Nel negozio di fumetti usati di cui, ormai, ero diventato un frequentatore abituale nella cittadina in cui frequentavo le superiori a fine anni ’70, ero spesso attratto dagli Oscar Mondadori presentati in modo “roboante”: non potevo quindi lasciarmi sfuggire questo primo volume dedicato a Blondie & Dagoberto (nella collana ne uscirono poi altri tre), attratto dal claim “Le 150 gioie del matrimonio nel fumetto più letto del mondo” 🙂
Si sa, la pubblicità è l’anima del commercio (e difatti acquistai questo volume) ma, nonostante le affermazioni in quarta di copertina – 70 milioni di lettori, traduzioni in 17 lingue, pubblicazione su 1300 giornali – a posteriori mi restò qualche dubbio, pensando al successo stratosferico di altre strisce a partire dai miei amati Peanuts…
L’introduzione di Oreste Del Buono era comunque ben argomentata e inquadrava la nascita e il successo di queste strisce (rimontate, come di consueto, in verticale) realizzate da Murat “Chic” Young dal 1930.
Nella primissima striscia, dallo stile ancora piuttosto “grezzo”, la sventata Blondie non andava a genio ai futuri suoceri, che finivano per diseredare il figlio Dagoberto. Poco male: la coppia convolava ugualmente a nozze e iniziava una vita perennemente squattrinata, impersonando perfettamente (pur nei loro bisticci e nelle loro elucubrazioni spesso surreali, che finivano per contagiare anche il figlioletto) le coppie appartenenti al ceto medio.
Le strisce di Young erano deliziose da leggere, anche se – naturalmente – molte sfumature della vita di coppia a quel tempo mi sfuggivano. Apprezzavo inoltre il tratto dell’artista, che si era affinato con il passare del tempo: dopo le strisce d’esordio, la raccolta spaziava nei decenni successivi includendone molte risalenti agli anni ’60, in cui Young raggiungeva una sintesi grafica pressoché perfetta, soprattutto nelle ministorie domenicali come quella che ho incluso in calce all’articolo, esempio perfetto della psicologia alla base del rapporto tra le mogli e i mariti in questo classico del fumetto che continuò anche dopo la morte del suo creatore, avvenuta nel 1973.
