Mister No 1977

Mister No: 1977

Le recensioni di tutte le storie di Mister No pubblicate nel 1977

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Nel 1977, terzo anno di pubblicazioni della collana di Mister No, iniziano inevitabilmente ad essere necessari dei contributi di nuovi sceneggiatori che si possano alternare al creatore Guido Nolitta che, ricordiamo, nello stesso periodo scriveva anche Zagor e anonimamente Tex. È stata estemporanea la collaborazione di Andrea Mantelli, solitamente sceneggiatore per le riviste dell’Eura Editoriale,  mentre è molto più corposa – in termini quantitativi e soprattutto qualitativi – quella di Alfredo Castelli, che diventerà ben presto una delle colonne della casa editrice, soprattutto con Martin Mystère.

Ai disegni si consuma l’addio di Franco Donatelli che da quel momento si dedicherà esclusivamente a Zagor, mentre arriva sulla testata Vincenzo Monti, destinato però ben presto a passare su Tex.

La storia più riuscita dell’anno, realizzata da Nolitta e Roberto Diso, è senz’altro Atlantico, con Mister No al fianco dei pescatori jangadeiros in una memorabile avventura oceanica; ma anche la cruda I cacciatori di teste, sempre disegnata da Diso, contiene alcune sequenze memorabili.

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Mister No 20-21 “Evasione!”
di Guido Nolitta / Andrea Mantelli & Franco Donatelli
Gennaio-Febbraio 1977

Prima storia di Mister No non interamente scritta da Guido Nolitta, che nell’occasione collabora con Andrea Mantelli, che rivedremo sulla collana esclusivamente con un soggetto poi realizzato da altri autori alla fine della serie regolare, quasi trent’anni dopo. 

Il cambio di penna, associato alla matita di Franco Donatelli, all’ultima prova su Mister No, non rende particolarmente riuscita questa storia in cui Jerry, ingenuo come di consueto, viene trascinato a causa di una scommessa da due tipacci, Tony e Dick, sui monti Luzia, dove si rende suo malgrado complice dell’evasione del pregiudicato Franz Keller.

I tre costringono Mister No a partecipare alla sanguinosa rapina ad un portavalori. Al confine tra Brasile e Paraguay il piper di Jerry viene identificato e i malfattori decidono di liberarsi del pilota per spostarsi per via fluviale. Ovviamente Mister No non è d’accordo a fungere da vittima sacrificale e, dopo essere sfuggito alla polizia sulle sue tracce, riesce a chiudere i conti con la banda di rapinatori in una lunga sequenza d’azione sul Paranà.

Una storia che non spicca per brillantezza, e a cui non basta presentare tutti i classici stilemi della serie: dall’introduzione umoristica all’ingenuità di Mister No – causata anche dalle troppe bottiglie ingurgitate – per rimanere nella memoria dei lettori.

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Mister No 22-24 “Destinazione Haiti”
di Alfredo Castelli & Franco Bignotti
Marzo-Maggio 1979

Di tutt’altro livello è il debutto di Alfredo Castelli che, coadiuvato da Franco Bignotti, realizza un piccolo gioiello ambientato sull’isola di Haiti. Imbrogliato dall’ennesimo cliente, Mister No si ritrova bloccato a Caracas dove incontra Collins, suo antico commilitone che gli aveva salvato la vita in guerra. In preda ad una grande agitazione, Collins muore ben presto senza motivi apparentemente plausibili; Mister No in debito con l’amico decide di recarsi dalla moglie Genevieve ad Haiti, anche a causa dei terribili incubi che iniziano a tormentarlo. 

Sull’isola tropicale Mister No si ritrova incastrato tra le prepotenze dei Tontons Macoutes, la polizia personale del presidente, e ancestrali riti vudu. Sulle tracce di un carico d’armi, ricattato dal crudele colonnello Kovacs, Mister No riesce ad infiltrarsi tra le forze ribelli, comandate proprio da Genevieve. Dopo una serie di disavventure Mister No dimostrerà di essere più forte di tutte le maledizioni vudu e del corrotto Kovacs. 

Bella storia realizzata da Castelli e Bignotti grazie alle riuscite caratterizzazioni dei personaggi, dal tossicodipendente Kovacs alla coraggiosa Genevieve fino ai tanti stregoni vudu, con vivide rappresentazioni dei deliri patiti dal povero Mister No.

La short review nella rubrica anni ’70

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Mister No 24-26 “Atlantico”
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Maggio-Luglio 1977

Splendida storia di Nolitta e Diso ambientata sulla costa del nord-est brasiliano dell’Oceano Atlantico tra i jangadeiros, romantici pescatori che devono subire le angherie dei pescherecci di una multinazionale statunitense. Mister No sceglie immediatamente da che parte schierarsi, affrontando killer esperti di arti marziali e le pressioni delle mafia italo-americana, rifiutando ancora una volta coscientemente il way of life capitalistico, nella realistica caratterizzazione di Nolitta.

Splendidi gli scorci marittimi tratteggiati da un Roberto Diso in grande forma, con le fragili jangadas che solcano l’oceano condotte mirabilmente dagli eroici pescatori brasiliani.

