Ken Parker: 1982

Gli albi del 1982 di Lungo Fucile

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Nel 1982, la collana di Ken Parker raggiunge il sospirato numero 50, albo che Giancarlo Berardi e i disegnatori realizzano mirabilmente, rendendolo veramente speciale. Pur essendo la testata teoricamente mensile, anche in quest’anno escono soltanto 9 numeri, probabilmente a causa delle difficoltà di trovare dei disegnatori all’altezza.

Dal punto di vista grafico esordiscono Renato Polese (direttamente dalla Storia del West) e un giovane Giampiero Casertano, per aiutare in un albo Carlo Ambrosini. Ai testi è come di consueto Maurizio Mantero ad affiancare Berardi in ben 5 storie.

Il livello come al solito è sempre molto alto: ad autentici capolavori del fumetto italiano, come Adah, si susseguono se non sempre ottime storie,  quantomeno discrete. Dal punto di vista della continuity, Ken Parker sembra sempre più deciso a raggiungere Boston per ritrovare il suo figlio adottivo Theba, cosa che accadrà nel primo numero del 1983.

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Ken Parker n.45 “La donna di Cochito”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Carlo Ambrosini
Gennaio 1982

Ottimo albo sceneggiato da Mantero e illustrato da Ambrosini, ambientato tra gli apache dell’Arizona, come di consueto in lotta contro le Giacche Blu. Ken Parker entra casualmente nella vicenda di Cochito, giovane guerriero, adottato da bambino da una coppia di bianchi, che finiti uccisi dagli stessi Apache, vuole vendicare a tutti i costi. In mezzo c’è una tribù che si arrende, impossibilitata a proseguire la propria ribellione e soldati che mostrano il loro lato più umano, come l’ormai maturo capitano Hawks e lo straordinario sergente Braddock che risolve la situazione con un gesto di grande umanità.
Ken compare solo dopo una trentina di pagine, impegnato a leggere nientepopodimeno che Il pozzo e il pendolo di Edgard Allan Poe, e come di consueto evita di dare giudizi preferendo rispondere solo alla propria coscienza. Ottimo lavoro anche del disegnatore Ambrosini che riesce a rendere al meglio le tante drammatiche scene d’azione e di desolazione legate alla guerra, come i momenti di intimità tra i veri protagonisti: il guerriero Cochito e la sua donna Nooki. Il 1982 di Ken Parker non poteva iniziare in modo migliore.

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Ken Parker n.46 “Adah”
di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo
Febbraio 1982

Se il 1982, con l’uscita della Donna di Cochito, era cominciato ottimamente per Ken Parker, con Adah – il numero successivo – prosegue in maniera mirabile. La storia raccontata in flashback da Adah, donna di colore, cresciuta schiava in una piantagione nel sud degli Stati Uniti, che vive gli anni drammatici della guerra civile e dell’abolizione della schiavitù, rappresenta sicuramente uno dei vertici del fumetto italiano. La storia scritta da Giancarlo Berardi e illustrata meravigliosamente a mezza tinta da Ivo Milazzo ha la complessità e la profondità di un vero e proprio romanzo letterario, pur rappresentando compiutamente dal punto di vista stilistico la forma fumetto. 

Adah racconta la sua esistenza, decisamente tormentata, redigendo – ormai donna matura – le sue memorie, raccontando nelle ultime pagine riportate anche l’incontro con Ken Parker, che l’aiuta ad affrontare dei killer arrivati in Arizona per ucciderla per questioni legate al suo passato di schiava. L’intreccio drammatico lascia spazio però in questo caso all’epopea che viene narrata, con una rappresentazione vivida e per nulla scontata dello schiavismo e delle sue contraddizioni. Il momento di transizione con l’abolizione della schiavitù è paradossalmente quello più difficile, con un intero popolo lasciato in balia di truffatori e alla violenza vendicativa di chi ha perso la guerra. Adah riesce a sopravvivere grazie al fortunato incontro con Ken, una volta di più comprimario nella sua stessa serie, come testimoniato dalla bellissima copertina realizzata dal maestro Milazzo.

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Ken Parker n.47 “La verità”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Bruno Marraffa
Aprile 1982

È stato probabilmente difficile scegliere la storia che avrebbe dovuto seguire un capolavoro come Adah: Berardi affida alla coppia Mantero e Marraffa un soggetto ispirato al celebre film Rashomon di Akira Kurosawa, in cui quattro diversi personaggi riferiscono la propria testimonianza su un fatto di cronaca. La verità è l’ultima prova su Ken Parker del disegnatore Bruno Marraffa, chiamato ad illustrare numerosi flash-back.

