La mia predilezione per i Tascabili BUR dei Peanuts dedicati al bracchetto Snoopy (di cui ho parlato negli episodi precedenti di questa rubrica) non mi faceva dimenticare che, in teoria, il “personaggio principale” del fumetto di Schulz era invece Charlie Brown… grazie anche a volumi come quello che segnalo oggi, in cui il carattere di “eterno perdente” del bambino con la testa rotonda era evidenziato tramite uno dei tormentoni indimenticabili che lo perseguitavano: l’incapacità di far volare un aquilone.
Certo, all’epoca – avevo una dozzina d’anni – NON capivo come mai Charlie non riusciva a far volare l’aquilone, oppure perdeva tutte le partite di baseball che disputava, o ancora non riusciva mai a calciare il pallone che l’ineffabile Lucy gli toglieva all’ultimo momento (ne ho parlato per la prima volta qui), per non parlare poi dei suoi insuccessi con la ragazzina dai capelli rossi… ma a poco a poco iniziavo ad apprezzare le minime varianti che l’autore apportava alle sue strisce per rendere credibili le eterne, ripetute “disfatte” del protagonista, ad esempio inserendo la figura dell’albero cannibale mangia-aquiloni come mostrato in quarta di copertina.
Nonostante il titolo, però, non tutto il volume era dedicato alla lotta tra Charlie, gli aquiloni e gli alberi (con l’apporto, spesso dissacrante, degli altri personaggi): Snoopy, pur apparendo solo a partire da pagina 39, era il protagonista di una spassosa mini-saga in cui la sua cuccia rischiava di essere abbattuta a causa della costruzione di un’autostrada e anche gli altri comprimari (Linus, Sally ecc.) facevano capolino in più occasioni.
Le gag con l’aquilone tornavano poi a partire da pagina 90, sempre più parossistiche e funamboliche ma mai stancanti, con quelle minime varianti di cui parlavo prima. L’ultima parola, comunque, spettava anche stavolta a Snoopy che, nell’ultima striscia del volume, chiudeva alla grande questa bella raccolta.
I Peanuts nella rubrica Collaterali in edicola
