Doctor Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo

Doctor Strange
di Jason Aaron e Chris Bachalo

Gli Ultimi Giorni della Magia

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Dopo Il giuramento di Vaughan & Martín, il nuovo percorso di Doctor Strange passa per la penna di Jason Aaron e i disegni di Chris Bachalo. Il duo è chiamato a tradurre il misticismo dell’eroe in vortici visivi, labirinti di dettagli e creature disturbanti e al contempo bilanciare tematiche epiche con un approccio umano e introspettivo ai personaggi.

Un mondo bizzarro, Divoratori di magia, L’arte del vomitare… senza vomitare, Una libbra di carne, Gli Ultimi Giorni della Magia

L’idea guida della run è che la magia abbia un costo concreto e tangibile e che ogni incantesimo logora corpo e mente. In questo scenario arrivano gli Empirikul, inquisitori determinati a cancellare dall’universo ogni forma di incanto. Aaron trasforma qui il classico conflitto eroe / villain in un’allegoria del fanatismo verso ciò che non si comprende e dell’intolleranza verso il diverso. La magia rappresenta quindi il caos e la meraviglia, l’Empirikul invece porta con sé aridità e distruzione. Mr. Misery, incarnazione dei dolori e delle ansie repressi, introduce un ulteriore livello di profondità al racconto con tematiche legate alla salute mentale e all’introspezione psicologica. Il dottor Stephen Strange di Aaron diventa così un eroe complesso, fragile, disposto al sacrificio e alla responsabilità.

La minaccia infatti non è soltanto fisica ma anche intima e viscerale. Aaron mostra il peso della magia sul corpo e sulla mente dei suoi personaggi. Strange paga infatti un prezzo non tanto di sangue ma piuttosto di dolore e usura. La sua lotta non ha i tratti dell’eroismo tradizionale, è più che altro un esercizio di resistenza in cui la vittoria nasce dalla capacità di sopportare. Al suo fianco ha due presenze fondamentali: Wong, che incarna la fedeltà silenziosa e pragmatica, e Zelma Stanton, nuova arrivata che, con il suo sguardo da profana, restituisce l’umanità del mago e diventa metronomo del lettore, aiutandolo a districarsi nel folle mondo di Strange. Insieme reggono il peso di una sfida che non può essere vinta da un solo individuo. L’epilogo assume così i contorni di un riscatto collettivo (vista anche la presenza di altri numerosi maghi e stregoni della comunità magica mondiale) che trova forza nelle ferite accumulate invece che nell’onnipotenza.

Questo riscatto collettivo non riguarda quindi soltanto Strange, ma un’intera comunità magica fragile e minacciata tanto quanto lui. Lo Stregone Supremo non combatte mai davvero da solo, ma come parte di una comunità magica fragile e minacciata tanto quanto lui. Dai maghi sparsi per il mondo fino agli alleati più fedeli, ogni personaggio porta il segno di una resistenza condivisa. L’idea che la magia sia un patrimonio comune, non il privilegio di un singolo, rende la battaglia contro gli Empirikul ancora più disperata e al tempo stesso più significativa. La caduta e la ricostruzione non riguardano soltanto Strange, ma un intero mondo che si aggrappa a quel che resta dei propri incanti.

Il parallelismo con il Thor scritto dallo stesso Aaron è evidente. Anche lì un dio depotenziato era costretto a ridefinirsi attraverso la perdita. Strange, come Thor, conserva ironia e sarcasmo ma è attraversato da un dolore che lo rende più fragile e umano e, di conseguenza, empaticamente più vicino al lettore.

Chris Bachalo, con il suo tratto psichedelico, rielabora Ditko in chiave moderna saturando le tavole di segni e movimento. La densità è a tratti eccessiva ma garantisce un impatto visivo unico. Le sue rappresentazioni dei mondi mistici sono intricate e immaginative e riescono ad offrire una visione unica delle dimensioni magiche. La violenza non è mai esplicita, non ci sono eccessi gore, ma la tensione psicologica e le immagini bastano a suggerire tormento.

Tra climax e anticlimax si arriva al gran finale di questa prima intensa parte, in cui la lotta per la sopravvivenza della magia non si conclude con trionfi assoluti bensì con un eroe provato e trasformato. Nonostante tie-in poco incisivi e una prima conclusione più orientata all’azione che alla riflessione, questa prima parte della gestione Aaron / Bachalo resta un passaggio decisivo e importante nella modernizzazione del personaggio.

Il nuovo volto della magia, Sangue nell’etere, Stato di tormento, I migliori super chirurghi del mondo, Col potere di Strange ti esorcizzo, Strano, più strano, e stranissimo!

Dopo il climax de Gli Ultimi Giorni della Magia, la serie non chiude i conti, ma si sposta sul terreno delle conseguenze. La magia è ridotta a brandelli e Stephen Strange non può più attingere agli incantesimi che lo avevano reso Stregone Supremo.

Nei capitoli Il nuovo volto della magia e Sangue nell’etere, lo vediamo affrontare avversari storici come Baron Mordo e Dormammu, pronti ad approfittare del vuoto lasciato dagli Empirikul. Tornano anche figure come Satana e altre entità mistiche, mentre Strange fatica a difendere la Terra senza il supporto della magia a pieno regime. Il tutto è narrato come una lunga astinenza in cui il protagonista sopravvive più con astuzia e ostinazione che con veri e propri incantesimi. In parallelo, la presenza di Zelma Stanton si rafforza: da bibliotecaria spaesata a compagna indispensabile, capace di portare sguardo razionale in un mondo devastato.

Nella parte successiva (Stato di tormento, I migliori super chirurghi del mondo, Col potere di Strange ti esorcizzo e Strano, più strano, e stranissimo!), Aaron si muove tra situazioni più surreali e grottesche. Strange è ormai consunto, ma non rinuncia a sarcasmo e improvvisazione. Deve chiedere aiuto ad altri maghi e guaritori, affrontare incubi che prendono forma e nemici minori che tornano a galla. La scrittura alterna momenti di horror psicologico a parentesi di humour nero, spingendo il personaggio ai limiti della sopportazione.

Sul piano visivo, Chris Bachalo rimane la presenza dominante: le sue tavole sono ricche di dettagli, cariche di personalità e immaginazione, con un impatto stilistico immediatamente riconoscibile che dona carisma e caratterizza profondamente il personaggio e il suo mondo. Ma in questa seconda parte diversi albi vedono anche la mano di altri disegnatori capaci di inserirsi con stile: Leonardo Romero, con un segno più ruvido; Kevin Nowlan, caratterizzato da una eleganza visiva che rende più leggibili anche i momenti più intricati; e infine Cory Smith e Jorge Fornés, che contribuiscono a mantenere alta la qualità grafica della serie. Insieme formano un’alternanza che, pur meno omogenea, riflette bene la crisi magica in atto, dove ogni linea sospesa tra caos e controllo contribuisce al senso di precarietà e riscoperta di Strange.

Il risultato è un secondo atto meno epico rispetto alla prima parte, a tratti disomogeneo, ma comunque ricco di intuizioni. Strange viene mostrato come un uomo svuotato, segnato dalle perdite, e proprio per questo pronto a essere consegnato alle mani degli autori successivi. I due artisti riescono quindi a rinnovare lo Stregone senza tradirne le radici aprendo la strada alle interpretazioni successive, da Mark Waid in poi.

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