In questo articolo analizzeremo l’ultimo periodo della collana di Capitan America gestito dallo sceneggiatore Mark Gruenwald.
Tuttavia, il primo numero datato 1994 (Captain America 423) non è scritto dal “depositario” della continuity Marvel bensì da colui che era succeduto a Stan Lee nella carica di editor-in-chief della casa editrice: l’autore di tante serie di successo Roy Thomas. Curiosamente, questa storia fu pubblicata in un periodo in cui si vociferava di una nuova serie regolare dedicata agli Invasori (il super-gruppo ideato proprio da Thomas e che agiva durante la Seconda Guerra Mondiale). Non so se il progetto, a suo tempo, sia saltato oppure sia stato solo messo da parte per dar maggior risalto agli avvenimenti che si vedranno nei mesi a venire sulla collana di Capitan America, fatto sta che, con il contributo di un M.C. Wyman mai così “kirbyano” nei disegni, in questo one-shot abbiamo la possibilità di leggere un’ottima storia legata al Cap degli anni ’40. Si tratta di un vero e proprio inserto di continuity in cui viene aggiunto un nuovo tassello all’Universo Marvel: il primo incontro fra Capitan America e Namor, il Sub-Mariner!
Anche Captain America 424 è una storia a sé stante, un piccolo gioiellino di Mark Gruenwald disegnato da Phil Gosier. La trama ruota attorno al personaggio di Sidewinder, il supercriminale che aveva fondato la Società dei Serpenti, e a sua figlia Amelia che deve affrontare una delicata e costosissima operazione chirurgica.
Capitan America fa in modo che la piccola possa ricevere l’assistenza medica necessaria in cambio della decisione di Sidewinder di costituirsi e affrontare un processo per i suoi crimini. Una storia molto toccante e piena di buoni sentimenti.
Con il numero successivo, Captain America 425 del marzo 1994, Gruenwald scaglia Steve Rogers in un’altra saga simbolo degli anni ’90, composta da 12 capitoli più un epilogo: L’ultimo combattimento. Dopo l’abbandono di Rik Levins, debutta sulla collana il “muscolare” Dave Hoover, che la disegnerà praticamente ininterrottamente fino al numero 443.
Così Gruenwald presenta questa storyline in un’intervista del 1994 rilasciata al mensile Prewiew:
“Di recente, mi sono reso conto che Cap non ha seri problemi personali sin da quando, su Captain America 350, gli ho restituito la sua uniforme originale. I suoi amici hanno avuto dei guai. È vero, ha avuto una droga, l’Ice, nel suo sistema circolatorio per sei storie. Ma tutti i problemi che ha avuto sono venuti da forze esterne. Non mi sono concentrato sull’uomo… Perciò ho pensato che fosse ora di vedere la sua reazione a un cambiamento che influisse sulla sua persona: dopo anni e anni di interminabili battaglie, Capitan America ha superato i limiti di potenzialità del siero del super-soldato che gli ha permesso di stare in forma smagliante tanto a lungo. Ho pensato che il siero fosse stato studiato per dare potere al super-soldato solo per il tempo sufficiente a finire la Seconda Guerra Mondiale.
Ma quanto tempo sarebbe occorso per vincere la guerra? Un paio di anni? Qualunque fosse il limite, Cap lo ha già passato da tempo. Nel numero 425, comincia a sperimentare stanchezza e perdita di agilità e scopre che esse sono dovute al fatto che il siero del super-soldato si sta deteriorando… Se continuerà a tenere il ritmo attuale, resterà completamente paralizzato entro la fine dell’anno. L’alternativa sarebbe di ritornare a livelli di attività normali, non atletici e vivere per molti anni. In altre parole, in un giorno, Cap sforza il suo corpo più di quanto una persona normale faccia in un mese. Di conseguenza, sta usando gli effetti del siero a una velocità 30 volte superiore alla norma… Questo gli dà molti motivi di ripensare alla sua vita.
