“Il cervo di Horn Creek” nel futuro di domani

/
2 mins read

Spesso diamo per scontato che il genere di fantascienza sia costellato da tutte quelle opere legate ai film, ai libri, ai fumetti che da molto tempo ci propinano invasioni extraterrestri, guerre spaziali, disaster-movies e chi ne ha più ne metta… tralasciando la pura e semplice questione che di fantascienza legata al concetto di futuro ne percepiamo ogni giorno degli assaggi o, addirittura, grandi porzioni. Il fumetto di cui vi parlerò oggi va in tale direzione: semplicità, leggerezza del futuro, gestione del presente, sagace visione del mondo in termini collettivi e ambientali. 

Non solo Flash Gordon, Nathan Never, L’Eternauta (che sappiamo essere dei capisaldi del genere) ma andiamo oltre, appunto. Cerchiamo di restare nella “fantascienza di prossimità”, come mi piace definirla. In parole povere, con i piedi ben saldi per terra.
Quindi qui, oggi, vi porto e vi parlo di un altro fumetto della casa editrice Future Fiction (avevo già parlato di Previsione di vuoto) e, nello specifico, della collana Futuresque. Lo stesso Francesco Verso, Direttore editoriale di Future Fiction, spiega il “suo” futuro affermando che […] per affrontarlo, serve dotarsi di spirito d’avventura e umorismo: due fattori imprescindibili, senza arrampicarsi su temi o elementi così lontani da non percepire la futuribilità – aggiungo io – o da diventare quasi paradossali e anacronistici.

Prima che la radioattività causasse la chiusura del Grand Canyon, la giovane guardia forestale Sue aveva avvistato un animale strano a Horn Creek: un cervo dalle corna contorte e, forse, addirittura con delle zanne. Ora, prossima al pensionamento, Sue si prepara a fare un ultimo giro di controllo con la nipote Katy, sperando che un giorno lei possa prenderne il posto. Ma l’obiettivo di Katy per questa visita è ben diverso da quello che sua zia crede, in quanto cerca, invece, di filmare con la sua telecamera il più possibile per creare contenuti social. 

C’è il gioco delle parti, la contrapposizione che provoca la causa scatenante dei fatti accaduti. C’è la dicotomia tra bene e male e l’uso corretto o sbagliato dei social media. Nello specifico, il rapporto morale, il concetto stesso di giustizia sociale, nonché l’attenzione all’aspetto ambientale. E la fantascienza, direte voi?
Beh, presto detto. Vi accennavo alla “prossimità”, termine che utilizzo quando scrivo o parlo di quelle opere di fantascienza che toccano il tema con semplicità. 

Nel caso de Il cervo di Horn Creek i dettagli la fanno da padrone e portano a casa quel senso di futuro. Lo fanno attraverso l’uso di pochi elementi che lo rendono tale, tra questi: occhiali che filmano e creano contenuti per i social media caricando direttamente online ciò che si registra.
Come ben si capisce, gli elementi del futuro sono “prossimi” e non lontani e immaginifici. Questo permette una realtà vicina e assertoria.

La moralità sta proprio in questo spazio / tempo in cui la ragazza può avere la possibilità di diventare virale, per farlo con un video che riprende un cervo mutante oppure lasciarsi andare e godersi il momento, consapevole del fatto che non farà mai parte del mondo – di un particolare tipo di mondo che vive di contenuti puerili – e di quel marasma di stranezze digitali, per momenti di futile notorietà. 
Il racconto esplora temi legati all’adattamento delle specie ai cambiamenti ambientali e offre un monito per il futuro attraverso le esperienze di due protagoniste che rappresentano il passato e il presente dell’umanità.

La trasposizione dell’omonimo romanzo di Sarah Castle è affidata ad Arianna Pioli, che mantiene vivido e fluente il corpo della scrittura.
Un piccolo fumetto che si fa grande attraverso i bei disegni di Dario Wela, che con il suo tratto “grezzo” riesce a donare bellezza e comprensione del contesto. L’apparato grafico, quindi, è ben strutturato anche nella costruzione delle tavole, denotando grande impegno e buona sintesi visiva.

Il cervo di Horn Creek è un fumetto affascinante. Resta in mente per diverso tempo e, cosa importante, focalizza la sua attenzione su tematiche ambientali di cui, oggigiorno, si parla spesso ma senza risolvere alcunché!

Il cervo di Horn Creek
di Sarah Castle, Arianna Pioli, Dario Wela
64 pagine, colore, 13,00€
Future Fiction, 2022

Ultimi Articoli Blog