Nathan Never n.395 396 La Legge della Giungla e Braccati

Nathan Never n.395-396
Braccati

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Questa doppia storia di Nathan Never – composta dal n.395 “La legge della giungla” e dal n.396 “Braccati”, scritta da Giovanni Eccher e disegnata da Max Bertolini – se da un lato ha piacevolmente colpito per verve e dinamismo, dall’altro ha sollevato non poche perplessità sulle scelte narrative attuate.

Se, infatti, alcuni redattori hanno apprezzato il soggetto di Eccher per l’alta godibilità avventurosa espressa, altri – come il sottoscritto – non sono riusciti a lasciarsi trasportare da questa avventura d’antan a causa di una sceneggiatura troppo sopra le righe.

Andiamo con ordine. Il sapore classico e nostalgico della storia, tra giungla, lucertoloni, Bear Grylls, Tarzan e cattivoni chiacchieroni ha alla base la volontà di dare una risposta alla domanda: “Nathan è potenzialmente un buon Direttore per l’Agenzia Alfa?”

Il profilo e le attitudini di Nathan sono infatti sicuramente diverse da quelle dei suoi predecessori Edward Reiser, Solomon Darver ed Elania Elmore e il dubbio che non sia adeguato alla situazione (insito nello stesso Nathan) è già stato sollevato più volte negli ultimi mesi.

Quindi: come mettere alla prova Nathan nelle vesti di nuovo Direttore dell’Alfa per confutare ogni dubbio? La scelta più ovvia e prevedibile sarebbe stata quella di fargli affrontare, con intelligenza e prontezza, le sfide della politica in una tesissima e complessa vicenda da alta finanza. Magari sorprendendo il lettore e mostrando un aspetto di Nathan Never fino ad ora poco approfondito e quasi inaspettato, quasi fosse un novello Largo Winch.

Invece Giovanni Eccher sceglie una soluzione molto più audace (e contorta): spostare tutti gli altri Direttori di agenzie del mondo nell’ambiente tipico di Nathan: la giungla selvaggia infestata di cattivi pronti a torturare e ammazzare.

Ne viene così fuori un’avventura esagerata, sopra le righe, con il nostro eroe che diviene supereroe. Nathan, ovviamente, si dimostra all’altezza della situazione e i dubbi sulla sua inadeguatezza come nuovo Direttore dell’Alfa sono dissipati tra calorose strette di mano e vigorose pacche sulle spalle, vista l’eccezionale performance in stile Schwarzenegger in Commando.

D’altronde, come può non essere adeguato un Direttore che ti cavalca un coccodrillo gigante? Non è forse questa la metafora stessa della politica e del management?
Ed è in questo senso che, probabilmente, tutta questa rappresentazione sopra le righe acquista un senso compiuto: quello dell’allegoria.

L’allegoria

Nathan Never che scalzo si ferisce un piede con una spina (e che sopporta tale dolore stoicamente) non è un’insensata, troppo lunga e inutile sequenza, bensì un’allegoria dei piccoli imprevisti burocratici che complicano questioni più grandi e complesse e che vanno sopportati con stoicismo. Il nido delle scolopendre che da antro terrificante diviene rifugio sicuro se affrontato ricoperti da robaccia puzzolente non è una scena da romanzo d’avventura per ragazzi degli anni ‘50 (già visto centinaia di volte fino a The Walking Dead), bensì una metafora della necessità di affrontare gli spietati azionisti interessati solo al guadagno, facendo credere loro di essere dei lobbisti senza scrupoli per poi sfruttare la situazione a proprio vantaggio. Le sanguisughe che si infilano sotto i vestiti con sorpresa dei poveri Direttori non è semplicemente una citazione di “Stand by Me”, bensì una metafora politica in piena regola. Il lucertolone/T-Rex che aggredisce la compagine di Direttori che viene “domato” e imbavagliato da Nathan Never a mani nude non è una scena anacronistica e insensata presa da Tarzan e inserita senza alcuna logica in un fumetto realistico di fantascienza, bensì…

No, questa scena, sul serio, anche con grande fantasia, è per me difficile da giustificare.
È probabilmente, purtroppo, il “salto dello squalo” di Nathan Never, con buona pace di chi potrebbe anche essersi divertito con questa avventura d’antan.

Perché, come detto, questa storia sarebbe anche piacevole da leggere proprio per quel sapore leggero e immersivo tipico dei racconti di Edgar Rice Burroughs, ma per goderne si dovrebbero ignorare la mancanza di realismo, i numerosi dialoghi moralistici sciorinati da Nathan, gli spiegoni reiterati volti a giustificare le opportunistiche scelte narrative, i cattivi logorroici e le trovate tecnologiche inventate ad hoc per svoltare la situazione e i combattimenti da action movie anni ‘80.

Va bene l’avventura, ma la fantascienza?

È vero, i difetti sopra elencati contribuiscono a donare alla storia un gran senso di godibilità, e l’ipertrofico machismo che esplode dai disegni di Max Bertolini – che esagera in caotiche ed eccessive espressioni di azione e dinamismo, noncurante di qualsiasi paletto o remora – completa un’opera divertente e giocosa ma, d’altro canto, tutto questo non ha nulla a che spartire con la fantascienza di Nathan Never e richiede una suspension of disbelief diametralemente opposta a quella a cui la testata (e il genere) ci ha abituati.

Ancora: cattivi così stereotipati, situazioni tanto inverosimili e una narrazione infarcita di così tante spiegazioni e manierismi sono ancora accettabili e digeribili oggi e, soprattutto, sono accettabili su Nathan Never?

Fosse un semplice fill-in, un divertissement a sé stante, magari lo si potrebbe considerare un unicum, una variazione sul tema. Ma questa doppia ha in sé anche i semi di una trama orizzontale: l’identità del vero villain della vicenda non è stato svelato. Se sarà un Pretoriano, il figlio di Elania, un redivivo Edward Reiser o qualche membro della famiglia Skotos non lo sappiamo. Forse lo scopriremo nel numero 400, o più tardi oppure, come spesso accaduto, mai. Ma ugualmente questa storia si inserisce nella realtà neveriana e lo fa con uno stile e una narrazione che lascia seri dubbi sul quale sia, oggi, l’identità stessa della testata.

Abbiamo parlato di:

Nathan Never n. 395 – La legge della giungla
Nathan Never n. 395La legge della giungla
Nathan Never n. 396 – Braccati!
Nathan Never n. 396Braccati!
AutoriGiovanni Eccher e Max Bertolini
CopertineSergio Giardo
Periodo di uscitaAprile – maggio 2024
Prezzo4,90 € cad.
EditoreSergio Bonelli Editore
Nathan Never

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