Alcuni racconti di Haruki Murakami, eterno candidato al Nobel per la letteratura, sono stati adattati a fumetti dai francesi Jean-Christophe Deveney (testi) e PMGL (nome d’arte di Pierre-Marie Grille-Liou, disegni), e con “Manga stories” i primi quattro sono ora disponibili anche in Italia, pubblicati da Einaudi, già editore dell’ampia produzione letteraria del maestro giapponese.
Murakami è uno scrittore criptico che, con i suoi onirici viaggi esistenziali, offre spunti e pone domande sulla ricerca del senso della vita, sulle angosce che ci attanagliano, sulla magia del quotidiano e sulle sue svolte inaspettate, ma le risposte spesso sono demandate ai lettori.
“Non è detto che quel che vediamo sia vero”, recitano i protagonisti del primo racconto. Grazie a questo adattamento, tuttavia, le atmosfere surreali e le tematiche predilette da Murakami hanno trovato proprio quella dimensione visiva che è inevitabilmente assente nell’originale. L’aspetto grafico, virando decisamente al grottesco, può sembrare una scelta stilistica ostica a un primo sguardo, ma dimostra tutta la sua efficacia dopo un’opportuna sedimentazione.
Ciascun racconto ha infatti una precisa identità visiva: in Ranocchio salva Tōkyō, le tonalità richiamano quelle dei sotterranei dove si combatterà un’imprevedibile battaglia; ne In un posto dove potrei trovarlo i bordi neri, le sfumature di grigio e il tratto dei disegni evocano il block-notes su cui il protagonista prende appunti in matita (ma un accenno di colore, a sorpresa, spunterà al momento della svolta narrativa); in Birthday Girl, le tonalità del flashback richiamano costantemente il colore delle foglie autunnali, un rimando che si sprigionerà con forza nell’ultima tavola; ne Il settimo uomo i colori sono a pastello, come nei disegni che si fanno da bambini – e il legame con il drammatico racconto è fin troppo chiaro.
Per chi ama i fumetti ma non conosce le opere di Murakami, questo volume può essere una buona occasione per introdursi in un universo letterario che affascina tanti lettori in ogni parte del mondo, leggendo al contempo racconti che rispettano la “grammatica” e le potenzialità narrative delle nuvole parlanti.
