Ken Parker 1983

Ken Parker: 1983

Gli albi del 1983 di Lungo Fucile

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Nel 1983 si prepara il grande cambiamento per Ken Parker, con il rallentamento delle uscite: soltanto 4 numeri – distanziati ognuno di due mesi dal precedente – con una brusca interruzione ad agosto. Immaginiamo la sorpresa negativa per i (pochi?) lettori di allora, nel non trovare in edicola il proprio personaggio preferito, senza tante spiegazioni da parte della casa editrice.

Si ha anche una vera e propria svolta narrativa per la serie,  con il trasferimento di Ken a Boston, per ricongiungersi con il figlio adottivo Theba. Nella città dell’Est, un uomo del West come Ken Parker teoricamente non dovrebbe trovarsi a suo agio: con qualche difficoltà, Lungo Fucile riesce invece ad adattarsi, trovando anche un impiego come detective privato. Si ha a quel punto un vero e proprio cambio di genere della serie, che da western diventa principalmente un poliziesco, dimostrando ancora una volta l’ecletticità del personaggio e dei suoi autori.

Per quanto riguarda le sceneggiature, Berardi lascia spazio al suo principale collaboratore, Maurizio Mantero, e anche dal punto di vista grafico Milazzo realizza soltanto un numero.  Probabilmente i due autori stavano già preparando la chiusura della collana che avverrà l’anno successivo con l’uscita di soli due numeri: gli epocali Sciopero e I ragazzi di Donovan, con un’ulteriore e decisa svolta narrativa che segna il destino di Ken.

Con la chiusura della collana, le storie successive di Ken Parker appariranno sulle riviste Orient Express e Comic Art dal 1984 al 1988, prima dell’uscita del Ken Parker Magazine nel 1992.

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Ken Parker n.54 “Boston”
di Giancarlo Berardi, Ivo Milazzo
Febbraio 1983

Ken Parker arriva finalmente a Boston per ricongiungersi con Theba e Belle, conosciuti nell’albo n.5, Chemako, uno dei migliori della serie.

Berardi e Milazzo raccontano il viaggio in treno da Omaha nel Nebraska, da clandestino, insieme a dei compagni di viaggio decisamente particolari: i migliori detective “letterari” del mondo, presentati in maniera parodistica.

Si tratta di un ottimo racconto brillante, grazie alla sceneggiatura di Berardi che infarcisce il testo di dialoghi ironici caratterizzando perfettamente tutti i personaggi. Ad impreziosire il tutto ci sono anche delle insolite vignette umoristiche realizzate da Milazzo.

Gran parte dell’albo è costituita da una vera e propria detective story, con un mistero che Ken risolve genialmente, impressionando tal Browne, indagatore della National Agency: è una conoscenza che aprirà nuovi orizzonti professionali al trapper.

Il ricongiungimento tanto atteso – che avviene nelle pagine finali dell’albo – tra Ken e il giovane Theba, apparentemente civilizzato, viene narrato in modo esemplare da Berardi e Milazzo, con pagine emozionanti e verosimili. 

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Ken Parker n.55 “Rapina a Reginald Street”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Sergio Tarquinio
Aprile 1983

Il primo incarico che Ken riceve a Boston come detective privato della National Agency Investigation pare di tutta tranquillità: il trasporto degli stipendi dei dipendenti di una società. La somma cospicua da recapitare attira però l’attenzione di alcuni malintenzionati e il tutto si conclude con l’immancabile furto, in cui ci scappa anche il morto.

Sentendosi responsabile per l’accaduto e incaricato delle indagini, Ken può dimostrare tutte le sue capacità investigative, anche in un contesto cittadino per lui così estraneo e in un’indagine così intricata. Tra vari colpi di scena, Ken non lesinerà di utilizzare i – per lui consueti – metodi western, mettendosi alla prova anche con una sana scazzottata.

Si tratta di una storia sicuramente minore nella saga, un vero e proprio giallo, comunque piacevole, caratterizzata dal tratto fin troppo classico di Sergio Tarquinio, preciso nell’ambientazione, meno nel caratterizzare e nel far recitare i vari personaggi, aspetto che complica un po’ la scorrevolezza del racconto.

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Ken Parker n.56 “A proposito di gioielli e d’imbrogli”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Carlo Ambrosiini
Giugno 1983

Anche il secondo incarico che Ken riceve a Boston come detective privato non sembra particolarmente impegnativo: fare da guardiaspalle ad un allevatore texano. Il compito, in realtà, è il preludio ad un’indagine particolarmente complicata, in cui Ken si ritrova di fronte un vecchio avversario: l’abile truffatore Gordon, visto nel n.20, Storia d’armi e d’imbrogli.

Berardi, affiancato da Mantero alla sceneggiatura, sembra divertirsi a descrivere con minuzia di particolari gli ingegnosi colpi messi a segno da Gordon, nel mezzo del bel mondo bostoniano. Ken partecipa alla vita sociale della metropoli ovviamente a suo modo, indossando con classe inedite giacca e cravatta

I disegni di Carlo Ambrosini descrivono vari scenari cittadini, insoliti in un fumetto western, dai teatri d’opera alle borse d’affari, con efficacia ed eleganza.

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Ken Parker n.57 “Il sicario”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Sergio Tarquinio
Agosto 1983

Il nuovo incarico che Ken riceve dalla National Agency of Investigation si snoda tra Boston e Concorde, sulle tracce di un insospettabile sicario che ha assassinato un senatore su commissione. L’indagine scoperchierà un complotto tra politica e grande finanza, e anche lo stesso killer Gus Stove rischia di rimetterci la pelle, dato che i mandanti vogliono far scomparire ogni prova.

Ken si ritroverà inaspettatamente a fare amicizia con lo stesso sicario, nel momento in cui deve fare la guardia in una villa aristocratica prima del matrimonio della figlia del ricco Gladstone, padrone di una banca. I due possono assaporare, in modo differente, la vita di lusso dei Gladstone, saggiandone le contraddizioni e trovando appunto un’inconsueta complicità, finendo entrambi nei guai, ma rivelando il marcio che si annida in quegli ambienti corrotti.

Mantero sceneggia il soggetto di Berardi mentre le matite sono affidate di nuovo a Tarquinio, che realizza il suo ultimo Ken Parker.

LE ANNATE DI KEN PARKER

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