Ventiquattromila baci

"Dammi un bacio da fumetto" di Andrea Leggeri

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Sono lieto di dare il benvenuto a Moreno Burattini, che con questo articolo (e dopo vari contributi saltuari negli anni scorsi, culminati nel famoso pesce d’aprile del 2023) fa il suo esordio come redattore di uBC dando il via a una rubrica – rigorosamente aperiodica – che abbiamo deciso di intitolare “Saggiamente”: Moreno, infatti, prenderà spunto da testi critici (apparsi anche anni fa) sul fumetto e/o su autori di fumetti per dire la sua opinione, come ad esempio per questo libro che abbiamo ritenuto quanto mai indicato per la ricorrenza odierna 😊
Buona lettura e buon San Valentino!

Marco Gremignai


14 febbraio, San Valentino. Quelli che hanno una relazione sentimentale devono necessariamente consegnare un regalino alla persona amata, altrimenti fanno la figura dei cafoni; quelli che non ce l’hanno, si sentono sfortunati rispetto agli altri e non pensano al regalino risparmiato. L’argomento potrebbe sembrare frivolo, ma vale la pena di approfondirlo. Peraltro, è salutare dedicarsi ogni tanto a temi leggeri.

Non ce ne voglia Andrea Leggeri, autore dell’aureo libello di cui intendo occuparmi cogliendo l’occasione della festa degli innamorati, se ho usato un gioco di parole per tirarlo in ballo.  Chi, come lui, abbia brillantemente giocato con un titolo quale Dammi un bacio da fumetto e collezionato ritagli di baci alla maniera di Giuseppe Tornatore nel finale di Nuovo Cinema Paradiso, non può che essere persona spiritosa e dunque mi scuserà. Del resto ho anch’io un cognome che si presta agli scherzi. Mi farò perdonare consigliando il suo libro come perfetto regalo di San Valentino: romantico e poco costoso, con una copertina iconica che si presta a venire esposta frontalmente su uno scaffale, adatto anche ai non appassionati di fumetti, dato che è gradevolissimo da sfogliare.

Possiamo definirlo un aesthetic book? Potremmo, se è vero che vengono talvolta etichettate così le compilation di immagini. Dammi un bacio da fumetto sostiene una tesi – quella che tutti gli eroi della Nona Arte, anche i più duri, hanno il cuore tenero – attraverso una serie di disegni, limitando allo stretto indispensabile i testi. Disegni che rappresentano tutti dei romantici tête-à-tête e che sono riproduzioni di vignette, celebri o comunque significative, tratte da racconti a fumetti. Ogni immagine è accompagnata da una didascalia di una ventina di righe che spiega chi sono i personaggi che si baciano e chi i loro creatori. Anche l’introduzione è ridotta al minimo sindacale, il che significa che il libro si spiega da sé. In tutto, le schede sono quaranta, organizzate in ordine alfabetico da Alan Ford agli X-Men. Sette sono dedicate ai manga, altrettante ai supereroi, sei ai classici italiani, sei agli eroi bonelliani, tre a quelli disneyani… insomma, un veloce giro d’orizzonte. Velocissimo, in confronto a ciò che potrebbe essere mostrato, pescando per esempio nel fumetto franco-belga (non rappresentato).

A voler cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe discutere se quella intercorsa tra Julia e Alan Webb possa considerarsi una love story (un bacio, comunque, c’è stato), se di Tarzan e Jane si debba parlare come di una coppia nata sulle strisce, o se Krazy Kat e il topo Ignazio si siano mai dati un bacio da fumetto. Chiunque si trovi a sfogliare l’album messo insieme da Leggeri, inevitabilmente si chiede il perché ci siano certi personaggi piuttosto che altri. Per esempio, dove sono i Fidanzatini di Peynet?  Dove Andy Capp e la moglie Flo? Dove Kriminal e Lola? E Capitan Miki e Susy? Il Piccolo Ranger e Claretta? Tex e Lilyth? I Puffi e la Puffetta? Ci verrà risposto: con soltanto quaranta schede a disposizione, si doveva per forza fare delle scelte. Ovviamente.

Però, però… Ecco, un posticino per Zagor si poteva trovare. Non soltanto perché la Z iniziale poteva degnamente concludere l’ordine alfabetico delle schede, non soltanto perché il bacio fra lo Spirito con la Scure e Frida Lang era molto caro a Sergio Bonelli che teneva sotto cornice nel suo ufficio la tavola originale di Gallieno Ferri che lo immortalava, ma anche e soprattutto perché la scena segnò un punto di svolta nel fumetto bonelliano. Mi permetto di argomentare brevemente, partendo dalla mia personale esperienza di lettore.

La sequenza che unisce le labbra tra l’eroe con la casacca rossa e la bruna bellezza austriaca, datata dicembre 1974, rimarrà per sempre scolpita nella memoria degli zagoriani di allora, che rimasero fulminati dall’improvvisa iniziativa dello sceneggiatore ricevendo più emozioni da quella semplice tavola che dal complesso di chissà quale altra rocambolesca avventura. Scherzava Bonelli in un’intervista: “Nei film western di quel tempo, c’era sempre una parentesi rosa; lei, la sera prima del giorno fatale, diceva a lui: ‘No, non andare, gli indiani ti ammazzano, fa freddo nel canyon, c’è vento’. E il pubblico in sala subito sbottava: ‘Booh! Dai! Basta!’ La gente protestava perché era venuta per vedere un film dove si sparava e gli attori spararsi dovevano. I lettori di oggi vedono altri film, dove il sesso è più importante e dove anche il rapporto uomo-donna è molto diverso”.

C’è infatti un momento, nell’evoluzione culturale e del costume nel nostro Paese, in cui le figure femminili salgono prepotentemente alla ribalta nella scena fumettistica. Anche in casa Bonelli, da un certo punto in poi, le donne acquistano un peso ben diverso rispetto al passato. Mister No, creato sempre da Bonelli/Nolitta nel 1975, non è certo l’eroe castigato che poteva sembrare lo Zagor delle origini. E così, tutti gli altri personaggi bonelliani nati successivamente vengono caratterizzati anche dal punto di vista sentimentale. Per assistere al primo bacio dato (in pubblico) dallo Spirito con la Scure i lettori hanno dovuto attendere quasi quindici anni. “I lettori furono tutti d’accordo”, dichiara lo sceneggiatore, “d’altra parte mi decisi a scrivere quella scena dietro loro pressione, in quanto mi fermavano al bar e al ristorante lamentandosi di non vedere mai una donna nelle storie di Zagor”. Sulle ragioni della latitanza dei personaggi femminili (almeno fino all’avvento di Frida Lang) nella serie, Sergio Bonelli fornisce queste spiegazioni: “Sono motivi principalmente generazionali, miei e dei lettori. Quando il personaggio fu creato pensavo a un pubblico più giovane di quello di Tex, e dunque non ritenevo che fosse interessato al fatto che il protagonista desse un bacio a una ragazza. Oggi il pubblico si aspetta che personaggi come Dylan Dog abbiano una loro vita sentimentale e che, così come vengono mostrati tanti altri aspetti della loro personalità, per completezza vengano mostrati anche quelli relativi al loro rapporto con le donne”. Insomma, quello fra Zagor e Frida è molto più che un bacio da fumetto.

Andrea Leggeri
DAMMI UN BACIO DA FUMETTO
Coniglio Editore
Collana ThermoPOP
2007, brossurato
96 pagine, 6,50 €

 

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