Zagor n.139-141
“Il cavaliere misterioso”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Come ben sa qualsiasi lettore zagoriano, con questa storia (elaborata addirittura a otto mani…) inizia la cosiddetta Silver Age dello Spirito con la Scure. La Golden Age si era conclusa con il botto nel numero precedente, L’orrenda magia, per lasciare il posto a un periodo in cui le storie sarebbero state – oggettivamente – di livello inferiore rispetto ai quattro anni e mezzo precedenti e in cui altri autori avrebbero affiancato e poi sostituito il magico quartetto Nolitta / Ferri / Donatelli / Bignotti che aveva realizzato (salvo rarissime eccezioni) TUTTI gli albi di Zagor pubblicati fin lì.

Storia realizzata a otto mani, dicevamo: se il soggetto e le prime pagine erano opera di Guido Nolitta, il creatore di Zagor sarebbe poi stato affiancato ai testi da Decio Canzio che avrebbe portato a compimento questa “storia zen [senza] capo né coda” (così Stefano Priarone  l’ha definita nello Zagor Index 101-200)… Sul versante grafico, invece, Franco Donatelli fu aiutato dal “piccolorangeriano” Francesco Gamba, il primo disegnatore diverso dal consueto terzetto ad apparire nella collana dal 1966 (quando Mario Cubbino disegnò un breve episodio).
PS: naturalmente, queste collaborazioni sarebbero state esplicitate soltanto su Tutto Zagor, dato che nel 1977 l’unica indicazione era, come al solito, “Testo di G. Nolitta”.

Una storia un po’ sconclusionata, dicevamo. Eppure… Eppure di premesse interessanti ce n’erano eccome: un personaggio svitato che replicava le gesta di Don Chisciotte… una gag iniziale di Cico affiancato dal maldestro Assalonne Tipperary… una fuorilegge con i fiocchi e controfiocchi come Blondie, protagonista tra l’altro della prima (pudicissima) scena di nudo mai apparsa sulle pagine di Zagor… e un finale a pece e piume (anzi, miele e piume) che, per quanto un po’ forzato, non tradiva la psicologia zagoriana…

Cosa non aveva funzionato, allora, visto che questa storia è stata indicata come la peggiore nel referendum del 1981 e l’unico zagoriano che conosco ad averne parlato bene in tutti questi anni è Marco Verni? Beh, credo che un contributo indiretto l’abbia dato l’incipit della storia che inizia a metà circa del n.141, con l’esordio di un nuovo disegnatore – Pini Segna – dal tratto completamente diverso da quello “canonico” apparso fin lì (soprattutto per l’uso di un’inchiostratura molto più accentuata), tanto è vero che Masai Killer segue a ruota Il cavaliere misterioso nel referendum di cui sopra… ma mi rendo conto che il discorso merita un articolo a parte, in cui ampliare alcune considerazioni che avevo già fatto a suo tempo sulla Silver Age.

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