Tex n. 774 776 Rick Master detective

Tex n. 774-776
“Rick Master, detective”

Recensione del Tex di Mauro Boselli e Michele Benevento

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Mauro Boselli si congeda dall’incarico di curatore di testata con questa storia complessa. L’avversario di Tex e Carson è una società criminale specializzata in sequestri di persona, il loro alleato nell’impresa è l’investigatore privato di San Francisco Rick Master, affiancato dal suo assistente giapponese Yoko Shimitzu

Quest’ultimo non è l’ennesimo prodotto della vulcanica fantasia boselliana: è stato creato nel 1968 da G. L. Bonelli in persona, come protagonista di due avventure inedite pubblicate nella Collana Rodeo. Resta da capire quanto e come sia giustificata, da parte dell’autore milanese, la riproposizione di questo personaggio, creato dal suo vecchio maestro. 

L’inizio promette bene: il buon Master sembra capace di vivere di luce propria. La sua entrata in scena, in stile Sherlock Holmes, intrattiene gradevolmente, oltre a chiarire il quadro degli eventi. L’azzimato detective è acuto, la sua spalla nipponica gli regge il gioco con garbo ed ironia. La sua cliente è portata a fidarsi istintivamente di lui, il lettore pure. 

Inevitabile che la sua indagine finisca per intersecare quella dei nostri ranger. Con un montaggio alternato, vediamo lo sviluppo parallelo dei due percorsi. La pista dei misteriosi avversari parte da Los Angeles per approdare a Frisco dove, nel frattempo, il detective – investigando nella Chinatown locale – è finito sulle tracce della gang dei sequestri. La stretta di mano tra lui e Tex sancisce l’alleanza e dà il via alla parte finale, dopo una sequenza di sviamenti, equivoci e doppi giochi. 

La regia di Boselli si mantiene fluida: lungaggini e prolissità  sono ridotte al minimo, prevale l’azione. Master e il suo pard giapponese si rivelano due personaggi perfettamente complementari al nostro duo, con caratteristiche completamente diverse.

Ai pennelli Michele Benevento: cresciuto tra le atmosfere in chiaroscuro dell’urban fantasy Lukas, regala una prova di gran classe. Gli ambienti da illustrare sono numerosi quanto variegati, la sua matita ricrea sempre e comunque l’atmosfera ideale, anche nel caso di una location quanto mai insolita come la bidonville fatta di tram in disuso. Merita di illustrare (dopo il séguito di questa avventura) un futuro Texone.

VOTO
1

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