A Bitter Creek in New Mexico, Ken Parker ritrova il cadavere di un minatore. Il fatto sconvolge l’apparente armonia della piccola comunità, vicina al territorio Navajo, riaprendo vecchie ferite e sensi di colpa rispetto ai rapporti con gli indiani. Ken affianca inutilmente le indagini del marshall Arthur Comb, pronto ad inseguire la verità, anche a costo di minare la propria serenità familiare, dato che è il genero del notabile del posto, l’arrogante Tavernier (che odia i Navajos anche a causa di un grave lutto che ha colpito la sua famiglia in passato).

I pregiudizi spingono il gruppo di volontari che accompagnano Comb nell’indagine a massacrare un gruppo di innocui pastori, imprigionando il loro capo Nantan José Santos. Nella cittadina sale il nervosismo e l’isteria di chi vorrebbe che venisse fatta giustizia a spese del capo Nantan, imperturbabile nell’aspettare che si compia il suo destino sacrificale. Non varranno a niente l’ingegno di Ken e l’ostinazione legalitaria del marshall Comb contro la violenza montante della folla assetata di sangue. A Comb e a Ken non resta che lasciare amaramente la città senza neppure aver capito se fossero realmente stati Nantan e i suoi pastori ad attaccare i minatori.

Una lunga parabola sulla giustizia e ovviamente sulla verità, concetti quasi irraggiungibili.

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Ken Parker n.48 “Razza selvaggia”
di Giancarlo Berardi e Renato Polese
Giugno 1982

Dopo i toni drammatici dell’albo precedente, Berardi realizza quasi una commedia ambientata tra gli indiani Yankton, in South Dakota, con Ken a caccia di cavalli per riuscire a mettere soldi da parte per raggiungere Boston e ritrovare Theba, il suo figlio adottivo.

Esordisce sulla serie Renato Polese, direttamente dalla Storia del West, a suo agio nella caratterizzazione dei tanti protagonisti, nella delineazione della vita quotidiana nella tribù indiana ma anche nelle scene tipicamente western come la cattura dei cavalli selvaggi. Aspetto non da poco, Polese illustra in questo albo tante visioni e sogni dei vari personaggi in maniera più che credibile.

Gli aspetti migliori della storia ci paiono le caratterizzazioni dei tanti personaggi – tutte felicemente riuscite – e la descrizione della vita e dei costumi indiani. Sono numerosi i momenti ironici sia tra gli indiani, con il giovane Otomi che tenta di conquistare l’affascinante Fiore di Luna (tra gli sguardi divertiti e nello stesso tempo invidiosi delle altre ragazze della tribù), sia tra i cacciatori di cavalli con il giovane Sid e l’esperto Goldie che fanno scintille, in veri e propri siparietti comici

La tragedia finale è quasi liberatoria, con il mezzosangue kiowa Nick che quasi si sacrifica per il bene di tutti, per consentire ai più giovani tra i protagonisti di completare il proprio percorso di crescita personale. La scelta sulla cattura o sulla liberazione del magnifico cavallo capobranco diventa allora un simbolo dell’esistenza stessa dei nativi americani.

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Ken Parker n.49 “Rosso sangue”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Sergio Tarquinio
Luglio 1982

Thriller con ambientazione fluviale, realizzato da Mantero e Tarquinio su soggetto di Berardi, con Ken in Colorado che affronta una banda di assassini che tenta di rubare un carico d’armi dell’esercito, con il nostro eroe obbligato ad intervenire per non perdere i soldi ricavati dalla vendita dei cavalli del numero precedente.

Si tratta della seconda storia disegnata da Tarquinio, caratterizzata dai tanti personaggi e dai numerosi colpi di scena, e impreziosita dalle capacità di indagine di Ken.

Grazie all’amicizia con Tony Brise, Ken riesce a infiltrarsi nel covo dei rapinatori, arrivando a conquistare la loro fiducia, grazie anche ad una gara di tiro in cui mette in mostra le sue capacità balistiche. Inizia a quel punto un’operazione di vero e proprio sabotaggio e per allontanare i sospetti di tutti accetta di scontrarsi in duello con il truce Hobbs, in una sequenza decisamente impressionante, che gli fa guadagnare la fiducia di Cohen, il capo dei malviventi. Ben presto i soldati, richiamati da Ken, irrompono nel covo dei malfattori, in un classico lieto fine.

