Night-Man #1 L’ignara preda di Leo Ortolani

/
5 mins read

La serie, anzi la saga di Rat-Man si è conclusa, è finita.

La domanda che sorge spontanea è: con ciò è finito anche il suo creatore, Leo Ortolani? Se lo pensate, siete degli sciocchi perché il nostro ha ancora tante frecce al suo arco, al pari di quelle di Legolas del Signore degli Anelli o di Hawkeye (Occhio di Falco) della Marvel, e lo ha già dimostrato con i vari volumi usciti post-saga.

Ed eccolo infatti affacciarsi nelle edicole e nelle fumetterie con la sua nuova miniserie: “Night-Man”.

Prima, però, un piccolo passo indietro.

Leo Ortolani ci ha accompagnato e deliziato per anni con il suo personaggio principale, Rat-Man, e con molte altre opere. Tra queste, un ruolo importante lo hanno svolto le parodie, ovvero lavori che testimoniano l’amore di Ortolani per il cinema in generale e per certi titoli in particolare, oltre che per il fumetto in sé. Negli anni abbiamo letto Ratto/Rango (omaggio ai film di Rambo), Star Rats (diversi albi con cui ha visitato e ci ha portati nel mondo della saga di Star Wars), Allen (parodia dei film “Alien” e “Prometheus” di Ridley Scott), Avarat (stavolta del film Avatar di James Cameron), Il Signore dei Ratti (dal romanzo di J. R. R. Tolkien “Il Signore degli Anelli” e dalla relativa trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson), Matana (ispirato ad alcuni classici del filone spaghetti western) oppure le “recensioni” del ciclo CineMAH con cui ci ha fatto ridere con volumi come “Il buio in sala” e “Futuro”. In questi titoli Ortolani si è divertito ad inventare personaggi originali o parodiati ma spesso ha usato come protagonista quel suo Rat-Man, attore e maschera che gli è più congeniale e che ben si adatta a mille ruoli, spesso accompagnato da altri personaggi ricorrenti nei suoi lavori come Cinzia, Brakko o il Nano.

Nightmare, Nightmanu… Night-Man

Proprio dall’amore per il cinema viene alla luce – sarà proprio luce?… – “Night-Man”, una miniserie in 6 albi che, come si intuisce dal titolo e dalla copertina, nasce parodiando “Nightmare”, la serie di film horror creata da Wes Craven nel 1984 con protagonista Freddy Krueger, uno dei mostri del cinema di genere tra i più crudeli, interpretato per lo più dall’attore Robert Englund. Freddy è brutto, deturpato da ustioni, veste un vecchio cappello marrone, un maglione sfilacciato a strisce orizzontali verde scuro e rosso, e soprattutto un guanto con lame fissate alle estremità delle dita con le quali gli piace aggredire e uccidere le sue vittime nei loro sogni trasformandoli in incubi.
Nel “giochino” di usare personaggi creati da Leo come fossero attori e far loro interpretare altri ruoli, chi meglio poteva rivestire il ruolo di novello Freddy Krueger se non Aldo, l’umano trasfigurato in mostro proveniente dalla serie “Venerdì 12”, insieme al suo fido Giuda? Così è stato.
Chi non conosce questa serie e i due personaggi non si deve preoccupare perché è assolutamente ininfluente ai fini della lettura.

Basti sapere che Aldo era rimasto vittima di una maledizione a seguito di un amore non corrisposto e per questo orribilmente tramutato, e che Giuda era il suo fido aiutante, molto più intelligente del padrone e quasi sempre pronto a farsi beffe di lui.
In ogni caso i loro nuovi ruoli sono leggermente diversi dai vecchi.

L’idea di parodiare “Nightmare” era già venuta in mente ad Ortolani nei “veri” anni ’80 quando disegnava solo per i suoi amici e così una versione intitolata “Nightmanu” vedeva lui stesso, Sandro, Manuela, Dillinger, Cipo e Alessandra – gli amici di un tempo – che venivano fatti fuori ad uno ad uno se si addormentavano. La trama esile, però, non ha permesso di ricavarne una nuova versione con nuovi disegni ma è stato spunto per questa miniserie.

