War on Gaza di Joe Sacco

“War on Gaza” di Joe Sacco

Un urlo al cuore del mondo

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Joe Sacco è oggi uno dei maggiori autori di fumetti viventi, e al contempo uno dei più autorevoli giornalisti d’inchiesta. Il suo talento si rivelò oltre trent’anni fa con Palestina, e la sua fama si consolidò poi con Safe area Gorazde

Dopo il citato Palestina e Footnotes in Gaza del 2010, l’autore maltese torna nuovamente su quella che sempre più è diventata una questione nodale del nostro tempo e delle nostre anime, e lo fa con un’opera tanto breve quanto formidabile, forse la più bella, sincera e profonda da lui sin qui realizzata. 
 
War on Gaza è stata pubblicata a puntate lo scorso anno sul Comics Journal; raccolta in volume, ha recentemente ricevuto un Eisner Award, ciò che ha suscitato più di qualche mal di pancia visto l’argomento, e soprattutto la vis e l’inflessibilità con le quali Sacco si esprime nelle sue tavole.
 
L’opera è senza dubbio molto diversa dalle precedenti dell’autore, che qui abbandona i toni e i ritmi della cronaca, per quanto intrisi di partecipazione e acutissima capacità di analisi con i quali è sempre stato solito mostrare la verità delle cose dietro maschere e propaganda.
War on Gaza non è inchiesta giornalistica ma atto di denuncia in piena regola, circostanziato e mirato al cuore, all’essenza della mattanza in atto, e ancor più al cuore dell’intrico di cause storiche, complicità materiali e spirituali, genealogie ideologiche che hanno reso possibile nei decenni giungere alle stragi degli ultimi anni, finalizzate alla eradicazione della popolazione della Striscia. Pur non facendo cronaca in senso stretto, Sacco realizza un’opera che è ricostruzione storica e inchiesta giornalistica in senso più ampio e soprattutto concettualmente approfondito.
 
Sacco porta avanti il suo atto d’accusa con gli strumenti del narratore e fumettista di razza, con l’ausilio di una satira beffarda e affilata che rende, se possibile, ancora più cruda e violenta la realtà che ci mette davanti agli occhi, chiamandoci a prendere atto e soprattutto coscienza delle complicità, se non nostre personali, certamente collettive di cittadini di nazioni che complici, se non più, lo sono nei fatti; e chiaramente, in primo luogo, del governo USA.
Una via l’altra si susseguono tavole nelle quali il disegno pieno e netto, così narrativamente efficace del fumettista maltese, vira quasi impercettibilmente verso una maggiore resa espressionista, dove una nuance abrasiva si insinua a sottolineare ed esaltare il testo, rendendolo non più esplicito – che Joe è assolutamente limpido in tal senso – ma di sicuro ancora più caustico.
 
Una lettura che è impossibile fare senza provare emozioni violente, senza esserne scossi. Ma una lettura necessaria oggi più che mai, com’era già successo per la brevissima collaborazione di Sacco con Art Spiegelman, Mai più!

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