Dopo Peter Kampf lo sapeva, recuperiamo un altro interessante articolo apparso nel nostro sito storico dedicato ad un’altra geniale miniserie della coppia Trillo & Mandrafina, due dei tanti autori di historietas curati da Sergio Loss nella sua lunga carriera. Una miniserie geniale e, sotto certi versi, quanto mai attuale.
Don Chisciotte ai nostri giorni: questo è il prode (assai poco) Cavalier di Gommasgonfia. Un Don Chisciotte tragico, marcio e osceno, che vive, rivestite degli abiti allegorici che l’autore cuce loro addosso, avventure profondamente radicate nel tempo presente. Un Don Chisciotte moderno, che della modernità incontra ogni bruttura, menzogna, falsità e laidezza, credendo a tutte, tutte accettando e metabolizzando nell’affannosa rincorsa al compimento del proprio dovere.
Un Re che non è altro che un malavitoso, una Principessa ritardata, una Dea drogata e depressa, un Anacoreta avido e profittatore; e ancora: le menzognere seduzioni della televisione, le bugie della propaganda, le illusioni del cinema e della pubblicità, i trucchi della comunicazione, la guerra ai tempi dell’homo televisivus, finta ad uso degli allocchi eppure drammaticamente spietata come sempre. Favola e realtà si mescolano in un tutt’uno, tra archetipi umani e incubi quotidiani.
Gommasgonfia beve tutto, crede a tutto, terribile allegoria dell’uomo contemporaneo, che ha perso ogni spirito critico ed è ormai incapace di discernere la verità dall’illusoria apparenza. Uomo moderno anche nella triste perdita di ogni valore di lealtà, amicizia, appartenenza: compiuta la missione e recuperato lo scrigno sottratto al suo Re e contenente il “Potere” dello stesso (una partita di cocaina…), si fa irretire definitivamente dalle sirene della modernità, si appropria dello scrigno e del “Potere” e ne fa uso insieme alle altre figure allegoriche incontrate nel corso del suo viaggio. Beffardamente, l’autore vorrà il traditore a sua volta tradito, e la storia si conclude con la morte di Gommasgonfia per mano degli sgherri del Re-Bandito, avvertito di quanto quegli aveva fatto da Silver, la bicicletta (!) del Cavaliere. Un finale surreale, con il mondo della Macchina che pare trionfare su quello di un Uomo ormai privo di ogni dignità, con la Favola a rubare la scena al Dramma.
Carlos Trillo, autore dei testi di questa potente allegoria, è da sempre scrittore culturalmente raffinato, rielaboratore elegante della tradizione letteraria che sa filtrare attraverso la lente di una personalità ricca di ironia e restituire al lettore sotto forma di una visione grottescamente distorta e spesso disperata, come in questo caso, della realtà. Altre volte i sistemi di riferimento trilliani si compongono a formare un universo poetico dove l’Uomo non ha ancora perduto la battaglia contro i suoi istinti autodistruttivi, e anzi lotta con le unghie e i denti per la propria dignità di essere umano (si veda la saga di Cybersix, pubblicata dall’Eura Editoriale, con il confronto tra la stessa Cybersix e il suo padre/creatore, lo scienziato von Reichter, doppia immagine dell’Origine dell’Uomo Contemporaneo e della deriva dell’umanità protesa in una folle corsa a una scienza sempre più avanzata e disumana).
Domingo Mandrafina disegna da par suo l’epopea nera di questo Cavaliere post-moderno; il suo tratto caricaturale raggiunge straordinari vertici di espressività nel ritrarre una umanità che va perdendo ogni residuo brandello di virtù, che si va facendo caricatura di sé stessa. Le tavole alternano la farsa al dramma, la rappresentazione allegorica al ritratto documentario, fornendo il miglior compendio della ricchezza narrativa del testo di Trillo e rivaleggiando con l’umanità non meno moralmente deforme di un’altra saga illustrata per i testi di Carlos Trillo: Spaghetti Bros, anche questa pubblicata dall’Eura Editoriale.
Diversamente da (quasi) tutte le historietas di cui abbiamo parlato su uBC in questi anni, Il Cavalier di Gommasgonfia non è stato pubblicato a suo tempo dall’Eura Editoriale: apparve infatti sulle pagine dell’Eternauta, rivista antologica mensile pubblicata dalla casa editrice Edizione Produzione Cartoon (EPC) e, in séguito, dalla Comic Art. La miniserie di Trillo e Mandrafina debuttò nel numero 46, pubblicato ad aprile 1986, ma venne interrotta dopo il terzo episodio, restando incompiuta.
La versione completa, recensita in questo articolo, apparve in volume nel 2000 e costituiva la seconda – e ultima – uscita dell’effimera collana Obladà pubblicata dall’editore Mare Nero, dedicata al fumetto d’autore.

