Oscar Mondadori n.177 “Diavoli e spinaci”

Le storie degli anni '70 che hanno creato il mio immaginario fumettistico

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Avevo già spiegato in questo articolo quanto fosse radicata l’idiosincrasia di mio padre per i fumetti, nonostante la passione di suo padre per Tex – trasmessami sin dall’infanzia, come raccontavo qui – e nonostante che io e mio fratello maneggiassimo “giornalini” a quintali. Tale idiosincrasia la manifestava anche nei riguardi dei cartoni animati, ritenuti roba da ragazzini (come se io non fossi, effettivamente, un ragazzino…) e quindi blandamente sopportati solo in alcune occasioni.

C’era però un’eccezione, per me incomprensibile: a mio padre piacevano i cartoons di Braccio di Ferro… e, in particolar modo, quelli non doppiati, a partire dal divertentissimo episodio – più volte replicato in TV – che contrapponeva il protagonista a Bruto-Alì Baba con i suoi quaranta ladroni (e la partecipazione di Olivia e Poldo), più lungo e articolato degli episodi standard, in genere riassumibili con “Popeye è in difficoltà / mangia gli spinaci / risolve la situazione”.

Quando approdai alle scuole superiori in una cittadina più grande del paesello e fornita di un negozio di fumetti usati, il primo Oscar Mondadori che mi procurai fu quello dedicato a Paperon de’ Paperoni, ma il secondo fu proprio questo di E. C. Segar, che raccoglieva “35 classiche storie di Braccio di Ferro” (come da sottotitolo), da quelle autoconclusive alla lunghissima Il monarca di Roccaverza.

Scoprii così – e con grande piacere – il Popeye delle origini, diverso dal personaggio dei cartoni animati e anche dal protagonista degli albi della casa editrice Bianconi che avevo leggiucchiato raramente, visto che non rientravano negli scambi abituali di fumetti con i miei amici (mio fratello era già troppo grande per queste letture).
L’interessante ed esaustiva introduzione di Francis Lacassin inquadrava l’avventura editoriale del marinaio guercio, nata – nel 1929 – sulle strisce di The Thimble Theatre con cui Segar era riuscito a sfondare già dieci anni prima: da lì in poi, Braccio di Ferro divenne il protagonista principale e indimenticabile per milioni di lettori in tutto il mondo.

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