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L’étranger

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'Étranger 1L’uscita, a fine ottobre, di un nuovo adattamento cinematografico del famoso romanzo Lo straniero di Albert Camus (a quasi sessant’anni dalla storica versione diretta da Luchino Visconti e interpretata da Marcello Mastroianni) mi ha fatto riprendere in mano un adattamento a fumetti di quest’opera, letto a suo tempo ma poi non recensito per vari motivi. Come raccontavo in questo articolo – che può essere considerato, a posteriori, un antesignano della rubrica BD Mon Amour – avevo “scoperto” il fumettista Jacques Ferrandez grazie ad una mia cliente francese, che mi aveva regalato il suo Le premier homme (altro adattamento tratto da un’opera di Camus). A quel tempo, però, uBC non recensiva fumetti non tradotti per il mercato italiano e avevo lasciato perdere… ma ora che il nuovo Direttore ha cambiato questa “regola”, niente più mi impedisce di farlo – anche perché il Direttore, come già spiegato in altre occasioni in cui mi prendo qualche libertà, sono io 😊

'Étranger 3

Battute a parte, il mio “rapporto” con l’Algeria è sempre stato particolare, con la curiosità di conoscerne meglio le vicende storiche alimentata già in giovane età dalla visione del fondamentale La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo e rafforzata, in séguito, da mia moglie che ha vissuto e studiato ad Orano nella prima metà degli anni Ottanta e che attualmente è la curatrice e traduttrice di Maïssa Bey in Italia, un’autrice che ha scritto opere fondamentali sulla guerra d’indipendenza algerina, sulla repressione francese all’epoca e poi sul cosiddetto “decennio nero algerino” negli anni Novanta, con la sanguinosa guerra civile scatenata da un colpo di stato militare. Visto inoltre che siamo in argomento, vale la pena segnalare che Maïssa ha raccolto alcune sue riflessioni su Camus nel breve pamphlet L’ombre d’un homme qui marche au soleil.

'Étranger 2Ma torniamo all’adattamento a fumetti di Ferrandez: perché l’avevo lasciato perdere finora, visto che la “regola” era cambiata e che le vicende algerine continuavano ad interessarmi, come attestato da un altro mio articolo dedicato alla BD Una maglia per l’Algeria sulla nazionale di calcio algerina “clandestina”?
Beh, è semplice… per la mia ritrosia a parlare di questi fumetti ispirati a romanzi, come spiegavo quando mi sono occupato di Rouletabille: “le rare volte che ho letto qualche adattamento, mi sono sempre trovato a fare un raffronto con l’opera originale […] che mi toglieva buona parte del piacere della lettura del fumetto in sé”.

Però, credetemi: quando ho riletto L’Étranger di Ferrandez ho gettato alle ortiche questa mia ritrosia, perché la potenza evocativa delle sue immagini e la resa fantastica di certi passaggi del romanzo meritavano un articolo – e resto ancora oggi stupito della miopia dell’editoria italiana, in quanto questo one shot non è mai stato tradotto in italiano. Passi per Le premier homme, che era un’opera particolare (praticamente incompiuta, sia come romanzo che come fumetto) e la cui versione cinematografica di Gianni Amelio era apparsa molto prima dell’adattamento di Ferrandez… ma un fumetto su un’opera così conosciuta e di un autore così famoso come Camus avrebbe probabilmente invogliato all’acquisto molti potenziali lettori italiani. Ma tant’è: secondo le mie ricerche, sembra che l’unica opera di Ferrandez tradotta – e parzialmente – in Italia sia Carnets d’Orient, apparsa a suo tempo su Comic Art e di cui parlerò prima o poi (ho preparato la copertina da una vita…).

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Dicevo della potenza evocativa delle immagini: i passaggi del romanzo di Camus che qualunque lettore ricorda a menadito – il fulminante incipit (“Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so”), gli sguardi accusatori durante la veglia funebre, il “rapporto” del protagonista con Marie e, naturalmente, la scena madre sulla spiaggia – vengono resi con un’accuratezza e un rispetto dello spirito originario sbalorditivi, grazie ad una calibrazione sapiente dei colori e all’uso magistrale di alcune tavole su doppia pagina (come già avveniva nel Premier homme). Non si tratta, tecnicamente, di splash pages vere e proprie, bensì di singole vignette che “risaltano” su uno sfondo che si dipana sulle due pagine affiancate, con risultati più che eccellenti. Nella prima parte dell’albo, Ferrandez riesce – in ogni suo disegno – a far sentire palpabile lo stato di alterazione causato dal sole cocente, dal sudore appiccicato alla pelle, dall’indifferenza di Mersault a quanto gli accade intorno e, in generale, a quella che ritiene l’assurdità della vita. In poche parole: a rendere perfettamente il suo disagio esistenzialista.

'Étranger 7Ma Ferrandez eccelle anche nella seconda parte dell’albo, più “claustrofobica” a causa dell’ambientazione in carcere o nell’aula del tribunale durante il processo. Mersault continua, nella sua apatia, a non accettare le norme sociali (men che meno la religione) né cerca di dare motivazioni o giustificazioni razionali alle sue azioni: inevitabile, quindi, che – nonostante gli sforzi dell’avvocato difensore e di Marie – venga condannato all’impiccagione. E l’ultima tavola dell’albo, con il punto di vista che via via si allontana dalla finestra della cella di un Mersault finalmente “pacificato” con sé stesso e il mondo esterno, rispecchia fedelmente l’explicit del romanzo di Camus, parola per parola:
“Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. Nel trovarlo così simile a me, finalmente così fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora. Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.”

'Étranger 0L’Étranger di Jacques Ferrandez (adattamento dell’omonimo romanzo del Premio Nobel per la Letteratura Albert Camus) è stato pubblicato nel 2013 dalla casa editrice Gallimard nella collezione Fétiche.

Mia moglie, tenendo conto del mio lavoro di traduttore, mi chiede spesso perché non proponga la pubblicazione di questa o di altre BD meritevoli a qualche casa editrice italiana. Chissà che non lo faccia, prima o poi… per questo albo, varrebbe sicuramente la pena.

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