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Ken Parker n.50 “Storie di soldati”
di Giancarlo Berardi, Ivo Milazzo, Renato Polese, Giorgio Trevisan e Carlo Ambrosini
Agosto 1982

Giancarlo Berardi decide di festeggiare l’uscita del cinquantesimo numero della serie realizzando un albo speciale, disegnato dai quattro migliori disegnatori a sua disposizione, incentrato sui racconti di Ambrose Bierce.

Ken incontra lo scrittore dell’Ohio che gli narra quattro fra i suoi racconti migliori, ambientati durante la Guerra Civile, raccolti nel volume Storie di soldati e di civili. Berardi costruisce un ponte tra il suo personaggio a fumetti più riuscito e quello che è probabilmente lo scrittore contemporaneo di Ken più moderno, dal punto di vista stilistico e narrativo.

L’incontro/scontro tra Ken e lo scrittore nell’introduzione è particolarmente riuscito, ma tutti e quattro i racconti scelti sono adattati magistralmente, con una nota di merito per il lavoro di Giorgio Trevisan riguardante il tragico Accadde sul ponte di Owl Creek. Notevoli anche le considerazioni sulla letteratura e sull’arte di narrare storie che Bierce illustra ad un curioso Ken Parker, sempre più affascinato dal mondo della cultura, in un percorso inedito per un personaggio western.

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Ken Parker n.51 “Prossima fermata: Stockton”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero e Renato Polese
Settembre 1982

Storia dai toni leggeri, sin dall’apertura, con Ken che viene scambiato per il pistolero in grado di sconfiggere i terribili fratelli Burden, che spadroneggiano a Stockton. Si tratta di una storia corale, con tanti personaggi riusciti, tra cui è giusto cita il ruolo del giornalista Stewart Morrison (che ha le sembianze inequivocabili dello scrittore Mark Twain) contro le scorciatoie della giustizia, adottate dallo sceriffo Amos Clay.

Ken decide consciamente di partecipare allo scontro finale, che tra mille infingimenti gli lascia l’amaro in bocca. I toni comici si trasformano in tragedia, con la partecipazione dei semplici cittadini nella lotta per la giustizia nella loro città. Polese in questa occasione pare sotto tono: forse avrebbe potuto rifinire maggiormente i propri disegni.

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Ken Parker n.52 “La collera di Naika”
di Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Carlo Ambrosini e Giampiero Casertano
Novembre 1982

Nel suo lungo e faticoso viaggio verso Est per ricongiungersi con il figlio adottivo Theba, Ken si ritrova in Kansas, a Culver City, dove assiste alla vendetta di Naika, bellicoso Kiowa a cui è stato sottratto il figlio adottivo, carpitogli dopo una spedizione punitiva contro la sua tribù in séguito al furto di 40 vacche.

Un’intera cittadina è posta sotto assedio, ma non si trova alcun volontario per consegnare il bambino ai soldati, salvo una strana coppia di eroi che decidono di affiancare il coraggioso Ken. L’insolito trio riesce a sopravvivere sorprendentemente ai ripetuti attacchi dei Kiowa, grazie a Ken che dà fondo a tutte le sue conoscenze del mondo della frontiera per depistare l’attacco degli indiani.

Si tratta di una storia avventurosa, con molte scene d’azione, in cui si ha l’unica prova di Giampiero Casertano con il personaggio.

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Ken Parker n.53 “I pionieri”
di Giancarlo Berardi e Giorgio Trevisan
Dicembre 1982

Nel suo viaggio di avvicinamento a Boston, Ken incrocia in Kansas il destino della famiglia Andrews, messa a dura prova dalla siccità. Sono splendidi i disegni di Giorgio Trevisan che raffigura alla perfezione la disperazione della famiglia di pionieri sull’orlo della follia, come anche i paesaggi desertici: è il caso di una sequenza in cui un falco attacca il serpente a sonagli.

Berardi costruisce una storia straordinaria basandosi – più che sull’azione – sui dialoghi tra i vari personaggi e le relazioni che si creano, come il legame che si costruisce tra Ken e il piccolo Jeff con sequenze in cui Lungo Fucile lo inoltra nella vita di frontiera. La descrizione della vita quotidiana dei pionieri sfocia persino in un insolito triangolo amoroso. La vicenda subisce una drastica accelerazione nelle ultime pagine, fino a concludersi nel lieto fine in cui tutti i nodi si sciolgono.

LE ANNATE DI KEN PARKER

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