Nathan Never a Xmas Comics

//
6 mins read

Bepi Vigna e Sergio Giardo, rispettivamente uno dei tre creatori di Nathan Never e il copertinista della serie, hanno partecipato ad un interessante incontro, dal titolo Viaggi mitici, tra cinema e fumetto – da Omero allo spazio, condotto da Luca Raffaelli, durante Xmas Comics and Games di Torino, riuscita edizione invernale di Torino Comics. I due autori della Sergio Bonelli Editore hanno presentato le ultime novità dedicate alla storica serie di fantascienza, che ha recentemente superato i 30 anni di pubblicazioni.

Missione Asteroidi

Prosegue innanzitutto la collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, dopo Destinazione Luna e Stazione Spaziale Internazionale,  con l’uscita il 18 novembre del volume per libreria Missione Asteroidi, una storia realizzata proprio da Vigna e Giardo, in cui la Terra del futuro è minacciata da un gigantesco asteroide, avventura accompagnata da un ricco apparato redazionale sullo studio e l’esplorazione degli asteroidi.

Vigna, insieme a Michele Medda e Adriano Barone, e Giardo hanno realizzato anche Doppio Universo, volume che prosegue la collaborazione tra Bonelli e DC Comics, con l’incontro tra Nathan Never e la Justice League.  Il volume ha ottenuto un buon successo di vendite, con la versione variant esaurita a Lucca Comics, anche se per ora la pubblicazione in America non è scontata, nonostante la storia sia stata pensata per essere divisa in 20 tavole, la lunghezza ideale per i comic book. Vigna non nasconde che l’elaborazione del soggetto sia stata faticosa, dato il timore da parte americana che fosse troppo bonelliano, anche se alla fine le richieste di correzione hanno riguardato solo dei dettagli dei caratteri dei personaggi, praticamente delle inezie. In fase di sceneggiatura è stato poi basilare l’apporto di Adriano Barone, esperto della DC comics. La storia si inserisce sia nell’universo bonelliano che in quello americano, con la presenza dei tecnodroidi perfettamente inseriti nella continuity neveriana.  La fedeltà al canone americano è stata difficile da individuare in base alle indicazioni degli editor americano,  gli autori italiani sono comunque abituati a personaggi con forte personalità, come Legs Weaver per esempio, e a livello di professionalità non hanno nulla da invidiare ai fumettisti americani.

Arriva la Justice League

Per la prima volta il disegnatore Sergio Giardo si è trovato a disegnare dei supereroi e, grado di difficoltà in più, nella Justice League sono particolarmente numerosi i personaggi da rappresentare. Ad aiutarlo a superare qualsiasi possibile ansia da prestazione sono stati i tempi ristretti previsti per la consegna delle tavole, anche se poi c’è stato un anno di ritardo della pubblicazione causa covid. Giardo, scelto con il beneplacito degli editor americani, afferma di essersi affidato all’istinto nella delineazione dei protagonisti. Le tavole sono state eseguite con la tavolozza grafica, in digitale, mentre la copertina è originale, matite e chine, stampata in extralarge. Giardo si è interfacciato esclusivamente con la redazione Bonelli, che ha a loro volta consultato gli editor americani, che non hanno richiesto alcuna correzione ai disegni. Gli autori italiani si difendono bene nel confronto tra le due scuole di fumetto.

Vigna riflette poi sulla fortuna all’estero di Nathan Never, iniziando con la serie di 5 numeri edita dalla Dark Horse negli Stati Uniti, nel 1999, con le copertine di Arthur Adams, che non ottennero un successo particolare, probabilmente perché il lettore americano non è abituato al formato italiano. Nathan Never è stato comunque pubblicato con successo in Brasile, in Spagna, in Croazia; e in Francia con minor fortuna, dato che si è scelto di non puntare sul classico cartonato ma su albi voluminosi, con la Collection 2 et demi della Glenat. Lo scarso successo in terra transalpina è forse riconducibile al fatto che in Francia gli albi italiani sono storicamente un po’ snobbati, dato che a parere loro sono realizzati troppo in fretta, curiosamente però le case editrici francesi vengono poi a cercare gli autori italiani per realizzare le loro serie.

