Martin Mystère 442

Martin Mystère n.421-422
Realtà apparente vs. realtà vera

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La sottile arte del controllo delle masse si avvale oggi di strumenti tecnicamente sempre più all’avanguardia: il ricorso al deepfake consente di generare immagini, suoni e filmati di notevole qualità, al limite dell’indistinguibilità rispetto alle controparti reali.
In senso più lato, l’invasione di fake news (le classiche “bufale”) non fa che alimentare gli istinti più morbosi, pruriginosi e belluini di una certa qual porzione di quelle “masse” di cui sopra, con risultati che, al pari di deflagrazioni nucleari, negli ultimi anni hanno ripetutamente sconquassato i delicati equilibri geopolitici a livello globale – dalla Brexit al Pizzagate, all’assalto a Capitol Hill.

Francesco Matteuzzi ha ben saputo giocare su tale registro, offrendo una descrizione, limitata ma efficace, della fenomenologia del complottismo (ma non solo) per bocca di vari personaggi che, loro malgrado, si sono ritrovati vittime di quelle che in gergo vengono chiamate “shitstorms”, e che a conti fatti sono gogne mediatiche multilivello che crescono e si affermano ovunque nel globo a velocità praticamente istantanea.
Per sua sfortuna, il BVZM viene a trovarsi nell’occhio di questo ciclone mediatico a causa di un certo video “compromettente”, e come da copione tutto il suo mondo professionale cade immediatamente a pezzi (chi ha detto Hollywood?). La tensione che monta nella prima parte di questa storia doppia è capace di tenere il lettore con il fiato sospeso, dato che il “mostro” che ruggisce contro Martin, Diana e Java è reale, più che realistico – e ogni giorno le nostre vite, attraverso i devices che ci accompagnano ormai costantemente, ne vivono una dimensione quantomeno di tangenza.
Le conseguenze per il nostro sono poco meno che disastrose, con il suo appartamento a Washington Mews che viene messo a ferro e fuoco da una folla proteiforme e accecata dall’ira. Purtroppo la sequenza non può essere derubricata come “eccessiva”, stanti appunto i numerosi casi di ingiustificata violenza collettiva di cui noi stessi abbiamo avuto notizia, da parte di soggetti che si sono scagliati lancia in resta verso questo o quell’altro bersaglio, ma senza aver mai controllato se le notizie che venivano loro sparate in faccia per aizzarli fossero o meno fondate.

L’autore ricorda comunque che l’impianto è quello di una storia del Detective dell’Impossibile, per cui la seconda parte deve necessariamente muoversi verso un (relativo) scioglimento della questione, e stavolta il suo compagno di avventura sarà il fido Travis: un lungo viaggio on the road li porterà a ricongiungere i pezzi del puzzle, fino a ricostruire (almeno in parte) la vicenda, così che alla fine l’universo narrativo mysteriano possa apparentemente tornare sui suoi consueti binari.
Twist finale a parte, è proprio la seconda metà della vicenda a calare di intensità. Laddove lo stato di smarrimento e stravolgimento mentale che attanaglia Martin rimane (comprensibilmente) pressoché inalterato, il resto della vicenda perde progressivamente di coerenza; il tentativo di gestire la suspence perde invero qualche colpo, e ciò si traduce anche in un paio di scivoloni in sede di sceneggiatura.

A fare gli onori grafici di casa è la colonna Gino Vercelli, che però ha sinceramente visto giorni migliori – la sua collaborazione con MM è infatti perlomeno trentennale. Il suo tratto è qui abbastanza pesante e legnoso, e le fisionomie dei personaggi ne risentono non poco. In aggiunta, la scansione delle tavole non presenta dinamismi di sorta, che pure avrebbero contribuito a convogliare un seppur minimo senso liberatorio nella lettura.

L’intento didascalico proprio della testata è stato anche questa volta rispettato. Da un lato è un bene che una tematica del genere sia stata trattata anche da un fumetto “mainstream”: lo stesso Martin ricorda una vicenda simile, ma c’è da dire che la “fabbrica di fake news” degli Uomini in Nero non mostrava alla fine che un minimo del potenziale distruttivo che è stato mostrato stavolta – usando gli stessi termini di prima, lì era “realistico”, qui è stato “reale”.
Scavando ancor di più nel passato, non è la prima volta che Martin sia stato (più o meno) direttamente chiamato a difendersi dagli strali della folla per accuse di omicidio, razzismo, o similia: uno spunto del genere risale addirittura agli albori della serie, per poi passare alla minaccia di matrice atlantidea rappresentata dagli Yahi, fino ad una vera e propria ammissione di colpevolezza. In nessuno di questi casi, però, uno scenario come quello attuale sarebbe stato anche solo lontanamente ipotizzabile.

Per converso, la fallacia di alcuni punti della trama ha in parte azzoppato l’efficacia del risultato finale. Resta solo da capire – con ben più di un brivido lungo la schiena – quali sviluppi potrà mai avere questo (ennesimo) filone mysteriano.

 

ARCHIMEDEMartin Mystère n.421 “Nemico del popolo”
Martin Mystère n.422 “Vero o falso?”

di Francesco Matteuzzi e Gino Vercelli
16x21cm, 96 pagine, b/n
Martin Mystère n.421, 4,90€
Martin Mystère n.422, 5,80€
Sergio Bonelli Editore, Marzo – Aprile 2025

Da sempre convinto sostenitore della massima mysteriana "L'importante non è sapere le cose, ma fare finta di averle sempre sapute"

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