Ian Aranill, Dragonero, finisce in coma dopo essere stato avvelenato in séguito ad un cruento duello contro un Alfiere degli Abominii. Gmor lotta contro il tempo per trovare un antidoto recandosi in incognito in una tana dei loro mostruosi avversari. Il soggetto alla base poteva rendere questo numero 27 di Dragonero-Mondo Oscuro Il veleno dell’Alfiere, realizzato da Luca Enoch e Cristiano Cucina, uno degli albi più memorabili di questa collana, per drammaticità e intensità. Invece Enoch non sfrutta compiutamente il soggetto che ha realizzato, decidendo di indirizzare ben presto la vicenda verso lidi più ironici, con l’apparizione di un paio di personaggi – il nano Ossur e il monaco itinerante Tshepo – non particolarmente riusciti.
A completare questa storia imperfetta sono poi i disegni di Cristiano Cucina, decisamente poco adatti alla vicenda, non abbastanza dinamici nelle scene d’azione e non particolarmente evocativi nelle ambientazioni esotiche, come poteva essere l’apparizione del Monastero di Altarupe. La stessa rappresentazione della tana degli Abominii lascia molto a desiderare, con un accesso che si rivela non particolarmente insidioso e un ambiente che, per quanto alieno, non sembra neppure così ostile.
Tuttavia non mancano, anche in una storia meno riuscita di altre, i momenti felici e le sequenze azzeccate, come il Ponte di Rune, impossibile da percorrere senza conoscere la giusta sequenza. Interessanti anche gli approfondimenti che Enoch propone come di consueto, come le rivalità tra i vari clan nanici o i contrasti tra gli stessi Alfieri degli Abominii sulle strategie belliche migliori da adottare, sfruttati inconsapevolmente da Gmor e dai suoi alleati.
La sensazione generale è di un piccolo incidente di percorso, un’occasione persa per approfondire al meglio una saga, questa di Mondo Oscuro, che si avvicina sempre di più a quello che sarà probabilmente il cataclismatico finale.