Gli eventi lo spingeranno a una decisione immediata: c’è infatti in giro un nuovo Super-Patriota che lo diffama. In passato, questa era l’identità di John Walker (l’attuale U.S.Agent). Walker, pur usando a volte dei metodi discutibili, possiede però sia senso dell’onore che patriottismo – per quanto diversi da quelli di Cap. Il patriottismo del nuovo Super-Patriota potrebbe invece essere finto… Oltretutto, questi si è alleato con un uomo chiamato Dead Ringer, che può imitare i poteri e le abilità dei morti dopo averli toccati nella tomba. Inoltre, Cap avrà altre preoccupazioni con la sua ragazza, Diamante, che in passato ha ucciso la supercriminale Snapdragon e che ora deve discolparsi.
Steve Rogers valuterà anche la possibilità di trovare un rimpiazzo appena si accorgerà di non essere più all’altezza. Così, si domanderà se la leggenda di Capitan America debba finire con lui oppure, nel caso debba continuare, da chi potrebbe farsi sostituire. Finora, Cap non ha mai avuto l’opportunità di scegliersi un sostituto – questa scelta è infatti sempre stata una prerogativa del Governo – ma adesso, nelle circostanze più sfortunate immaginabili, avrà la possibilità di farlo.
Amo questo personaggio. È uno degli archetipi del genere supereroico, il self-made man per eccellenza. E questo perché, dopo che gli venne iniettato il siero del super-soldato, Cap ebbe la costanza di continuare ad allenarsi per rimanere al top della forma.
Nel mondo dei fumetti ci sono altri supereroi che si sono costruiti da soli ma spesso hanno scopi oscuri, mentre Capitan America è il personaggio con le motivazioni più pure. Ed è davvero bellissimo poter narrare le avventure di un altruista come lui, rendendolo allo stesso tempo credibile. Gli ideali che Cap rappresenta, inoltre, non sono affatto obsoleti. Gli ideali sono ideali. Mentre i concetti socioeconomici possono cambiare, gli ideali dei Padri Fondatori americani rimangono basati sui grandi principi della società greca e di chissà quante altre civiltà. Diritti umani fondamentali quali la vita, la libertà, la ricerca della felicità sono eterni”.
E così inizia la saga L’ultimo combattimento. Cap scopre che il siero del super-soldato autoriprodottosi nel suo organismo dopo la trasfusione completa del sangue avvenuta al termine della storyline Veleno nelle strade (del 1990) si sta rivoltando contro di lui.
Il suo attuale livello di attività fisica gli causerà una paralisi totale nell’arco di un anno, ponendo Steve di fronte alla scelta di ritirarsi immediatamente dall’attività di supereroe o di proseguire per un altro anno con grave rischio per sé stesso. Proprio quando comincia a rendersi conto della gravità di questa situazione, un nuovo Super-Patriota compare per ostacolare Capitan America, tentando di incolparlo per illeciti mai commessi con l’aiuto di un altro supercriminale, Dead Ringer, che possiede la straordinaria abilità nota come “necromimetismo”, può cioè trasformarsi e assumere le caratteristiche di qualunque defunto, semplicemente toccandone i resti. Nel corso degli episodi, Cap riesce a sconfiggere, anche se con estrema difficoltà, sia il Super-Patriota che Dead Ringer, rimanendo enormemente spossato al termine di ogni confronto.
Immediatamente dopo, in Captain America 428 del giugno 1994, il Vendicatore a stelle strisce si trova nuovamente in serie difficoltà quando viene sconfitto da un altro nuovo avversario ispirato da un malsano patriottismo, l’Americop, un ex agente di polizia disilluso, che ha deciso di condurre la sua personale guerra al crimine uccidendo i malfattori per impedire loro di sfuggire alla giusta punizione approfittando delle crepe presenti nel sistema giudiziario americano. Al termine del loro primo scontro, Capitan America rimane temporaneamente paralizzato e in balìa del vigilante, che si dà alla fuga quando sulla scena del combattimento giunge la vera polizia.
Dopo uno scontro con l’organizzazione criminale gestita da Angela Golden (conosciuta come Golddigger) e Damon Dran, che rapivano dei bambini per rivenderli a caro prezzo, le condizioni di Cap peggiorano visibilmente e su Captain America 431 (settembre 1994) Steve incarica Fabian (l’inventore che fa parte del suo staff di supporto) di confezionargli un giubbotto tattico dotato di vari gadget da combattimento, nella speranza che lo aiuti in caso di emergenza. Con questo nuovo equipaggiamento, il Capitano riesce anche a combattere contro il suo vecchio nemico barone Helmut Zemo, grazie all’aiuto di Diamante e di una nuova eroina: Spirito Libero (la giovane Cathy Webster, sottopostasi a un processo di potenziamento). Al termine di questa avventura contro Zemo, per vari motivi – tra i quali il fatto di considerarsi troppo “cattiva” rispetto a Steve – Diamante decide di allontanarsi dalla vita di Cap (Captain America 433 del novembre 1994).
