Dylan Dog Color Fest n.55
“Cosa conosce la notte”

La recensione del Dylan Dog di Graziano Caminiti, Gigi Simeoni, Francesca Ciregia, Barbara Nosenzo, Giancarlo Marzano, Francesco Lo Manto, Francesco Pelosi, Stefano Cardoselli

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Quando meno te lo aspetti, ecco un Dylan Dog Color Fest che si legge con piacere.
Non che si gridi al capolavoro, ma tutte e tre le storie contenute nell’albo si rivelano, in vari gradi, racconti piacevoli e dignitosi — sorretti, peraltro, da comparti grafici che offrono soluzioni interessanti e, in alcuni casi, davvero riuscite.

La libertà espressiva che il formato concede ai disegnatori continua a produrre i suoi frutti migliori. Sul versante narrativo, invece, il bilancio è più in chiaroscuro. La brevità impedisce probabilmente ai tre racconti di emanciparsi del tutto da un certo schematismo, da una sorta di tirannia del cliché e della retorica; i meccanismi narrativi restano spesso prevedibili, e raramente le storie riescono davvero a sorprendere o a incidere con forza. E tuttavia (ed è questo il merito dell’albo), ciascuna a modo proprio, le tre storie evitano di trasformarsi in tristi timbrature di cartellino.

Il risultato è un Color Fest gradevole, più solido visivamente che narrativamente, ma capace comunque di guadagnarsi la sua ora di lettura.

Il Club di Mezzanotte
di Graziano Caminiti, Gigi Simeoni, Francesca Ciregia, Barbara Nosenzo

Sceneggiata da Gigi Simeoni a partire da un soggetto di Graziano Caminiti e disegnata da Francesca Ciregia con i colori di Barbara Nosenzo, Il Club di Mezzanotte resta la meno convincente delle tre storie. Il racconto parte bene: le premesse sembrano porre le basi per una storia capace di fondere splatter, horror metafisico e dramma umano, con un’idea di base che – per quanto retorica – avrebbe potuto aprire a sviluppi più inquieti e ambigui.

Purtroppo la trama prende presto una direzione fin troppo riconoscibile, ripiegando su una narrazione lineare e prevedibile, con una conclusione eccessivamente scontata e quel po’ di retorica di troppo che impedisce al racconto di salire di tono. Dopo poche pagine si intuisce già dove andrà a parare, e il tutto scorre senza particolari scarti o coinvolgimento emotivo, faticando a costruire personaggi con lo spessore necessario a trascinare il lettore nel dipanarsi dell’orrore.

Sul fronte grafico il discorso è più articolato. Il disegno di Francesca Ciregia — qui all’esordio sulla serie insieme a Barbara Nosenzo — è indubbiamente suggestivo: la gestione delle atmosfere, il mood ansiogeno e le situazioni cariche di tensione fisica e psicologica trovano una resa visiva efficace, con qualche incursione splatter ben calibrata che dà ritmo alle tavole. Eppure c’è un elemento che finisce per pesare sull’insieme: l’interpretazione che Ciregia offre di Dylan Dog lascia quanto meno perplessi. Il volto dell’Indagatore dell’Incubo risulta troppo cangiante e troppo spesso deforme, calamitando l’attenzione del lettore a detrimento del lavoro grafico complessivo.

Una lettura gradevole ma nulla più, che scivola via con una certa rapidità. Attendiamo Ciregia a un lavoro più curato sul protagonista, per poterne davvero apprezzare le indubbie doti.

Pioggia di novembre
di Giancarlo Marzano, Francesco Lo Manto

Scritto da Giancarlo Marzano e disegnato da Francesco Lo Manto, Pioggia di novembre è il racconto narrativamente più banale dell’albo, ma anche quello graficamente più notevole e stimolante. Lo Manto, al suo esordio su Dylan Dog, costruisce tavole dense e materiche, con una colorazione che insiste su rossi saturi e tonalità cupe: il risultato è un impatto visivo forte, quasi fisico, un funambolismo grafico capace — nonostante la debolezza della narrazione — di raggiungere i sentimenti e l’emotività del lettore, restituendo calore umano a personaggi altrimenti irrigiditi nel dovere dei ruoli loro assegnati.

Perché sul piano della scrittura il racconto fatica, e non poco. La storia di vendetta oltre la morte sceglie una strada didascalica e propagandistica: un marito cattivo, una moglie vittima, entrambi ridotti a santini piuttosto che a esseri umani.

La nobiltà di intenti non può essere un orizzonte artistico, e un racconto letterario non può ridursi a programma — per quanto il tema della violenza domestica e del possesso ossessivo resti dolorosamente attuale e l’intento sia comprensibile.

La narrazione rimane però schematica, senza particolari deviazioni dalla retorica già vista altrove, e Dylan stesso appare poco incisivo, spettatore passivo di ciò che accade.
Resta, intatto, l’incanto visivo dei disegni. Ed è già qualcosa.

Dolcetto o morsetto
di Francesco Pelosi, Stefano Cardoselli

È la storia complessivamente migliore e più equilibrata delle tre di questo Color Fest. I testi di Francesco Pelosi offrono un delicato — o forse sarebbe meglio dire “delicato” — divertissement: un racconto di formazione dove tre piccoli zombetti incontreranno il terribile Uomo Rosso e scopriranno quanto sia pericoloso il mondo lì fuori. La trovata del punto di vista ribaltato, il mondo osservato attraverso gli occhi di un gruppo di adolescenti zombificati, funziona grazie al tono leggero e al ritmo rapido della sceneggiatura, capace di mascherare alcune prevedibilità della trama senza che queste pesino davvero sulla lettura.

I disegni di Stefano Cardoselli traducono alla perfezione in narrazione visiva il mix di humour, splatter e ammiccante ribaltamento della realtà offerto dal racconto.

Il suo stile cartoonesco, deformato ed espressivo accompagna il tono giocoso della storia fornendone, probabilmente, la migliore interpretazione possibile del senso.

Ed è proprio questo il merito maggiore della storia: nella sua apparente semplicità, nel minimalismo della trovata, Dolcetto o morsetto riesce ad andare oltre la pura dimensione del gioco visivo e contenutistico, proponendo un divertito esempio di come la nostra immaginazione nutra il bisogno di costruire archetipi – e, su di essi, i miti necessari alla nostra vita mentale. Non è una storia memorabile nel senso classico del termine, ma è forse quella che, tra le tre, lascia qualcosa di più.

Abbiamo parlato di:

Dylan Dog Color Fest n. 55 – Cosa conosce la notte
Dylan Dog Color Fest n. 55Cosa conosce la notte
ContenutoTre storie
UscitaNovembre 2025
Prezzo7,90 €
EditoreSergio Bonelli Editore

Le storie

Il Club di MezzanotteSoggetto di Graziano Caminiti
Sceneggiatura di Gigi Simeoni
Disegni di Francesca Ciregia
Colori di Barbara Nosenzo

Pioggia di novembreSoggetto e sceneggiatura di Giancarlo Marzano
Disegni e colori di Francesco Lo Manto

Dolcetto o morsettoSoggetto e sceneggiatura di Francesco Pelosi
Disegni e colori di Stefano Cardoselli

Dylan Dog

Dylan Dog Color Fest n.54 "Estranei"
Dylan Dog Color Fest n.54 "Estranei"
Mirko Perniola, Paolo Massagli, Nicolò Pellizzon
Sergio Bonelli Editore

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