Dalle edizioni estere si è poi passati a parlare di quanto sia cambiato Nathan Never in questi 30 anni e il suo essere “nuovo”. Ai tempi dei primi numeri la fantascienza nei fumetti in Italia era poco conosciuta, e Nathan, anche sfruttando l’influenza dei manga e del cinema di fine anni ’80, è stato l’ultimo grande successo della Bonelli, di cui i lettori ricordano soprattutto i primi 100 numeri. Nel successo riscosso hanno inciso parecchio anche le copertine di Claudio Castellini, che ai tempi era seguitissimo. La presenza di 3 autori differenti ha arricchito il personaggio, che è diventato molto sfaccettato, aspetto che ha inciso sulla durata della serie.
 Sergio Giardo rievoca il suo arrivo sulla testata 10 anni orsono, confessando che 30 anni fa,  dopo aver letto il numero 1, inviò delle prove alla Bonelli, ma per un lungo periodo non fu considerato maturo per una testata così importante, nonostante la realizzazione di Legione Stellare, la miniserie scritta da Federico Memola su Zona X e un’incursione su Legs Weaver.
Giardo riflette poi sul suoi rapporti con gli altri autori, confessa che non riceve mai la sceneggiatura completa delle storie che realizza, che sono quindi costantemente in working progress. A volte a produrre storie di fantascienza ci si sente come dei carbonari, tanto più per Giardo che è veramente un appassionato, che ama fare riferimenti ai classici del genere, aspetto che lo accomuna agli sceneggiatori. Nathan Never porta poi avanti tutte le correnti della fantascienza, dal cyber-punk alle saghe galattiche, consentendo una grande libertà anche a livello grafico, sempre nel rispetto del lavoro dello sceneggiatore, che a sua volta accetta l’interpretazione del disegnatore. La produzione di Giardo si aggira sulle 10-20 tavole al mese, con una revisione verso la fine della storia. Vigna ammette di non aver mai chiesto correzioni sulle tavole di Giardo, mentre il lavoro di redazione è più accurato sui nuovi disegnatori.
Una copertina storica

Anche la più recente innovazione di Nathan Never, la copertina realizzata dall‘Intelligenza Artificiale, nasce da un’intuizione di Sergio Giardo, che nel momento in cui si è iniziato a parlare di questi programmi grafici, ha la convinzione che Nathan, in quanto rappresentante, seppure di fantasia, della terra del futuro, debba stare sul pezzo. Nasce così la copertina variant del numero 379, come elaborazione di Giardo, il cui lavoro, utilizzando il programma Midjourney, non è semplificato, ma in realtà aumentato, dato che alla fine per assemblare l’illustrazione ideale, il disegnatore torinese realizza di fatto due copertine. Ecco perché allora i crediti della copertina sono attribuiti a S. Giardo e all’A.I.

Nathan Never, ancora una volta, si ritrova sempre avanti rispetto alla realtà attuale: viene stravolta la gabbia bonelliana classica, in più c’è la collaborazione con l’Agenzia Spaziale, con la copertina realizzata per il volume che viene inviata nello spazio. Giardo si rivela allora un ottimo pubblicitario, professione praticata in gioventù, con la convizione che se ci deve essere una copertina realizzata utilizzando questo tipo di programma, il primo protagonista deve essere per forza di Nathan Never. Giardo ha semplicemente associato delle immagini con il programma Midjourney, chiedendo di raffigurare un’astronauta, con un preciso stile di rappresentazione, realizzando 4 immagini che poi ha assemblato. Per la raffigurazione di Nathan, ha chiesto semplicemente un Superman con i capelli bianchi. Gli esempi mostrati nelle pagine finali dell’albo variant mostrano come sarebbe cambiata la copertina chiedendo all’applicazione di cambiare stile, e così in rapido passaggio vediamo la copertina realizzata con lo stile Picasso, Van Gogh, Caravaggio e Moebius. Giardo prende questo esperimento come un semplice gioco di sperimentazione, senza che ci sia nessuna paura per il futuro degli illustratori, anche perché, da sempre, in Bonelli si mettono gli autori al centro della progettualità, per cui pur nell’evoluzione veloce delle applicazioni le copertine saranno sempre di un autore umano.

Nausicaa. Disegni di Mauro Serio
A conclusione dell’incontro Vigna si sofferma sul percorso di Nausicaa-L’Altra Odissea,  graphic novel da lui scritta e illustrata da Andrea Serio, pubblicata una prima volta da Pavesio editore nel 2012 (eccone un’anteprima) e successivamente da Kleiner FlugUna storia ispirata all’Odissea, con al centro Nausicaa e un Ulisse differente dalle consuete raffigurazioni e con un finale che svela la vera identità di Omero. Ai tempi le critiche furono positive, ma le vendite scarse, aspetto che spinse Vigna a realizzare a partire dalle illustrazioni un cortometraggio in motion comics, avvalendosi della collaborazione di un buon musicista e di un attore come narratore. Il risultato è stato tale che il cortometraggio è stato selezionato a Venezia come evento speciale di apertura della settimana della critica, e grazie ai disegni splendidi, alla storia che funziona, e all’animazione contenuta, invitato ad altri festival, come quello del cinema italiano di Madrid, dove ha vinto il premio come miglior cortometraggio italiano. Premio che ha rappresentato un ottimo inizio di carriera per il giovane Andrea Serio, cui sono seguite delle mostre in Francia, e l’illustrazione di copertine di dischi e romanzi. La graphic novel dovrebbe apparire in Francia sotto Mosquitos, e in Italia venire ristampata da Kleiner Flug.
Ecco il cortometraggio:

Autore

Articolo precedente

Le Short Stories di Boichi

Prossimo Articolo

Zagor: le storie preferite da Marco Grasso

Ultimi Articoli Blog

I Giorni che Scompaiono

La difficoltà di crescere del giovane Lubin. La nostra recensione della graphic novel di Timothé Le…