La saga L’ultimo combattimento si conclude con un nuovo, feroce scontro con la Società dei Serpenti e Mister Hyde (da sempre alleato del Cobra), che vede l’esordio (dopo quello di Spirito Libero) di un altro giovane eroe: Jack Flag. Capitan America riesce a sopravvivere a malapena, viene colpito da un’ennesima paralisi, questa volta non solo temporanea, e finisce in coma per arresto cardiaco. Viene quindi soccorso da Hank Pym, nei panni del Vendicatore Giant Man, che lo riporta alla base del gruppo.
In Captain America 437 del marzo 1995, mentre è in coma, Steve Rogers si aggrappa alla vita sognando le avventure passate con Bucky Barnes e alcune delle sue battaglie più memorabili con il Teschio Rosso (riprese da Captain America Comics 1, Tales of Suspense 65, Tales of Suspense 80 e Captain America 300). Grazie in parte a Iron Man – che con un elmetto cibernetico riesce a entrare nel suo subconscio – e in parte alla sua volontà di non arrendersi, Cap decide di voler continuare a vivere. Quando si risveglia alla base dei Vendicatori, Iron Man e Giant Man gli comunicano una brutta notizia: il suo corpo è ormai paralizzato dal collo in giù e il prossimo infarto causato dal siero potrebbe essergli fatale. Nel frattempo, altrove, Arnim Zola informa il Teschio Rosso che un difetto nel siero del super-soldato può essere responsabile della situazione fisica di Capitan America. Poiché il Teschio Rosso “abita” in un corpo clonato da quello di Cap (come visto in Captain America 300), potrebbe essere suscettibile a questo stesso difetto. Il Teschio Rosso ordina allo scienziato di trovare una cura, sottolineando quanto sia fondamentale che egli sopravviva alla sua nemesi!
Terminata questa saga, la storia prosegue senza soluzione di continuità. In Captain America 438, Mark Gruenwald e Dave Hoover rinnovano il look del personaggio, allineandolo alle mode estetiche dei fumetti di supereroi dell’epoca. Con il corpo ormai completamente inabile, Steve Rogers viene dotato di impianti cibernetici e di un’armatura volante creata da Iron Man e Giant Man, con la quale può continuare a combattere per il poco tempo che gli rimane. Infatti, anche con questi potenziamenti, nulla potrà salvare Capitan America la prossima volta che il suo cuore cederà.
Le sue missioni successive lo portano prima nella capitale Washington ad affrontare il suo vecchio nemico Spezzabandiera e la sua organizzazione sovversiva U.L.T.I.M.A.T.U.M., e poi allo scontro finale con Dead Ringer e il nuovo Super-Patriota (Captain America 439).
I successivi numeri 440 e 441 fanno parte di un crossover con la collana dei Vendicatori intitolato Assalto all’A.I.M., che vede Capitan America affiancato da Falcon, Spirito Libero e Jack Flag, intenzionati a fermare la creazione di un nuovo Cubo Cosmico, mentre Captain America 442 presenta una storia interlocutoria che vede l’apparizione di Hauptmann Deutschland (l’omologo tedesco di Capitan America) e di un misterioso assassino di supereroi della Golden Age.
Su Steve Rogers, però, pende una morte annunciata. Alla fine, l’epoca del Capitano con l’Armatura si conclude con Captain America 443 del settembre 1995, intitolato Ultimi bagliori di un crepuscolo, l’ultimo del decennale ciclo di Mark Gruenwald, anche questo illustrato da Dave Hoover e dedicato alla madre dello sceneggiatore.
