“Jim Hawkins. Intégrale”
di Sébastien Vastra

La rilettura moderna di un classico della letteratura

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La prima reazione è stata svogliata: «Vabbé, scopiazza Blacksad». La pubblicazione dell’integrale ha permesso di rettificare un’impressione frettolosa e ingiustificata. Scorrendo le pagine di Jim Hawkins, rilettura personale e fedele fatta da Sébastien Vastra dell’eterna Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, il rimando a Juanjo Guarnido è inevitabile, ma non dice tutto: forse che, dopo di lui, non è più possibile disegnare animali antropomorfi?

La lezione dello spagnolo si vede e si apprezza nell’esagerazione dei gesti e della prospettiva che il disegno animale concede, un’amplificazione che è forse la caratteristica intrinseca dei comics americani e che permette di modernizzare e rendere dinamica la rappresentazione non solo della storia, ma della violenza non taciuta del racconto originale.

E certo, film che hanno plasmato – lo si voglia o no – l’immaginario moderno dei briganti del mare come Pirati dei Caraibi hanno lasciato il segno anche qui: l’arrivo del vecchio filibustiere Bill preceduto da ben sei pagine di fantasticherie del giovane Hawkins…

le indicazioni della mappa del tesoro contenute in un codice alfabetico assente nel romanzo, manco Flint fosse Sherlock Holmes (così come assente è il rito di passaggio che vede Jim sposato al mare dopo aver salvato un marinaio intrappolato dalla tempesta nelle corde delle vele con salti che nemmeno l’Uomo Ragno)…
e infine se, per arrivare al tesoro, si passa per tranelli e ostacoli degni di Indiana Jones o dei Goonies.

Ma sono peccati veniali, riscontrabili in tutti i rifacimenti cinematografici odierni dei classici ottocenteschi, dai Tre moschettieri al Conte di Montecristo.

E d’altronde il titolo è chiaro: Jim Hawkins, non L’isola del tesoro. E a Vastra siamo grati, perché così facendo ci fa letteralmente sentire la furia del mare, il calore degli spazi angusti dell’Hispaniola, l’angoscia dilatata in sei pagine dell’attacco al fortino, ma soprattutto la paura di fronte all’incedere di Flint e del suo secondo, il pirata Long John Silver.

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