Avevo parlato, pochi giorni fa, della mia predilezione per i disegni di Alberto Salinas, che risaliva già ai primissimi numeri di Skorpio: l’avevo infatti “conosciuto” sulle pagine del n.3 della I annata, in cui aveva debuttato la serie Continente Nero scritta da Alfredo Grassi.
A dire il vero, tanto mi piacevano i disegni di questa serie – che descriveva il viaggio di una carovana condotta dalla guida boera Jan Kemp – quanto mi sembravano un po’ di “maniera” i testi, quasi una semplice trasposizione dalle pianure del Far West americano alle savane dell’Africa australe, con le tribù indigene (là i pellerossa, qui gli statuari zulù splendidamente resi da Salinas) che non vedono di buon occhio l’attraversamento dei loro territori da parte degli “invasori bianchi”. Abbastanza stereotipato, inoltre, mi sembrava il triangolo che si veniva a creare con due donne – la bionda Johanna, la mora Clarissa – entrambe innamorate di Jan, con la tragica morte della prima e vari episodi interlocutori pubblicati a distanza di settimane l’uno dall’altro.
Nell’episodio apparso in questo numero, invece, si cambiava finalmente un po’ marcia – o così sembrava: Jan riusciva infatti a sfidare e sconfiggere una coppia di rinnegati che cercavano di aizzare gli zulù contro la carovana (con la fornitura di armi e alcol… proprio come nel Far West, appunto).
Così sembrava… perché negli episodi successivi veniva riproposto nuovamente un “triangolo amoroso”, con l’arrivo della bionda Anna al posto della bionda Johanna (…), la gelosia di Clarissa ecc. ecc.
Nel 14° episodio, apparso sul n.28 di quell’annata, la guest star era… addirittura un dinosauro (…). “Domani la carovana di pionieri riprenderà il suo cammino”, recitava la didascalia conclusiva: ma la serie terminò proprio con quell’episodio – in modo “incompleto”, come molte historietas dell’epoca. Poche settimane prima, però, era iniziata un’altra serie firmata Grassi&Salinas: quindi mi consolai perché avrei comunque continuato a gustarmi quei disegni che tanto mi piacevano. Ne parlerò presto.
