Pezzi di un puzzle
Come racconta Mauro Boselli nel redazionale del n.94 di Tex Willer, I tre del Texas, ciò che caratterizza la serie del giovane Tex è il fatto di avere a che fare con storie singole all’interno di una saga in piena continuity. Talvolta in questo flusso narrativo, sia per esigenze di scrittura che temporali, i fili che compongono le storie si slegano per poi, come per magia, ricomporsi in futuro. Uno di questi fili slegati riguarda le sorti di Dinamite, del quale – al termine della precedente saga – si sono perse le tracce. Nessun timore, ci spiega il Boss: l’eroe quadrupede fedele di Tex prima o poi ritornerà. Siamo davanti alla disposizione di una serie di pezzi di un grande puzzle molto articolato, che ci condurrà verso il n.100 della serie. Con il n.94 si apre un’altra trilogia che vede ancora Boselli alla sceneggiatura e il velocissimo (colonna portante della collana) Bruno Brindisi ai disegni.
I tre del Texas è un albo che ha una perfetta divisione in due parti. Ciascuna di queste parti coincide con due piani narrativi differenti sapientemente incastrati tra loro dallo sceneggiatore. Fino a p.29 Tex è alle prese con una scomoda vicenda ambientata ad Helena, in Texas, dove – a causa di uno zelante sceriffo e alcuni compagni di merende texani – si ritrova quasi a rischiare la pelle con una corda legata al collo e appeso ad un albero. La dinamica del salvataggio arriva grazie al ritorno di una vecchia conoscenza: “Damned” Dick. E se si parla di lui, già incontrato nella serie negli albi Tex Willer Extra 6 e 7, è chiaro ai lettori che è imminente la comparsa di un altro elemento: Rod Vergil.
Vergil e la trappola del Circle X
Rod Vergil lo ritroviamo a Palo Pinto County. È in attesa dell’amico “Damned” Dick per farlo subentrare come socio nel suo ranch. Nel frattempo Mister Massey, ricco proprietario del Circle X, vuole in tutti i modi accaparrarsi la tenuta di Vergil anche a costo di pianificare un assedio al suo ranch, con la collaborazione del poco nobile sceriffo di Palo Pinto e alcuni sgherri.
Le ultime pagine del n.94 ci mostrano il pathos e l’atmosfera thrilling che si respira durante l’assalto al ranch di Vergil. Ma che succede se i complici del Circle X non sono cacciatori di taglie, bensì in realtà Tex e Dick sotto mentite spoglie? Inutile approfondire.
I tre di Nueces nuovamente insieme
Alba di piombo, n.95, chiarisce la trama centrale: Tex Willer, “Damned” Dick e Rod Vergil che si ritrovano, e anche la copertina di Maurizio Dotti ce li mostra tutti e tre in un campo lungo con sullo sfondo i saloon di Palo Pinto. Già Gianluigi Bonelli aveva mostrato i tre amici insieme prima che la Guerra Civile separasse definitivamente i loro rispettivi destini.
Quanto a Vergil, visto anche nel Maxi Tex n.21, Nueces Valley e nello Speciale Tex Willer n.6, Minstrel Show (entrambe storie scritte da Boselli), torna all’interno di una storia con un ruolo superiore a quello di semplice comprimario.
Piccoli dettagli storici
L’attendibilità storica nelle vicende del Ranger è un marchio di fabbrica, sia che si tratti della serie regolare, sia della serie Tex Willer. I lettori del ranger creato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini sono esigenti e attenti. Per questo la realtà storica del West della prima metà dell’Ottocento si incontra nel tessuto narrativo di Tex e lo fa talvolta anche con piccoli riferimenti sparsi qua e là all’interno di un’avventura.
Un esempio è alla fine del primo terzo di storia di Alba di piombo. Tex, Dick e Rod sono arrivati a Palo Pinto, pronti a rivoltare come un calzino il piano dello sceriffo locale. Proprio lungo il Grand Hotel, dove alloggiano alcuni ospiti poco raccomandabili, vi è un ingegnere delle ferrovie, decisamente altezzoso, dato che non riesce a riposare a causa del baccano continuo provocato da alcuni spari (sono causati da Tex nell’ufficio dello sceriffo, ancora all’insaputa dei suoi sgherri).
