gatto viene inquadrato in molti primi piani. Una visione vagamente piacevole, dato che gli amici di Warhol sembrano divertirsi più del solito.
Nessun cattivo, niente acrobazie improbabili né superpoteri. Un personaggio con un mantello che si divide tra Batman e Dracula senza un apparente senso logico.
Batman Dracula, quindi, non è un film da vedere sul divano con i pop-corn in una fredda serata invernale, bensì un’opera da assimilare dopo una buona base di storia dell’arte (cinema e fumetti in primis) per godere appieno della sua folle sperimentazione sul linguaggio dell’arte visiva.
Due icone a confronto: Batman e Andy Warhol. Due personaggi che nel corso del tempo sono diventati simboli pop e parte della cultura di massa che – ancora oggi – rappresentano un forte ascendente economico per chi ne detiene i diritti di sfruttamento delle immagini.

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