Il bar degli incubiIn “Night-Man” il protagonista è l’Uomo Nero (“interpretato” da Aldo), ovvero il Re degli Incubi che invade e assilla i sogni di giovani ragazze esasperandole fino a far provare loro la vera paura. Per lui e per altri mostri spaventosi questo è un vero e proprio lavoro e nei momenti di pausa capita di ritrovarsi al bar per fare quattro chiacchiere e una bevuta tra “colleghi”. Il capo a cui devono obbedienza è la Paura stessa, un’entità verosimilmente onnipotente… e forse un po’ razzista.

Ad affiancare l’Uomo Nero c’è Stipsy (“interpretato” da Giuda), parademone che prima lavorava nei sogni erotici ma da lì cacciato e finito al “reparto” incubi a seguito di alcuni errori.
Esistono infatti vari mondi, uno per ogni tipologia di sogni che fanno le persone, e la rivalità più accesa è quella tra il mondo dei sogni d’oro e quello degli incubi: qual è quello che fa battere di più il cuore? Il mondo della Paura o quello dell’Amore?
Per l’Uomo Nero la risposta è scontata.
Un giorno, però, al nostro protagonista viene assegnato il compito di spaventare tale Badaloni Anna e qualcosa di inaspettato accade…
Qual è l’ignara preda del titolo? La ragazza di turno da spaventare, Anna oppure lo stesso Re degli Incubi?

L'Uomo Nero

Come c’è da aspettarsi, il primo albo di questa miniserie è propedeutico alla presentazione dei personaggi e del loro mondo. E’ da qui in poi che vedremo come si svilupperà la trama e dove vorrà portarci. Nel frattempo su queste pagine assistiamo a un più che valido Ortolani che con le sue tecniche ormai collaudate si dimostra un ottimo regista: dal segno grafico che con pochi tratti riesce a catapultarci nella realtà dei suoi personaggi, alla scrittura delle battute e dei tempi umoristici coadiuvati nella loro sospensione da un saggio uso di vignette ripetute, per finire alla caratterizzazione dei personaggi che strapperò un sorriso a tutti.

Sogni d'oro vs Incubi

Ma c’è altro. Sappiamo che ci deve essere e che ci sarà perché negli anni Leo è stato capace di trasmettere messaggi, di dare più chiavi di letture alle sue opere. Certo: Aldo e Giuda nei ruoli dell’Uomo Nero e di Stipsy funzionano benissimo e ci fa tanto divertire quel teatrino che si viene a creare tra protagonista e spalla. E soprattutto funzionano – per chi li conosce – nel caso ci fosse in ballo un amore non corrisposto. Ma ci sarà? E’ questo che dobbiamo aspettarci? E’ presto per dirlo.

Sogni, incubi, amore e paura: questi i temi che si affacciano nella lettura di “Night-Man”. Chissà che non venga fuori un viaggio alla scoperta di se stessi, alla propria intimità attraverso il mondo degli incubi e forse dei sogni. Volando alto, filosofeggiando – perché Leo ci ha abituati anche a questo – potremmo citare Pedro Calderon de la Barca in “La vita è sogno” che ci ricorda che:

(..) tutta la vita è sogno, e i sogni, sogni sono.

…o forse dovremmo attenderci un altro grande “filosofo”, quel Gigi Marzullo con la sua:

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?

(a proposito, ci sarà un personaggio caricaturato su Marzullo? Noi speriamo di sì)

A questo punto non possiamo che attendere i prossimi albi, domandandoci qual è il vero incubo e se i sogni aiutano a comprendere la vita e la vita a comprendere i sogni.
Concludiamo con un commento di Leo a questa serie:

Non è un problema, se avete un incubo, è un problema se un incubo ha voi

Night-Man #1 (di 6) – L’ignara preda
di Leo Ortolani. Panini Comics
F.to 18X26 cm, b/n, 32 pagine, spillato, €3.50
Link al sito ufficiale

Articolo precedente

Zagor: le storie preferite da Alessandro Piccinelli

Prossimo Articolo

I consigli di uBC Fumetti | 23 Settembre 22

Ultimi Articoli Blog