La scheda sul sito storico

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Mister No 27-28 “Chi ha visto Carlos Gomez?”
di Guido Nolitta & Franco Bignotti
Agosto-Settembre 1977

Classica storia gialla ambientata tra i cercatori di diamanti venezuelani, con un intrigo che vede diversi detective privati, colombiani e venezuelani, sulle tracce del misterioso Carlos Gomez – nipote del ricchissimo Galindo – in una vera e propria caccia all’uomo che si conclude a El Milagro, sui monti Guaniamo.

Nolitta, ben coadiuvato dall‘ottima matita di Bignotti, si sofferma a lungo sulle condizioni di vita particolarmente dure nelle bulle, le miniere a cielo aperto, cui Mister No si adatta eroicamente durante l’indagine, lavorando anche come minatore. La sua iniziale affinità con il detective Brandao che lo ha assunto e che accompagna su e giù per il Venezuela è destinata a terminare bruscamente: e tra colpi di scena vari, tra cui una storia d’amore tra il fuggitivo Carlos e la bella Cristina, vengono svelati tutti i mister tra le balsas del Rio Caron.

Gli scenari amazzonici sono tratteggiati perfettamente da Bignotti, in un’avventura con un buon ritmo, come di consueto introdotta da sequenze divertenti e che lentamente vira verso toni più drammatici, con tante scene d’azione e svolte inattese della trama.

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Mister No 29-30 “La città misteriosa”
di Alfredo Castelli & Vincenzo Monti
Ottobre-Novembre 1977

La seconda storia scritta da Alfredo Castelli vede il debutto sulla serie del disegnatore milanese Vincenzo Monti, destinato ad una lunga collaborazione con la casa editrice, prevalentemente su Tex.

Ambientata tra la foresta amazzonica e l’Argentina, l’avventura realizzata da Castelli e Monti ha un inizio intrigante, uno sviluppo avvincente e una conclusione che non soddisfa appieno le aspettative create, anche se rappresenta un bel pugno nello stomaco del lettore a colpi di realpolitik.

Mister No scopre una città misteriosa in piena Amazzonia, completamente deserta, e si ritrova in mezzo ad un intrigo internazionale, che prefigura la tentata preparazione di un attentato politico in Argentina tra controspionaggio e forze di opposizione.

Notevole il personaggio di Delia, affascinante agente segreta, che finge la propria morte per spingere l’innamorato Mister No a collaborare con i servizi nel ritrovare la città misteriosa. Un personaggio azzeccato che tornerà più volte con ruoli differenti, ma la cui presenza non porterà mai buone novelle per il nostro eroe.

La short review nella rubrica Anni ’70

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Mister No 30-31 “El Loco”
di Alfredo Castelli & Franco Bignotti
Novembre-Dicembre 1977

Dopo essere sopravvissuto alla gelosia immotivata del giovane Thomas Texeira, Mister No si ritrova a Bogotà, in Colombia, dove conosce la bella Beatriz Cifuentes che lo introduce nelle contraddizioni colombiane, tra un’opprimente dittatura e la violenza quotidiana dei bandoleros. Uno dei condottieri di questi banditi, l’intraprendente El Loco, architetta il furto del piper di Mister No, dotandolo di una mitragliatrice per colpire dall’alto.

Storia tutta azione con duello aereo finale, particolarmente convulso – con in palio il destino della bella Beatriz – e che si conclude in maniera ovvia, nonostante le importanti protezioni politiche di cui può godere El Loco.

Particolarmente ben riusciti i disegni di Bignotti, sia delle feste tradizionali colombiane che dei paesaggi e delle foreste intorno a Bogotà.

Il finale è veramente inedito, con Mister No che per una volta viene abbandonato dalla bella di turno.

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Mister No 31-33 “I cacciatori di teste”
di Guido Nolitta & Roberto Diso
Dicembre 1977-Febbraio 1978

Mister No si ritrova in Colombia anche nella storia successiva: bloccato per un guasto al suo piper, viene assunto dall’antiquario Murdock per un’escursione nella foresta a caccia di tsantsas, le teste mummificate prodotte dagli indios Jivaros dell’Ecuador, ferocissimi guerrieri sempre in guerra con le tribù vicine.

In compagnia di Daniel (il giovane fratello dell’antiquario che lo ha assunto), Mister No si inoltra nella foresta dove lo aspettano alcune esperienze al limite, superate grazie anche all’arrivo dell’ambiguo mercante Becherra. Raggiunti i Jivaros, Mister No apprende con sollievo che il periodo di pace tra le tribù della foresta, che dura ormai da tempo, non consente il macabro approvvigionamento. Sarà purtroppo proprio la sete di denaro dell’uomo bianco a far compiere ai Jivaros una nuova ultima scorreria per poter avere nuove tsantsas scatenando la vendetta degli Aguaruna, tribù loro rivale. Solo Mister No riesce a sopravvivere all’attacco indigeno, quasi miracolosamente, portandosi dietro un macabro trofeo da consegnare all’avido antiquario Murdock, in uno dei finali più scioccanti dell’intera collana. 

Particolarmente riuscite le sequenze dei riti degli indios e il crescendo narrativo con la tragedia finale. Di nuovo ottimi i disegni di un Diso in grande forma.

LE ANNATE DI MISTER NO

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