Ma in Italia erano davvero tutti maschi?

De Santis & Colaone: un graphic novel sull'omosessualità ai tempi del fascismo

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Devo confessare che conoscevo Sara Colaone soltanto di nome, finché non ho visitato la bella mostra che le è stata dedicata al Palazzo Blu di Pisa, Storia e storie del 900 a fumetti. Qui ho scoperto appieno la sua vena artistica e le tavole esposte mi hanno incuriosito, al punto da procurarmi un graphic novel che aveva disegnato nel 2008 – su testi di Luca de Santis – per la casa editrice Kappa Edizioni e che poi è stato ampliato e ristampato in più occasioni. E mi è piaciuto così tanto da entrare a far parte dei miei “evergreen”.


1938: nel famigerato codice Rocco, emanato dal regime fascista, l’omosessualità come reato a sé stante non era contemplata, a differenza di quanto accadeva invece in Germania (dove gli omosessuali venivano perseguitati apertamente): si preferiva una repressione silenziosa… Il protagonista della storia, soprannominato Ninella, viene deportato – insieme ad altri trecento “invertiti”, come venivano chiamati all’epoca – in un isolotto delle Tremiti. Mezzo secolo più tardi, racconterà la sua vicenda a Rocco e Nico, in una sofferta testimonianza dal grande valore documentale.
La storia di Ninella e dei suoi compagni di confino, in un’Italia bigotta e ipocrita in cui – secondo una celebre dichiarazione di Mussolini – “gli uomini italiani sono tutti maschi”, in cui la triade Dio, Patria & Famiglia (famiglia tradizionale, naturalmente) è al centro della strategia propagandistica, in cui gli orientamenti sessuali non ritenuti leciti vengono puniti subdolamente.


Nell’Italia di Mussolini gli omosessuali venivano mandati al confino. Vite rimosse, nascoste, esiliate su piccole isole lontane come San Domino delle Tremiti. Cinquant’anni dopo, Antonio, detto Ninella, racconta al giovane documentarista Rocco il dolore di quell’esperienza. E il dialogo tra generazioni distanti, difficile all’inizio, diventa memoria viva, riconoscimento reciproco, presa di coscienza di un’ingiustizia troppo spesso dimenticata.

(La presentazione in quarta di copertina)

Lo confesso: anch’io, come racconta Fabio Licari nella sua interessante introduzione a questo graphic novel, appartengo ad una generazione in cui gli adolescenti, rigorosamente etero, si divertivano “con gli amici a raccontare e ascoltare barzellette sui froci” (e confesso pure che, come spiegato in quest’altro articolo, non eravamo esattamente politically correct con chi era affetto da qualche disabilità…). “Oggi il mondo è differente dai miei anni Ottanta” – continua Licari – “e quindi leggere un’opera come In Italia sono tutti maschi farebbe bene a tanti, a prescindere dalle loro abitudini sessuali”.
Tutto vero. Perché ci sono storie che restano sepolte per decenni, dimenticate nei silenzi della Storia. Poi, talvolta, qualcuno decide di raccontarle di nuovo, con un linguaggio diverso, capace di scuotere la coscienza del lettore, riportando alla luce una pagina rimossa della nostra memoria collettiva: quella del confino degli omosessuali durante il fascismo.

Nel Ventennio, bastava poco per essere considerati “pericolosi” o “immorali”. La punizione era un esilio forzato in luoghi isolati, spesso isole o paesini dimenticati, dove i “diversi” venivano allontanati dalla società. Una condanna silenziosa, travestita da misura di ordine pubblico, che mirava in realtà a cancellare tutto ciò che non rientrava nel modello dell’ “Uomo Nuovo” fascista.
De Santis e Colaone hanno attinto alle ricerche ben documentate di vari studiosi per costruire una storia intensa e umana, come pochi grandi Maestri avevano tentato nei decenni precedenti, tra cui Ettore Scola nel film Una giornata particolare e Giorgio Bassani nel libro Gli occhiali d’oro. Attraverso i ricordi di Antonio, detto Ninella, condivisi con due giovani che lo intervistano cinquant’anni dopo, prende forma una testimonianza che mescola dolore, vergogna, solidarietà e persino amore.

Il racconto si muove sui due piani temporali e proprio questo gioco di rimandi rende la storia viva e universale. La forza del fumetto sta anche nel suo linguaggio visivo: i disegni di Colaone, dai colori tenui e dai tratti essenziali, evocano l’Italia degli anni Trenta e l’atmosfera sospesa del confino. I testi di de Santis vengono interpretati con un realismo che raggiunge un equilibrio raro tra impegno civile e intensità estetica, riuscendo dove talvolta la storiografia fatica: trasformano i documenti in emozioni, la ricerca in empatia, la memoria in racconto. Anche solo per questo motivo, In Italia sono tutti maschi sarebbe già un’opera da leggere assolutamente: ma è anche, tout court, un bel graphic novel. E se alcuni passaggi potevano forse essere gestiti meglio, magari approfondendo qualche personaggio secondario, il risultato complessivo resta notevole.

La nuova edizione del libro, riprodotta nella versione pubblicata nel collaterale preso in esame, testimonia – nelle pagine finali che sono state aggiunte – l’impatto che quest’opera ha avuto dopo la sua uscita, anche all’estero: tesi di laurea, premi, mostre, adattamenti teatrali e docufilm, tra cui la mostra itinerante Adelmo e gli altri – Confinati omosessuali in Lucania, curata da AGedO Torino, che continua a raccontare queste storie di marginalità e dignità in giro per l’Italia.
E a proposito di accoglienza all’estero, è emblematico il ricordo degli autori su quanto avvenuto a Bruxelles, nel 2010: alle domande dei giornalisti (alcuni di testate LGBT), la risposta era “No, in Italia gli omosessuali non possono sposarsi”. Certo, sulle unioni civili sono stati fatti alcuni passi in avanti – negli anni seguenti – dal punto di vista legislativo, ma siamo ancora ben lontani dai traguardi raggiunti e ormai consolidati in altri Paesi: anzi, basta un’occhiata alla valanga di episodi di razzismo, omofobia e misoginia che vengono segnalati ogni giorno sui mezzi d’informazione per essere preoccupati su quanto potrebbe accadere in futuro a queste conquiste civili. Ben vengano, quindi, opere come questa.

Il graphic novel In Italia sono tutti maschi viene pubblicato nel 2008 da Kappa Edizioni e viene poi ristampato più volte negli anni successivi. La versione che consiglio fa parte del collaterale intitolato Visioni – Graphic Novel Italiano, una collana antologica dedicata ad autori italiani che si sono cimentati con questa tipologia di fumetti, pubblicata dalle testate del Gruppo RCS nel 2020 a cura di Fabio Licari.

IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI
Testi: Luca de Santis
Disegni: Sara Colaone
In: Visioni – Graphic Novel Italiano
Numero 18, 1° settembre 2020
Editoriali di Fabio Licari
Brossurato, colori & b/n, 180 pagine

 

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