Il supereroe nativo americano dai poteri mistici Corvo Nero, che avevamo conosciuto nel numero 292 (gennaio 1984), fa visita a Capitan America per informarlo di aver avuto una visione secondo la quale al Vendicatore a stelle e strisce restano solo 24 ore di vita, poiché la degenerazione del siero del super-soldato gli fermerà il cuore. Pronto a morire, Steve Rogers decide di chiude alcuni nodi in sospeso con alleati e nemici. Dopo aver salutato per l’ultima volta Fabian, Moonhunter, Spirito Libero, Jack Flag, Falcon e il suo vecchio amico Arnie Roth che sta morendo in ospedale per un cancro alle ossa, fa visita a Crossbones in prigione per verificare se sia disposto ad ammettere di avere anche lui dei sentimenti. Il criminale si dimostra però poco collaborativo, il che porta Cap a riflettere su un altro suo rimpianto: non essere riuscito a convincere nessuno dei suoi nemici a redimersi. Stranamente, quando torna alla base dei Vendicatori, è Batroc il Saltatore (uno dei suoi più antichi avversari dagli anni ’60) la persona con cui finisce per trascorrere le sue ultime ore di veglia.
Batroc era venuto per indagare sull’assassino del suo compagno Machete, ed è deluso nello scoprire che Capitan America se n’era già occupato di recente. Quando scopre che il suo rivale sta morendo, esprime le sue sincere condoglianze e il suo rammarico, e riesce quasi a convincere Cap che almeno uno dei suoi avversari può essere pronto a cambiare in meglio. Poi Cap va nella sua camera, si distende nel proprio letto ancora avvolto dall’armatura e chiude gli occhi. Qualche ora dopo il fidato maggiordomo, Jarvis, entra nella stanza e, trovandosi davanti a un corpo freddo che non respira, chiama gli altri Vendicatori. Quando essi giungono nella camera, trovano l’armatura vuota: il corpo di Steve Rogers è misteriosamente scomparso! Cosa è successo???
Con questo mistero Mark Gruenwald saluta il personaggio (e con lui i lettori), rimanendo però come curatore della testata al fianco di Ralph Macchio. Ecco cosa scrisse nella pagina della posta:
“Ci siamo. Il mio ultimo numero di Captain America. Cap è stato il mio compagno costante per gli ultimi 10 anni e insieme abbiamo vissuto 137 storie. Un bel po’ – infatti sono 127 in più di quelle scritte dal co-creatore di Cap, Joe Simon; 112 in più del suo altro co-creatore, Jack Kirby; 52 in più di quelle scritte dal suo rivitalizzatore, Stan Lee; e 102 in più di quelle dei due altri scrittori con i record maggiori (J.M. DeMatteis e Steve Englehart). Ma ho squadernato queste statistiche solo per dimostrare il mio impegno verso il Discobolo.
Se c’è un eroe dei fumetti di cui si possono raccontare molte storie, quello è Cap, e mi era sempre parso strano che nessuno scrittore fosse stato capace di seguirlo a lungo. Io volevo riuscirci. Oltre a questo, quando iniziai a scrivere Captain America con il numero 307 del luglio 1985, avevo due altre mete. La prima era personale: rimanere a bordo finché non avessi esaurito tutte le idee iniziali per poi essere in grado di svilupparne di nuove una volta entrato in confidenza con il personaggio. Fino ad allora, non ero infatti mai riuscito a rimanere tanto a lungo su una collana da poterlo fare. La mia seconda meta era professionale: volevo lasciare l’albo in condizioni migliori di quelle in cui l’avevo trovato. Soprattutto a causa del fatto che nessuno scrittore era riuscito a occuparsene per più di pochi anni, vari aspetti della vita di Cap non erano stati affatto sviluppati. […] Capitano, sono contento di averti conosciuto in questo modo”.
Pochi mesi dopo, il 12 agosto 1996, i suoi amici e colleghi ricevettero una triste telefonata: Mark Gruenwald era morto. In molti non vi credettero: sia per la sua giovane età (43 anni), sia perché egli era famoso per gli scherzi con cui tormentava la redazione. Tanti pensarono che fosse la sua ennesima burla. Purtroppo, la notizia era vera. Gruenwald se n’era andato nella sua casa di Pawling, New York, per un infarto dovuto a un difetto congenito mai diagnosticato. Seguendo le sue volontà, fu cremato e le sue ceneri mescolate all’inchiostro usato per la stampa della prima raccolta in volume della maxiserie Lo Squadrone Supremo, uno dei capolavori di Mark Gruenwald scritto nel 1985, ma ancora oggi modernissimo.
(continua)
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