Nelle lamentele del nostro ingegnere, rivolte al vicesceriffo Lucke — anche lui vicino al Circle X— vi è una sottile minaccia di invio alle autorità competenti di rapporti disdicevoli sulla mancata quiete presente a Palo Pinto. Il tutto avviene in un breve dialogo ma sono minacce che fanno temere il peggio al vicesceriffo: tutto questo potrebbe portare in futuro a ridurre drasticamente le fermate dei treni a Palo Pinto, con conseguente perdita di entrate per il villaggio. Ebbene: come ci dice Boselli stesso in una nota didascalica alla quarta vignetta di pag. 29, “Fu quel che accadde”. I treni, in futuro, cessarono di fermare a Palo Pinto proprio per la scomoda fama di avamposto sempre caratterizzato da risse e sparatorie. Una chicca storica.
Brindisi alla riscossa
All’edizione 2026 di Lucca Collezionando, durante il panel dedicato a Tex, Mauro Boselli disse che uno dei grandi meriti dello staff di artisti dietro alla serie Tex Willer è quello di avere dei disegnatori bravi e veloci. Uno di questo è proprio Bruno Brindisi.
Nelle pagine di questi albi – così come lo avevamo visto all’opera in altre trilogie— l’artista salentino è completamente a suo agio. Se dal lato della sceneggiatura e del ritmo narrativo la lettura si mantiene sempre incalzante (si sottolinea un particolare: all’apertura del n.95, non c’è il riassunto didascalico su ciò che è accaduto nel precedente n.94; anche questo va ad aumentare la freschezza della storia), il reparto grafico non si perde mai in banalità. Nella fase degli appostamenti, degli scontri a fuoco, dei campi e controcampi, compresa la vignetta di tre quarti con il bellissimo volo d’uccello sopra i tetti dei saloon di Palo Pinto, Brindisi ci offre delle sequenze sempre impeccabili.
Riesce a mantenere il livello grafico elevatissimo e non si smentisce neanche con il n.96, La scelta di Rod Vergil, che va a completare questa ultima trilogia.
L’ultimo saluto di Rod
Proprio il terzo albo di questa trilogia è dedicato quasi interamente al personaggio di Rod. Sull’economia della storia possiamo dire che la vicenda che vede coinvolto il trio contro le prepotenze di Massey e della sua banda rappresenta un contorno da un esito ben definito fin dalle primissime pagine.
Annunciato infatti dal titolo di questo n.96, il punto centrale è la scelta di Rod. C’è la Guerra Civile che incombe e la volontà di Rod è molto chiara: arruolarsi con l’esercito del Sud per difendere il suo amato Texas a costo di abbandonare i suoi amici Tex e Dick. Ed è ciò che accade.
Il momento dell’addio al trio è ben rappresentato dal disegno di copertina di Dotti: un profilo di Tex a cavallo in primo piano e in lontananza l’amico Rod che sta per oltrepassare la collina in direzione dell’esercito sudista. Nel cielo compare una svolazzante bandiera degli Stati Uniti del Sud: una rappresentazione onirica ma che ci chiarisce fin da subito il suo destino.
Si torna quindi all’ingrediente dell’attendibilità storica di questa serie, che rappresenta un fiore all’occhiello del fumetto popolare italiano.
Un altro paio d’anni di pubblicazioni (o forse di più)
Avvicinandoci mese dopo mese al traguardo dei cento numeri, questa serie interroga la schiera dei suoi lettori appassionati. Una domanda su tutte: fin dove arriverà la serie del giovane Tex?
Nella rubrica della posta del n.96 è ancora una volta Boselli a chiarirci le idee, rispondendo ad un lettore curioso. La volontà è quella di andare avanti per un altro paio d’anni di pubblicazioni, fermo restando che idealmente la giovinezza di Tex si conclude con il matrimonio e la nascita del piccolo Kit, ma — osserva giustamente Boselli — <<la collana sta andando bene, quindi perché non raccontare anche alcune delle imprese di Tex durante l’infanzia del piccolo Kit quando nasce il sodalizio tra il nostro e Tiger?>>
Insomma, altre avventure ci aspettano.
E prima di arrivare al n.100, una nuova trilogia ci attende con un importante ritorno: l’agente Pinkerton Kate Warner.
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